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Il Cimitero
nuovo di Civita Castellana, realizzato dall’architetto
Massimiliano Fuksas e allestito tra il 1985 e il 1992, ha una
simbologia ben precisa. È un “luogo della meditazione”.
Come tutte le
opere contemporanee ha fatto molto discutere e ha avuto
apprezzamenti ma soprattutto molte critiche, per i materiali
scelti, per l’impatto ambientale e per la scarsa accessibilità
da parte degli utenti.
I defunti
sono disposti in modo circolare, perché la morte rende tutti
uguali. Al centro le strutture che richiamano la vita collettiva
così come sarebbero viste dai defunti: La chiesa, vuota al suo
interno, affinché ognuno possa “riempirla” con il proprio credo.
La fabbrica, perché Civitacastellana , soprattutto nella seconda
metà del ‘900 s’è caratterizzata come polo industriale di tutta
la Tuscia.
La casa, con i suoi oggetti lasciati in disordine. Perché la
morte è sempre improvvisa e lascia comunque qualcosa di
incompiuto.
Infine binari e locomotiva per rappresentare il viaggio verso
l’Aldilà. Qualunque esso sia.
Dunque, la morte come elemento naturale e fine ultimo della
vita. La vita legata alla morte, rendendo quest’ultima presente
e viva agli occhi di chi vorrebbe invece rimuoverla.
L’attuale
stato di degrado dell’ala nuova del cimitero rende i luoghi
tanto desolati e sarebbe auspicabile un intervento delle
pubbliche autorità che valorizzi quest’opera struggente e che
sprigiona grandi emozioni.
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Visione dal basso
di una delle strutture del cimitero |