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La struttura esterna è ormai nella sua fase
ormai definitiva. Una cosa è certa: questo immenso
monolite di cemento armato posto all’ingresso della cittadina
maremmana non è fatto per passare inosservato
Gli architetti dello MDU, Valerio Barberis,
Alessandro Corradini e Marcello Marchesini hanno voluto creare
un ambiente originale e sicuramente fuori dagli schemi del
teatro tradizionale. Per fare questo si sono ispirati a due dei
grandi segni operati dall’uomo in questo territorio, il primo e
l’ultimo in termini cronologici: il basamento del tempio Grande
di Vulci (IV secolo a. C.) e la centrale termoelettrica
Alessandro Volta (1990 – 2000), il più grande impianto
termoelettrico d’Italia. Come essi stessi dichiarano si è
trattato di una fusione tra arcaicità etrusca versus
ipertecnologia della macchina dei tempi recenti.
Al termine dei lavori il Nuovo Teatro
risulterà un grande monolite in cemento colorato sul quale la
torre scenica appare appoggiata in modo impalpabile: un volume
in policarbonato che nelle giornate grigie si confonde con il
cielo e che di notte si illuminerà dall'interno, trasformandosi
in una grande "lanterna" visibile anche da lontano. Il monolite
è caratterizzato da leggere variazioni cromatiche che derivano
concettualmente dai blocchi in tufo che compongono il Tempio
Grande.
Anche l’interno della struttura è concepito
con notevole originalità: lo spazio dedicato allo spettatore, a
partire dal foyer fino alla platea, è ricavato tutto in uno
scavo nella base del monolite di cemento e ricoperto ai lati da
lamelle di legno, come a far vibrare le pareti massicce. La
scena è visibile fin già dall’ingresso come a voler
immergere da subito lo spettatore nell'atmosfera di magia che
precede la rappresentazione.
Indubbiamente si tratta di un’opera che
farà discutere ma che rappresenta comunque una grande novità nel
panorama dell’arte e dell’architettura del nostro territorio. |