La Torre di Tufo di Montefiascone

L’ecomostro di Montefiascone si contrappone visivamente alla magnifica mole della cattedrale di S. Margherita e alla secentesca chiesa di San Francesco


 

Stampa

di Giuseppe Moscatelli

Clicca sull'immagine per corrispondere con l'autore


 

Di opere brutte e di dubbia utilità vanno fieri gli amministratori locali di molte città. Non fà eccezione Montefiascone dove è stata innalzata “la torre di tufo”: un ecomostro in blocchetti di tufo giallo-aureo che dalla piazza del mercato si eleva fino al parcheggio dell’ospedale cittadino. All’interno della torre un ampio ascensore consente a chi lascia la macchina in sosta sulla piazza di raggiungere l’ospedale. Il fine della costruzione è quindi nobile, e pazienza se l’impatto ambientale, storico-estetico-architettonico ci appare francamente devastante: la torre sembra incunearsi come un gigantesco aculeo nella magnifica mole della cupola di S. Margherita, capolavoro del Fontana inaugurato nel 1674, contrapponendosi altresì alle sobrie linee della secentesca chiesa di San Francesco, da poco restaurata. Non solo: il giallo oro del tufo contrasta cromaticamente con il color grigio, più o meno intenso, delle due chiese e delle altre costruzioni vicine.

Si dirà: quando un’opera serve non si può star troppo a discettare di questioni estetiche. Non siamo d’accordo, perché l’estetica si può coniugare con la funzionalità, ma a questo punto viene da chiederci se l’opera sia veramente utile. Intanto l’ospedale funziona a mezzo servizio, essendo vari reparti chiusi da molti mesi, e sul suo futuro non tutti sono disposti a scommettere, visto che a suo tempo si è costituito un comitato per la sua difesa. Si dice anche che sulla scarpata antistante la torre dovrebbe sorgere il nuovo Palazzo di Giustizia nonché la sede della polizia locale. Sarà, al momento anche la presenza a Montefiascone della sezione distaccata di Tribunale è oggetto di  discussione. Vogliamo però pensare che in futuro l’utilità della struttura risulterà pacifica. Già, ma intanto la torre è lì in tutta la sua ingombrante presenza, per il resto si vedrà. Modo di procedere abbastanza italiano: prima si fa l’ascensore, poi si provvederà a realizzare le strutture che da quell’ascensore dovrebbero essere servite.

Senza alcuna pretesa di “scientificità” ci siamo presi la briga, in un giorno feriale, di verificare quante persone utilizzano la torre-ascensore: bene in due ore - si presume di punta, dalle nove alle undici del mattino - per quantificare gli utenti che se ne sono serviti ci sono avanzate le dita di una mano... ma potrebbe essere stato un caso. Aggiungiamo che l’opera è costata ai contribuenti montefiasconesi, da quanto si apprende da fonti di stampa, alcune centinaia di migliaia di euro e che per il futuro, considerata la necessità e l’urgenza, sembra sia prevista l’installazione di un secondo ascensore. Certo non spetta a noi, ma agli amministratori democraticamente eletti stabilire quali sono le necessità di una comunità e come spendere i soldi pubblici. Noi comunque offriamo al dibattito le nostre riflessioni.

Un’ultima considerazione sull’impatto estetico: se proprio si voleva costruire un vano ascensore di tale portata, perché non optare per una moderna costruzione in vetro e acciaio come acquisito dall’architettura contemporanea in tutti i centri direzionali del mondo? La trasparenza avrebbe snellito la struttura e sarebbe stata maggiormente rispettosa delle emergenze architettoniche e artistiche  presenti sul luogo. Se l’hanno fatto al Louvre (con la famosa quanto discussa piramide-lucernario) si poteva ben “osare” anche a Montefiascone…

 

Veduta d'insieme della torre ascensore con i monumenti sovrastanti

 

 

  La torre ascensore impatta visivamente con la cupola di S. Margherita e la chiesa di S. Francesco

  La torre ascensore e il ponte di accesso

  Il ponte di accesso alla torre

La torre ascensore impatta visivamente con la cupola di S. Margherita e la chiesa di S. Francesco

La torre ascensore e il ponte di accesso

Il ponte di accesso alla torre

 

 

 

TORNA SU