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Di opere brutte e di dubbia utilità vanno
fieri gli amministratori locali di molte città. Non fà eccezione
Montefiascone dove è stata innalzata “la torre di tufo”: un
ecomostro in blocchetti di tufo giallo-aureo che dalla piazza
del mercato si eleva fino al parcheggio dell’ospedale cittadino.
All’interno della torre un ampio ascensore consente a chi lascia
la macchina in sosta sulla piazza di raggiungere l’ospedale. Il
fine della costruzione è quindi nobile, e pazienza se l’impatto
ambientale, storico-estetico-architettonico ci appare
francamente devastante: la torre sembra incunearsi come un
gigantesco aculeo nella magnifica mole della cupola di S.
Margherita, capolavoro del Fontana inaugurato nel 1674,
contrapponendosi altresì alle sobrie linee della secentesca
chiesa di San Francesco, da poco restaurata. Non solo: il giallo
oro del tufo contrasta cromaticamente con il color grigio, più o
meno intenso, delle due chiese e delle altre costruzioni vicine.
Si dirà: quando un’opera serve non si può
star troppo a discettare di questioni estetiche. Non siamo
d’accordo, perché l’estetica si può coniugare con la
funzionalità, ma a questo punto viene da chiederci se l’opera
sia veramente utile. Intanto l’ospedale funziona a mezzo
servizio, essendo vari reparti chiusi da molti mesi, e sul suo
futuro non tutti sono disposti a scommettere, visto che a suo
tempo si è costituito un comitato per la sua difesa. Si dice
anche che sulla scarpata antistante la torre dovrebbe sorgere il
nuovo Palazzo di Giustizia nonché la sede della polizia locale.
Sarà, al momento anche la presenza a Montefiascone della sezione
distaccata di Tribunale è oggetto di discussione. Vogliamo però
pensare che in futuro l’utilità della struttura risulterà
pacifica. Già, ma intanto la torre è lì in tutta la sua
ingombrante presenza, per il resto si vedrà. Modo di procedere
abbastanza italiano: prima si fa l’ascensore, poi si provvederà
a realizzare le strutture che da quell’ascensore dovrebbero
essere servite.
Senza alcuna pretesa di “scientificità” ci
siamo presi la briga, in un giorno feriale, di verificare quante
persone utilizzano la torre-ascensore: bene in due ore - si
presume di punta, dalle nove alle undici del mattino - per
quantificare gli utenti che se ne sono serviti ci sono avanzate
le dita di una mano... ma potrebbe essere stato un caso.
Aggiungiamo che l’opera è costata ai contribuenti
montefiasconesi, da quanto si apprende da fonti di stampa,
alcune centinaia di migliaia di euro e che per il futuro,
considerata la necessità e l’urgenza, sembra sia prevista
l’installazione di un secondo ascensore. Certo non spetta a noi,
ma agli amministratori democraticamente eletti stabilire quali
sono le necessità di una comunità e come spendere i soldi
pubblici. Noi comunque offriamo al dibattito le nostre
riflessioni.
Un’ultima considerazione sull’impatto
estetico: se proprio si voleva costruire un vano ascensore di
tale portata, perché non optare per una moderna costruzione in
vetro e acciaio come acquisito dall’architettura contemporanea
in tutti i centri direzionali del mondo? La trasparenza avrebbe
snellito la struttura e sarebbe stata maggiormente rispettosa
delle emergenze architettoniche e artistiche presenti sul
luogo. Se l’hanno fatto al Louvre (con la famosa quanto discussa
piramide-lucernario) si poteva ben “osare” anche a
Montefiascone…
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Veduta d'insieme della torre
ascensore con i monumenti sovrastanti
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