Ogni anno nella prima metà di agosto
Montefiascone festeggia il suo Est! Est!! Est!!! con musica, teatro, mostre,
rievocazioni storiche e soprattutto degustazioni nelle antiche cantine
Testi e foto di Giuseppe
Moscatelli

La “Fiera del Vino” è la “festa” di Montefiascone,
in questo molto più sentita e partecipata rispetto alle solennità dedicate ai
Patroni Santa Margherita e San Flaviano. Si tratta di un raro esempio di “festa
laica”, nella quale però si riconosce tutta una comunità che vi ritrova le sue
radici comuni. Quest’anno si festeggia la cinquantesima edizione, un traguardo
importante: certo irrisorio se paragonato alle secolari feste religiose degli
altri paesi della Tuscia (basti pensare alla barabbata a Marta, alla festa
di Santa Rosa a Viterbo, alla festa di Santa Cristina a Bolsena...) ma senza
paragoni nella sua tipicità di festa di popolo non legata a eventi
religiosi o di culto.
Per comprendere meglio tutto ciò occorre riflettere
sul fatto che Montefiascone è un grande paese formato da un corpo centrale
(corrispondente al centro storico e alla via cassia che lo attraversa) e da una
quantità di “frazioni” che tali non sono, trattandosi di semplici località, ma
nelle quali vi è un radicatissimo senso di appartenenza, senz’altro superiore a
quello che lega gli abitanti al Comune propriamente detto. Se chiedi a qualcuno
che vive nelle frazioni “Di dove sei?” nessuno ti risponderà “Sono di
Montefiascone”, ma “di Zepponami”, “delle Mosse”, “delle Grazie” o “delle
Coste”... Non solo: la sindrome da “frazione” si estende con il
(disordinatissimo) sviluppo urbanistico e residenziale della città, per cui
tante nuove “frazioni” si affacciano alla ribalta smaniose di un riconoscimento
(Fiordini, Asinello, Vallalta...). S’intende che ogni frazione ha il suo santo
protettore che festeggia alla data canonica con grande solennità, ciascuna per
conto suo: difficilmente gli altri concittadini vi si affacciano.
Ma torniamo alla Fiera del Vino, questa sì capace
di far risalire verso il centro città gli abitanti di Zepponami e delle Mosse, e
di snidare – una volta tanto – i Costaroli, così poco propensi ad allontanarsi
dai loro versanti. Si tratta di quindici e più giorni fitti di manifestazioni:
musica, teatro, mostre, rievocazioni storiche, degustazioni, apertura delle
antiche cantine e da un paio d’anni anche festival del cinema. Il tutto si
svolge nella prima metà di agosto e un posto di assoluto rilievo nell’ambito dei
festeggiamenti è riservato al Corteo Storico, ricco di oltre duecento figuranti,
cui è riservato il compito di far rivivere la leggenda dell’Est! Est!! Est!!!
Di leggenda trattasi...ma suggestiva. Nel 1111 il
vescovo tedesco Giovanni Defuk, al seguito dell’imperatore Enrico V in marcia
verso Roma per essere incoronato dal papa, mandava in avanscoperta il servitore
Martino con il compito di individuare i posti con il vino migliore. Qualora
valesse la pena effettuare una sosta il servitore avrebbe scritto sulla porta
della locanda “Est!” vale a dire “C’è!”. Giunto a Montefiascone il servo Martino
fu talmente soddisfatto del vino delle sue cantine da voler strafare scrivendo
un esuberante: “Est! Est!! Est!!!” che da allora è diventato il nome, il marchio
di fabbrica, di questo vino universalmente noto. Va da sé che non meno
entusiasta ne fu l’alto prelato suo padrone che anzi ne bevve a dismisura al
punto di morirne. Nella chiesa di san Flaviano, lungo la via cassia, vi è ancora
una lapide (apocrifa, ma ormai storicamente acquisita per la sua antichità) nel
punto ove il vescovo Defuk sarebbe stato sepolto e con una iscrizione
commemorativa in latino (oggi pressoché illeggibile) che dice più o meno “Per
aver bevuto troppo Est! il mio padrone Giovanni Defuk morto è”. Si racconta
anche che per antica disposizione del prelato ogni anno, nell’anniversario
della sua morte, dovesse essere versata sulla tomba una botticella del prelibato
vino...in modo da goderne pur nell’aldilà.
Il vino di oggi non è più quello di allora:
l’Est!Est!!Est!!! storico è un moscatello dolce ed estremamente gradevole,
quello odierno è dato da una miscela di uve che realizzano un vino secco o
leggermente abboccato. Una curiosità storica: Paolo III, per altro grande
intenditore di vini, detestava l’Est!Est!!Est!!! perche a suo
dire...intorpidava, generando indolenza e svogliatezza. Tutto ciò non ha
tuttavia impedito a questo vino di accrescere sempre più la sua fama fino ai
giorni nostri, tanto da essere esportato in tutto il mondo.
Il Corteo storico rievoca in vari momenti (e in
diverse giornate) i punti salienti della leggenda: l’arrivo del servo Martino e
la triplice iscrizione alle porte della città; la messa solenne in san Flaviano
con la partecipazione di Defuk e di tutti i figuranti; la morte di Defuk per il
troppo bere. Esibizioni collaterali animate dal corteo sono anche la “Corsa
delle botti in salita” per la discesa di Mimmi (curiosa l’attitudine dei
montefiasconesi per una “toponomastica onomastica”, vale a dire indicare le
strade con il nome di chi vi abita) e la gara di pigiatura delle uve: vince chi
ottiene più vino...pestando con i piedi. Naturalmente a fine festa si potrà
anche assistere al “miracolo” della fontana civica di Piazza Vittorio Emanuele
dalle cui cannelle e dai cui getti spruzza vino piuttosto che acqua.
Una serata a Montefiascone, nel mese di agosto,
vale quindi la pena trascorrerla. Si potrà ascoltare un concerto da camera
nel chiostro di un convento; ammirare in cielo le stelle cadenti nella notte di
San Lorenzo degustando...calici di stelle; assistere ad una rappresentazione
teatrale in vernacolo; ballare in piazza a ritmo di liscio o discoteca; cenare
al “cantinone” nel cuore del centro storico con le semplici e gustose ricette
della gastronomia contadina; lasciarsi andare ai ricordi ascoltando artisti
revival; girare per cantine a degustare i i migliori vini del territorio e in
primis naturalmente l’Est!Est!!Est!!!; ammirare la sfilata del corteo storico e
l’esibizione degli sbandieratori. Come dire “nonsolovino”.
Associazione Canino Info Onlus 2008