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Se Bolsena è famosa per le sue infiorate, tappeti
figurati di fiori che ricoprono le strade percorse dalla processione dell’Ostia
consacrata, Orvieto onora la solennità del corpo di Cristo con il suo celebrato
Corteo Storico, in cui oltre quattrocento figuranti sfilano per le vie della
città riproducendo il potere civile e la potenza militare dell’antica città e
delle sue casate. Ecco quindi il Podestà con i suoi tamburini, valletti e
scudieri; il Camerlengo, il Capitano del popolo e il Conestabile dei Cavalieri;
le rappresentanze degli antichi quartieri Olmo, Serancia, Corsica e S. Maria
della Stella con i nobili, i vessilliferi e gli sbandieratori; le corporazioni
delle arti e dei mestieri, i rappresentanti delle terre assoggettate al comune e
le milizie; le quadriglie di “alabarde” e “spiedi” e gli armigeri con “spadoni”;
e poi ancora cavalieri, portatori di ceri votivi, insegne, ambasciatori...
Rilevante è il fatto che il corteo è rigorosamente al
maschile, in quanto le donne sfilano il giorno precedente la festa nel “Corteo
delle Dame”. I figuranti sono scelti con cura, indossano abiti sgargianti e
partecipano intensamente al loro ruolo. Molto accurata è anche la messa in scena
e in generale ogni particolare: dagli elmi, alle lance, ai vessilli e quanto
altro.
Finita la celebrazione eucaristica nel Duomo, al
corteo storico si aggiunge la processione vera e propria con i fedeli, i
sacerdoti, i seminaristi e i diaconi; seguono i portatori dei grandi stendardi
in cui è narrata la storia del miracolo; i rappresentanti di gruppi e
associazioni con il loro vessillo e le autorità civili e militari. E
naturalmente il sacerdote, ricoperto dai paramenti liturgici, che stringe nelle
mani l’ostensorio in cui è contenuta l’Ostia consacrata, accompagnato dal suo
seguito. La lunga processione percorre le strade della città, i cui edifici sono
parati con i tradizionali drappi celebrativi, offrendosi alla venerazione dei
fedeli. In processione viene anche portato il prezioso corporale e l’ostia del
miracolo, protetti in un antico e prezioso reliquario.
Un’occasione da non perdere, quindi, per celebrare
degnamente una tale solennità e per conoscere e apprezzare una delle
manifestazioni di fede e di cultura storica più rilevanti del nostro territorio.
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