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La festa di S.Antonio
Il 17 gennaio si festeggia in tutta la Tuscia il santo protettore degli
animali con l'accensione del fuoco rituale, la benedizione degli
animali e sfilate dei cavallari.
A Piansano il santo percorre il paese su un carro e distribuisce doni
ai bambini. |
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Vai a parte:
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di
Giuseppe Moscatelli |
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Sant'Antonio a
Piansano
Oggi questi significati arcani probabilmente non ci
appartengono: ma la festa è ancora quella; la sua ritualità,
intatta, è ancora lì.
A Piansano, da sempre, è particolarmente sentita ed in passato al
Santo era anche dedicata una chiesa. Il fuoco viene oggi acceso a
sera sul sagrato della Chiesa Nuova, nel centro storico del paese,
dopo che nel pomeriggio è stata accumulata una formidabile catasta
di legna. La gente vi si raduna, si scalda, chiacchiera, con il
volto arrossato dalla fiamma. Molti portano panini da abbruscare e
salsicce da cuocere sulla brace, per mangiare sul posto, non senza
qualche bicchiere di buon vino rosso. Così si farà anche il giorno
dopo, fino a sera.
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Il carro di S. Antonio |
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Sui cavalli sfilano giovani, anziani e anche bambini |
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I cavallari
scortano S. Antonio verso la piazza
dove avverrà la distribuzione dei doni |
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Cavaliere in posa su un magnifico cavallo bianco |
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La mattina della festa, dopo la messa
delle dieci, il sacerdote si affaccia sul sagrato per la
tradizionale benedizione degli animali. Sulla piazzetta antistante
la chiesa una gran quantità di gente - moltissimi i bambini -
sfidando la tramontana gelida e pungente è in attesa. Moltissimi,
soprattutto i bambini, portano con sé un animale: un cane al
guinzaglio, un gattino in braccio, un coniglietto, uccellini nella
gabbia. Il "concerto" è davvero unico. Soprattutto i cani, di ogni
foggia e dimensione, ci tengono a farsi notare: abbaiano,
scalpitano, tentano di azzuffarsi seppur trattenuti dai padroni.
Più indietro, con grande compostezza, il gruppo assai numeroso dei
"cavallari" si prepara a sfilare.
Impartita la benedizione inizia il corteo. Avanti a tutti la banda,
che basta da sola a creare un gioioso clima di festa. Seguono i "cavallari"
in sella ai loro destrieri: uno spettacolo di per sé, non capita
tutti i giorni di vedere tanti cavalli e tanti cavalieri. Ci sono
uomini, donne, ragazzi e anche bambini. Tutti cavalcano con
eleganza e naturalezza sul selciato e sull'asfalto delle vie del
paese.
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Segue il carro di S. Antonio: addobbato con
rami, foglie, piante e soprattutto stracolmo di giochi che saranno
distribuiti ai bambini. Sul carro un sant' Antonio con tanto di
saio, cappuccio, bastone e animali domestici al seguito impartisce
agli astanti benedizioni e promette doni ai bambini. Dietro di lui
tutta la composita folla di genti e animali in esuberante e
rumoroso disordine.
Il lungo corteo sfila per le strade del paese per poi fermarsi
sulla piazza principale: qui tutti i bambini che portano con sé un
animale (ma anche gli altri) ricevono da sant'Antonio un dono. Il
carro è autenticamente assediato da una gran quantità di mani che
si protendono, da un vociare confuso e festoso: ma non c'è da
temere, ci sono giochi per tutti.
Poi tutti a casa, è ora di pranzo: la mamma farà gli struffoli. In
fondo è iniziato il carnevale. |
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S.Antonio inizia la distribuzione dei doni |
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Le mani dei bambini si protendono verso il carro
dal quale
S. Antonio distribuisce i doni |
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