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Un breve tour nella Tuscia prima di approdare in Terra Santa
In viaggio con una torma di straccioni alla
conquista del Santo Sepolcro, Brancaleone da Norcia perde
tutti i suoi compagni in una battaglia. Disperato, invoca la "Morte",
ma poi, alla sua
presenza, si spaventa e chiede una proroga, che gli viene concessa. Salvata la
vita a un neonato, figlio del re normanno Boemondo di Sicilia., si rimette in cammino - con una
nuova, cenciosa armata - per riportarlo al padre, partito per le Crociate.
Strada facendo, strappa dal rogo una giovane strega, accoglie al suo seguito un
lebbroso, visita un eremita rintanato in una grotta, rintuzza un tentativo di
uccidere il piccolo principe e, infine, scorta il papa Gregorio VII in visita a
uno stilita appollaiato sulla sua colonna. Risolta - con un atroce "giudizio di
Dio" - una contesa fra il pontefice e l'antipapa Clemente III, Brancaleone
- dopo aver scoperto che il lebbroso è in realtà una principessa - riconsegna il
bimbo al padre in Terra Santa. Memorabile il dialogo tra Brancaleone e Boemondo
in rima baciata (nel video di Youtube). Poi scende in campo contro cinque cavalieri
musulmani tra cui
il fratello del sovrano normanno, alleatosi con i Mori - la posta, per i vincitori,
è la vittoria della Crociata - Brancaleone perde la contesa ad opera della
giovane strega, che si è innamorata di lui. Vagando nel deserto, ecco che arriva la "Morte", venuta a saldare il conto. Ancora una volta, però, Brancaleone riesce a salvarsi, poiché è la strega a immolarsi per lui.
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