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L'Echidna

La Furia alata
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All'inizio del
viale che conduce all'Orco, la figura più famosa del
parco dei Mostri di Bomarzo, si trovano tre figure
minacciose che sembrano voler impedire il passaggio ai
visitatori: sono l'Echidna, con corpo di donna e la
parte inferiore a forma di serpente, due Leoni
affiancati e la Furia Alata, con corpo di donna e coda
di serpente. Figlia di Ceto e Forco, l'Echidna è un
mostruoso essere primordiale della mitologia greca.
Ha l'aspetto di donna ma con la parte inferiore del
corpo serpentiforme.
Viveva fuori dal mondo, nella grotta Arima. Era moglie
di Tifeo con il quale aveva generato una serie di esseri
terribili: i cani Ortro e Cerbero, la Chimera, le Arpie,
l'Idra di Lerna, la Sfinge, Ladon e il mitico e
invulnerabile Leone di Nemea.
Nella mitologia l'Echidna, Tifeo e la loro progenie rappresentavano degli
ostacoli all'instaurazione dell'ordine cosmico, la cui
realizzazione comportava inevitabilmente la loro
distruzione. Così, se dapprima è Zeus stesso a eliminare
Tifeo a colpi di saette, successivamente saranno i vari
eroi del mito greco a proseguire la sua opera: Ercole,
nello svolgimento delle sue dodici fatiche cattura
Cerbero e uccide Ortro, l'Idra e il Leone nemeo; Edipo,
sciogliendo il famoso enigma, costringe la Sfinge a
uccidersi; Bellerofonte, con l'aiuto del cavallo alato
Pegaso, colpisce a morte la Chimera. Echidna, invece,
cadrà per mano di Argo panoptes (tutt'occhi).
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