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Orlando, pazzo d'amore
per Angelica, squarta un pastorello
che aveva avuto l'unico torto di
contendergli il passo
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Questa gigantesca scultura rappresenta quasi con certezza un episodio dell'Orlando
Furioso: l'eroe, assalito dalla follia a causa della passione per Angelica,
si č liberato delle armature, e le sparge nei campi. Incontra un pastorello che
aveva l'unico torto di contendergli il passo e lo squarta tenendolo per i piedi.
A fianco della scultura sono poste due iscrizioni, di cui una decisamente mutila
ma con un preziosa riferimento ad Orlando (Signore d'Anglante): ...TIER
GIGANTE....O SCEMPIO...ANGLANTE... L'altra iscrizione fa un parallelismo
tra questa scultura ed il Colosso di Rodi: SE RODI ALTIER GIA FU DEL SUO
COLOSSO/ PUR DI QUEST'IL MIO BOSCO ANCHO SI GLORIA/E PER PIU NON POTER FO QUANT
IO POSSO.E' comunque evidente che Vicino fa qui una considerazione di tono
diverso rispetto all'altra scritta
che paragonava il Sacro Bosco di Bomarzo alle
sette meraviglie del mondo, vestendosi di panni pių umili.
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