Il Parco dei Mostri di Bomarzo
IL TEATRO ED I CIPPI VOTIVI





Il teatro
 

  Il Teatro, così come il ninfeo, la vasca-nave ed il tempio di Venere, è parte di quell'itinerario, narrato da Francesco Colonna nell'Hypnerotomachia Poliphili, che ha ispirato Vicino Orsini nella realizzazione di questa parte del Giardino di Bomarzo.
  Sul basamento del fondale del teatro si trova una scritta incompleta che recita: PER SIMIL VANITA' MI SON AC.......PARMI CORTO che probabilmente era in origine: Per simil vanità mi sono accorto/ che il tempo fugge e il viver parmi corto. Forse il termine vanità è riferito al fatto che le sette celle della parete che fa da fondale al teatro fossero occupati da altrettanti specchi ( simbolo della vanità attraverso cui ci si accorge del passar del tempo).
 
 Nei pressi del teatro sono posti due cippi che furono scoperti nel 1962. C'è chi ha voluto vedere nelle iscrizioni la data di inizio dei lavori del Sacro Bosco ed il motivo per realizzare una tale opera: "sol per sfogare il core" distrutto dalla morte dell'amata consorte Giulia Farnese. E' certo invece che nel 1552 i lavori erano già iniziati e la moglie era ancora in vita. Probabilmente si tratta di due cippi votivi, posti in un momento difficile per Vicino, prossimo a partire da Bomarzo per andare in guerra nelle Fiandre lasciando la moglie sola e addolorata. Quindi le due steli avrebbero il significato di un voto o auspicio per un pronto ed indenne ritorno.
 

VICINO ORSINI NEL MDLII
 

SOL PER SFOGARE IL CORE
 



PER SIMIL VANITA' MI SON AC.......PARMI CORTO
 

 

 

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