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Il vaso gigante
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Si tratta di un enorme vaso il cui significato è controverso e
potrebbe essere inteso come elemento tipico della iconografia manierista,
naturalmente estremizzata, come consuetudine del Parco di Bomarzo.
C'è una
versione che associa questa scultura al vaso che Bacco portò con sé nella
discesa negli Inferi. Il tema dell'Ade è spesso rievocato in questa parte del
Giardino (l'Orco, Plutone, Cerbero) e potrebbe confermare questa seconda
ipotesi. Vanno poi segnalati due lunghe file di vasi più piccoli che delimitano
il viale che conduce alla grande fontana dominata da Plutone.
Due di questi
vasi, interpretati come urne cinerarie, presentano delle scritte: FONTE NON FU
TRA..../A GUARDIA SIA DELLE PIU' STRANE BELVE , il riferimento è ai mostri di
guardia alla fonte di Plutone (il drago, l'elefante, l'orco, gli orsi); NOTTE ET
GIORNO NOI SIAM QUI VIGILI ET PRONTE/ A GUARDAR D'OGNI INGIURIA QUESTA FONTE,
qui sembra che le strane belve stesse prendano la parola e annuncino la loro
funzione di guardia.
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