Calcata
 

 

Stampa

di Paola Panetti

Clicca sull'immagine per corrispondere con l'autore



Veduta del borgo medievale di Calcata e della sua rupe tufacea

  Resti di un tempio a Narce in loc. Monte Li Santi
Resti di un tempio a Narce in loc. Monte Li Santi Elmo crestato proveniente da Narce. Pennsylvania University Museum
   
  Scorcio del borgo

Scorcio del borgo

  La Piazza del Palazzo Baronale con sedie in tufo

La Piazza del Palazzo Baronale con sedie in tufo

Il vecchio borgo di Calcata, abbarbicato su una rupe tufacea che si affaccia sulla valle del fiume Treia, è un caratteristico centro che si trova a poche decine di chilometri da Roma.

Quasi completamente abbandonato in epoca recente dalla sua popolazione originaria che ha preferito trasferirsi nel paese nuovo, rifiorisce da qualche decennio a nuova vita grazie agli artisti, alle associazioni, ai commercianti che hanno creduto nel suo sviluppo turistico e naturalmente ai privati che hanno cercato un luogo per passare i week-end lontani dal caos cittadino.

Nel suo territorio era situata l’antico centro etrusco-falisco di Narce, di cui restano le vestigia di un tempio nel sito di Monte Li Santi. E sempre del suo territorio fa parte il parco Regionale della valle del Treia, una grande oasi di verde in comune con la vicina Mazzano Romano.

Le tracce di presenza umana nel territorio di Calcata, risalgono ai tempi preistorici. Le testimonianze più importanti sono del periodo pre-romano: nella vicina altura di Narce infatti, sono state rinvenute numerose strutture e reperti relativi alle fasi più antiche della civiltà etrusco-falisca; alla fine del VIII-VII a.C. L’abitato di Narce, arroccato su di un alta rupe tufacea, segue le sorti del mondo falisco ed etrusco, subendo la conquista romana sin dalla metà del IV secolo a.C.. Attorno a Narce si estendono diversi nuclei di necropoli le cui tombe hanno restituito una grande quantità di reperti, oggi custoditi all’interno del Museo Nazionale dell’Agro Falisco di Civita Castellana. In età romana la fertilità dei territori promette l’insediamento di numerose ville rustiche. Il nome di Calcata appare per la prima volta in un documento alla fine dell’VIII secolo, sotto il pontificato di Adriano I (772-795). Con il possesso dei territori da parte della nobile famiglia degli Anguillara, a Calcata viene eretto un castello (fine XIII secolo) e la cinta muraria. Il borgo medievale inizia ad essere abbandonato negli anni che precedono l’ultima grande guerra per i crolli frequenti della rupe tufacea.

La facciata della Chiesa del SS nome di Gesù
La facciata della Chiesa del SS nome di Gesù

L'interno della Chiesa del SS nome di Gesù
L'interno della Chiesa del SS nome di Gesù

Il Palazzo baronale degli Anguillara
 

  Il Granarone, l'antico Granaio di Calcata

Il Palazzo baronale degli Anguillara

Il Granarone, l'antico Granaio di Calcata

 
   

Il Palazzo Baronale degli Anguillara si affaccia sulla piazza Vittorio Emanuele II ed è stato recentemente restaurato. Il Palazzo è stato nella vita del paese "il punto centrale di riferimento della comunità in quanto in esso erano ubicate attività fondamentali quali: la scuola Elementare, l'Ufficio Postale, l'Ambulatorio Medico, mentre nella sala principale si sono svolti i pranzi nuziali di quasi tutti i cittadini. Nella Piazza al numero civico 5 è il Palazzo che ospitava il Municipio di Calcata oggi sede del Centro Visite del "Parco Valle del Treja"

La Chiesa del SS. Nome di Gesù. La sua struttura originaria risale al XIV secolo ma è stata ristrutturata nel 1793 per volere della famiglia dei Sinibaldi. Nella chiesa, costituita da un'unica navata e con il soffitto a capriate, sono conservati una fonte battesimale e un'acquasantiera del XVI secolo e un tabernacolo a muro. Dietro l'altare è presente una serie di pitture che rappresentano storie del Cristo. Una sorta di leggenda vuole che al suo interno fosse conservata la reliquia del prepuzio di Gesù. In tempi più recenti la Chiesa stessa ha riconosciuto la “falsità” della reliquia. In epoca ancor più recente (1982) e in circostanze misteriose, la santa reliquia (compreso l’ostensorio in metallo pregiato) ivi conservata é scomparsa, e con essa un pezzetto della storia di Calcata; qualcuno dice che sia stata sottratta apposta per evitare, data la sua presunta falsità, culti indebiti, altri che sia stata rubata….

Il granaio dove oggi  ha sede l'associazione culturale il Granarone è stato costruito a Calcata nel 1632 e nei primi anni si chiamava "Monte Frumentario"; qualche anno dopo compare, nei documenti Vaticani il nome "Granarone", che è stato mantenuto fino ai nostri giorni. E' stato attivo fino al 1950, dopo questa data è iniziato il degrado. Il granaio è stato salvato da sicuro crollo da un'olandese che ha finanziato i lavori di restauro.

 

 

TORNA SU