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Il vecchio borgo di Calcata, abbarbicato
su una rupe tufacea che si affaccia sulla valle del fiume
Treia, è un caratteristico centro che si trova a poche decine
di chilometri da Roma.
Quasi completamente abbandonato in epoca
recente dalla sua popolazione originaria che ha preferito
trasferirsi nel paese nuovo, rifiorisce da qualche decennio a
nuova vita grazie agli artisti, alle associazioni, ai
commercianti che hanno creduto nel suo sviluppo turistico e
naturalmente ai privati che hanno cercato un luogo per
passare i week-end lontani dal caos cittadino.
Nel suo territorio era situata l’antico
centro etrusco-falisco di Narce, di cui restano le vestigia
di un tempio nel sito di Monte Li Santi. E sempre del suo
territorio fa parte il parco Regionale della valle del Treia,
una grande oasi di verde in comune con la vicina Mazzano
Romano.
Le tracce di presenza umana nel
territorio di Calcata, risalgono ai tempi preistorici. Le
testimonianze più importanti sono del periodo pre-romano:
nella vicina altura di Narce infatti, sono state rinvenute
numerose strutture e reperti relativi alle fasi più antiche
della civiltà etrusco-falisca; alla fine del VIII-VII a.C.
L’abitato di Narce, arroccato su di un alta rupe tufacea,
segue le sorti del mondo falisco ed etrusco, subendo la
conquista romana sin dalla metà del IV secolo a.C.. Attorno a
Narce si estendono diversi nuclei di necropoli le cui tombe
hanno restituito una grande quantità di reperti, oggi
custoditi all’interno del Museo Nazionale dell’Agro Falisco
di Civita Castellana. In età romana la fertilità dei
territori promette l’insediamento di numerose ville rustiche.
Il nome di Calcata appare per la prima volta in un documento
alla fine dell’VIII secolo, sotto il pontificato di Adriano I
(772-795). Con il possesso dei territori da parte della
nobile famiglia degli Anguillara, a Calcata viene eretto un
castello (fine XIII secolo) e la cinta muraria. Il borgo
medievale inizia ad essere abbandonato negli anni che
precedono l’ultima grande guerra per i crolli frequenti della
rupe tufacea.
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