RONCIGLIONE

 

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di Paola Panetti

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La fontana dei Liocorni e il Duomo di Ronciglione

  Panorama di Ronciglione  La chiesa di S. Eusebio La Porta Romana Veduta di Ronciglione con il campanile di S. Andrea
Panorama di Ronciglione La chiesa di S. Eusebio La Porta Romana Veduta di Ronciglione con il campanile di S. Andrea

Ronciglione, così come pure San Martino al Cimino, si trovava su un percorso secondario, un cosiddetto diverticolo, rispetto alla via Francigena principale. Tale percorso partiva da Viterbo e, superato il Passo del Cimino, scendeva per ricongiungersi a Monterosi con la Francigena.  Le origini della città sono incerte, nella zona si trovano necropoli che potrebbero risalire al periodo etrusco e colombari di età romana. Nell'alto medio evo venne contesa dalle famiglie dei Di Vico e degli Anguillara. Nel 1537 il card. Alessandro Farnese, eletto papa Paolo III, costituì il ducato di Castro e di Nepi e Ronciglione venne eretta a contea fino a quando Nepi venne ceduta.
Il dominio dei Farnese comportò un notevole arricchimento architettonico e uno sviluppo economico inusuale per i tempi. Venne  realizzato un emissario artificiale (il Rio Vicano) sul lago di Vico, provocando l'abbassamento del livello delle acque e portando in superficie terreno coltivabile e per il pascolo. Sfruttando la caduta delle acque dell'emissario, vennero costruite cartiere, ferriere, mulini e tipografie.
La città divenne un forte richiamo per la manodopera ed ebbe un forte incremento demografico che segnò la crescita economica. Con la caduta del ducato di Castro, come tutti i feudi appartenenti ai Farnese, il paese venne incamerato dalla S.Sede nel 1649, sotto l'amministrazione della Camera Apostolica.
Nel 1728 Papa Benedetto XIII eresse Ronciglione Città. Il secolo XVIII si chiuse drammaticamente con i moti antifrancesi, durante la prima Repubblica Romana del 1798-1799. L'incendio, appiccato alle truppe francesi del Generale Valterre, divampò dal 28 al 30 luglio 1799 e distrusse 174 edifici e tutto l'Archivio Storico.
 

La Rocca
La Rocca
   

La Rocca ("I Torrioni") Fu costruita nell'alto medio evo dai Prefetti di Vico a guardia dell'unico accesso naturale alla città, nei secoli successivi cambiò spesso proprietà, destinazione e forma. Fu appannaggio dei Conti degli Anguillara, dei Della Rovere e dei Farnese dal 1526 al 1649, sotto la proprietà dei Della Rovere la rocca subì i maggiori cambiamenti, in particolare tra il 1475 e il 1480 con la ristrutturazione voluta da Papa Sisto IV ed affidata all'architetto fiorentino Giovanni Dolci che vi aggiunse il mastio circolare e le quattro torri fortificate agli angoli, che tra l'altro diedero al castello l'attuale nome popolare "I Torrioni". Vi soggiornarono eminentissimi personaggi tra i quali papa Sisto IV e papa Paolo III, ma andò poi, nel 1649, in mano alla Santa Sede, che la cedette nel 1756 al genovese Girolamo Marè.

Fontana grande (dei Liocorni)
Attribuita popolarmente al Vignola in realtà fu commissionata dal cardinale Alessandro Farnese all'architetto Antonio Gentili da Faenza.


Porta Romana
Costruita nel 1618 per volontà del duca Odoardo Farnese dal Vignola, attualmente divide il centro storico della cittadina dalla zona sud, è stata spesso oggetto di modifiche, nel 1857 ad esempio venne aggiunta sulla sommità una torretta munita di orologio che venne poi rimossa nel 1954 per alleggerire il carico sulla struttura.

Chiesa di Sant'Eusebio
A un paio di chilometri, lungo la strada per Roma, si intravede la chiesetta romanica di Sant'Eusebio risalente al VII secolo: nell'interno (a tre navate con colonne sormontate da arcaici capitelli) si conservano alcuni affreschi, tra cui l'Ultima Cena (forse del XII secolo), Redentore benedicente tra gli Evangelisti (XIII secolo) e una quattrocentesca Madonna col Bambino tra i Santi Eusebio e Stefano (aggiunte nel XVII secolo).


Duomo
Il Duomo fu costruito nel 1671 su disegno del Rainaldi. All'interno sono custodite numerose opere d'arte tra le quali spicca l'altare sinistro, realizzato con marmi policromi e ornato da una pala di Giuseppe Ghezzi raffigurante la Madonna del Rosario. Pregevole, infine, un trittico quattrocentesco di Gabriele di Francesco raffigurante il San Salvatore benedicente e posto sull'altare destro.
 

Chiesa di Sant'Andrea
Realizzata, probabilmente sulla base di un'antica chiesa detta San Leonardo, nel XII secolo in stile gotico, attualmente rimangono visibili solo dei frammenti di colonne e capitelli marmorei, la struttura esterna e il campanile fatto erigere dal Conte Everso degli Anguillara nel 1436 per mano del maestro Galasto. È composto da piani con finestre in successione monofore, bifore e trifore e da un ultimo piano a pianta ottagonale, sulla porzione di facciata della Chiesa ancora presente, composta da pietre a vista, è visibile lo stemma degli Anguillara.

 

 

 

 

 

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