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Federico Fellini, un premio Oscar a Bagnoregio
di
Giacomo Mazzuoli
Per girare La strada, che fu premiato con l'Oscar come miglior
film straniero nel 1956, Federico Fellini scelse Fiumicino, Ovindoli e
Bagnoregio. Nella cittadina della Tuscia che diede i natali a San Bonaventura
furono girate le scene più significative di questo capolavoro del neorealismo
italiano in cui si intrecciano le vite della mite Gelsomina (Giulietta Masina),
una povera ragazza di paese, e di Zampanò (Anthony Quinn), un rozzo
girovago che si produce in numeri di forza a cui la ragazza viene affidata, o
meglio venduta per 10000 lire . Lei è sensibile e sempre tesa a scoprire i
misteriosi segreti della natura e delle cose. Lui, massiccio e animalesco, si
accorge a malapena di quello che vede o tocca. Fra i due, naturalmente, non è
possibile nessuna intesa e Gelsomina ne soffre tanto da voler andare via. Ma un
altro girovago (Richard Basehart), un funambolo chiamato "Il Matto", la convince
a rimanere. "Tutto serve" le dice " e tutti gli uomini servono a qualcosa e a
lei è stata affidata la missione di rimanere accanto a Zampanò". Il finale è
tragico: Zampanò uccide il Matto e poi abbandona Gelsomina, qualche anno dopo
saprà che anche lei è morta, e solo allora comincerà a sentire la sua mancanza.
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