I nostri lettori conoscono già Foglianise e la sua “Festa del Grano” che ogni anno, il 16 agosto, si tiene nel borgo sannita in onore del patrono San Rocco. Quelli che ancora non ne hanno sentito parlare possono cliccare qui per leggere i nostri precedenti articoli. Se torniamo sull’argomento è per una ragione molto semplice: quest’anno la sfilata dei carri riproducenti chiese e monumenti realizzati con paglia e grano era aperta proprio dalla sezione dedicata a Viterbo e alla sua provincia. Può sembrare curioso che un paesino di tremila abitanti lontano centinaia di chilometri possa interessarsi a monumenti storici dei quali noi stessi spesso ci disinteressiamo. Eppure è così, e le foto di questo servizio stanno a dimostrarlo. Veramente per noi non è stata una sorpresa: gli amici di Foglianise, dopo la pubblicazione del nostro primo articolo, ci avevano contattato via mail e così pure recentemente in previsione della Festa del Grano di quest’anno. Ci avevano annunciato la loro intenzione di dedicare a Viterbo alcuni carri, confrontandosi con noi sui monumenti da riprodurre e chiedendoci espresse informazioni sulla “Barabbata” di Marta, manifestazione alla quale avevamo paragonato la loro festa, e con la quale avevamo anzi auspicato un gemellaggio che tuttavia non ha avuto seguito per la mancata risposta dei martani. Ma veniamo ai carri e alle loro riproduzioni di chiese e monumenti viterbesi. Abbiamo potuto ammirare la splendida facciata rinascimentale della Basilica di Santa Cristina di Bolsena, famosa per il miracolo eucaristico del 1263 che portò papa Urbano IV ad istituire la solennità del Corpus Domini. Così pure ha sfilato la Chiesa romanica di San Pietro di Tuscania, le cui complesse vicende costruttive si conclusero nel XIII secolo, e di cui ricordiamo il meraviglioso, candido rosone. Questa basilica, in particolare, è stata riprodotta non solo limitatamente alla facciata - come normalmente avviene - ma a tutto tondo, sulle tre dimensioni, comprese le navate laterali, l’abside e il tetto. E non poteva certo mancare Viterbo, di cui abbiamo apprezzato la vignolesca fontana della Rocca, frutto del mecenatismo farnesiano - come ricordano le iscrizioni sui fianchi della vasca principale e il giglio posto sul suo vertice - da cui fuoriusciva un fresco zampillo d’acqua; bellissima anche la riproduzione della possente ed elegante Porta Fiorentina, con i suoi tre fornici e i due leoni, simbolo di Viterbo, che scortano il suo arco centrale. Ringraziamo quindi gli amici di Foglianise per aver dedicato anche alla nostra provincia la loro festa: da parte nostra torneremo sicuramente ad applaudure queste originali espressioni di arte popolare. Associazione Canino Info Onlus 2007 |