|
Lo scorso mese abbiamo visto
quale criterio è stato adottato per procedere alla riclassificazione sismica del
territorio italiano. Vediamo ora cosa è cambiato a livello locale, prendendo in
esame la nostra Provincia e, più in dettaglio, l’area Caninese. Rispetto alla
vecchia normativa, praticamente tutto il territorio è stato classificato come
sismico: nella maggioranza dei casi è stato assegnata una zona sismica 3 (in
giallo nella Fig.1), ovvero a pericolosità medio-bassa. Esistono però anche aree
a pericolosità medio-alta (zona sismica 2, in celeste). L’unico Comune a bassa
pericolosità sismica (zona 4) è quello di Montalto di Castro (in grigio), mentre
non vi sono zona ad elevata pericolosità (zona sismica 1) in tutta la Provincia
di Viterbo.
Questa distribuzione è legata a quello che avevamo visto il mese scorso, ossia
alla pericolosità sismica ed alla ubicazione delle aree sismogenetiche: la zona
1 comprende quei Comuni che si estendono lungo la catena Appenninica, e quindi,
limitatamente alla nostra Regione, parte del territorio di Rieti. Al contrario,
nelle nostre zone, i terremoti hanno un’origine differente, causata dalla
trascorsa attività vulcanica: si tratta per lo più di modesta entità,
contraddistinti da limitate profondità ipocentrali (l’ipocentro è la sorgente
sismica profonda che genera il terremoto).
Se accentriamo l’attenzione all’area del Caninese e dei Comuni limitrofi,
vediamo che alla Zona 3 sono stati assegnati i Comuni di Canino, Arlena di
Castro, Farnese, Ischia di Castro, Marta, Piansano, Tessennano, Tuscania e
Valentano, mentre i Comuni di Capodimonte, Cellere, Latera e Onano fanno parte
della Zona sismica 2. I progettisti dovranno pertanto tener conto, d’ora in poi,
anche delle sollecitazioni indotte sulle strutture edili da un eventuale
terremoto. Chiaramente tali sollecitazioni saranno maggiori nel caso delle aree
che ricadono nella Zona 2, per cui i nostri vicini Celleresi e Onanesi, ahimè,
dovranno spendere qualcosa di più per costruire le loro case. In definitiva sul
territorio comunale di Canino bisognerà tener conto di un’accelerazione
orizzontale massima sul suolo, determinata dal sisma, pari a 0,15 volte
l’accelerazione di gravità “g”; al contrario per la zona 2 l’accelerazione da
considerare sale a 0,25 volte g. Per capire il significato di questi numeretti
va tenuto conto che normalmente, per un edifico, un valore di 0,2 volte g è già
deleterio.
Ci si potrebbe chiedere: ma perché il territorio di Canino è avvantaggiato
rispetto a quello di Cellere, anche se si trovano uno accanto all’altro?
Bisogna tener conto del criterio col quale è stata fatta la riclassificazione:
si è tenuto conto di tutti gli eventi sismici avvenuti nel passato, per cui c’è
da aspettarsi che il territorio Caninese è stato interessato in maniera minore
da eventi tellurici rispetto a Cellere. Se infatti accentriamo l’attenzione al
periodo 1114-1984 (dati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e
Vulcanologia) emerge che nella nostra Provincia vi sono stati terremoti di una
certa importanza:
-
nel 1114 un evento,
con epicentro Viterbo, di VII grado della Scala Mercalli,
-
nel 1695, 1738, 1764
e 1903 il territorio di Bagnoregio fu interessato da terremoti di intensità
variabile dal VII al IX grado Mercalli,
-
nel 1755 fu colpita
Acquapendente, con un evento del VII grado Mercalli,
-
nel 1881 Celleno, con
un terremoto del VII grado Mercalli,
-
nel 1882 Latera, con
una scossa del VII grado Mercalli,
-
nel 1921 un terremoto
del VII grado Mercalli colpì Grotte di Castro,
-
nel 1924 Onano fu
colpito da un evento tellurico di eguale intensità,
-
nel 1971 si verificò
il famoso terremoto di Tuscania, dell’VIII grado Mercalli.
Per quanto riguarda
Cellere, si sono registrati due soli eventi avvenuti nell’anno 1349 ed il 19
Settembre 1909. Il primo è stato di grossa intensità, valutabile nel VII grado
della scala Mercalli, mentre il secondo ha manifestato un’intensità molto più
modesta, pari al III grado.
In entrambi i casi si tratta di terremoti che non sono stati riportati sul
Catalogo C.N.R., forse perché ritenuti di scarsa attendibilità: si consideri ad
esempio che l’evento del 1909 è stato localizzato dal C.N.R. più a Nord, ma con
intensità del V grado.
Come si vede le intensità sono sempre state medio-basse, e ciò spiega perché ci
troviamo fortunatamente in una zona relativamente tranquilla dal punto di vista
sismico. Per fare un confronto, si tenga conto che gli ultimi grandi terremoti
avvenuti in Italia hanno mostrato intensità variabili dall’VIII-IX, nel caso
dell’evento del 1997 che ha interessato l’area Umbro-Marchigiana, al X grado
Mercalli, per gli eventi del Friuli del 1976 e dell’Irpinia del 1980.
Per gli amanti della rete vi segnalo il sito dell’Istituto Nazionale di
Geofisica, dal quale potete scaricare un opuscolo divulgativo sui terremoti: non
è per addetti ai lavori e spiega in maniera molto efficace e chiara parecchie
cose interessanti. L’indirizzo è
www.ingv.it da lì andate ad
“Elaborazioni e Mappe”,
poi su “Materiale
divulgativo didattico”,
“Materiale divulgativo
didattico on-line” e
infine cliccate su “Conoscere
il terremoto”. Si tratta
di un file in formato pdf, per cui occorre il programma Acrobat Reader per
poterlo leggere. |