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Rubrica di Geologia a cura di Antonio Menghini

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La nuova classificazione sismica
dell'area Caninese

  Lo scorso mese abbiamo visto quale criterio è stato adottato per procedere alla riclassificazione sismica del territorio italiano. Vediamo ora cosa è cambiato a livello locale, prendendo in esame la nostra Provincia e, più in dettaglio, l’area Caninese. Rispetto alla vecchia normativa, praticamente tutto il territorio è stato classificato come sismico: nella maggioranza dei casi è stato assegnata una zona sismica 3 (in giallo nella Fig.1), ovvero a pericolosità medio-bassa. Esistono però anche aree a pericolosità medio-alta (zona sismica 2, in celeste). L’unico Comune a bassa pericolosità sismica (zona 4) è quello di Montalto di Castro (in grigio), mentre non vi sono zona ad elevata pericolosità (zona sismica 1) in tutta la Provincia di Viterbo.
Questa distribuzione è legata a quello che avevamo visto il mese scorso, ossia alla pericolosità sismica ed alla ubicazione delle aree sismogenetiche: la zona 1 comprende quei Comuni che si estendono lungo la catena Appenninica, e quindi, limitatamente alla nostra Regione, parte del territorio di Rieti. Al contrario, nelle nostre zone, i terremoti hanno un’origine differente, causata dalla trascorsa attività vulcanica: si tratta per lo più di modesta entità, contraddistinti da limitate profondità ipocentrali (l’ipocentro è la sorgente sismica profonda che genera il terremoto).
Se accentriamo l’attenzione all’area del Caninese e dei Comuni limitrofi, vediamo che alla Zona 3 sono stati assegnati i Comuni di Canino, Arlena di Castro, Farnese, Ischia di Castro, Marta, Piansano, Tessennano, Tuscania e Valentano, mentre i Comuni di Capodimonte, Cellere, Latera e Onano fanno parte della Zona sismica 2. I progettisti dovranno pertanto tener conto, d’ora in poi, anche delle sollecitazioni indotte sulle strutture edili da un eventuale terremoto. Chiaramente tali sollecitazioni saranno maggiori nel caso delle aree che ricadono nella Zona 2, per cui i nostri vicini Celleresi e Onanesi, ahimè, dovranno spendere qualcosa di più per costruire le loro case. In definitiva sul territorio comunale di Canino bisognerà tener conto di un’accelerazione orizzontale massima sul suolo, determinata dal sisma, pari a 0,15 volte l’accelerazione di gravità “g”; al contrario per la zona 2 l’accelerazione da considerare sale a 0,25 volte g. Per capire il significato di questi numeretti va tenuto conto che normalmente, per un edifico, un valore di 0,2 volte g è già deleterio.
Ci si potrebbe chiedere: ma perché il territorio di Canino è avvantaggiato rispetto a quello di Cellere, anche se si trovano uno accanto all’altro?
Bisogna tener conto del criterio col quale è stata fatta la riclassificazione: si è tenuto conto di tutti gli eventi sismici avvenuti nel passato, per cui c’è da aspettarsi che il territorio Caninese è stato interessato in maniera minore da eventi tellurici rispetto a Cellere. Se infatti accentriamo l’attenzione al periodo 1114-1984 (dati forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) emerge che nella nostra Provincia vi sono stati terremoti di una certa importanza:

  • nel 1114 un evento, con epicentro Viterbo, di VII grado della Scala Mercalli,

  • nel 1695, 1738, 1764 e 1903 il territorio di Bagnoregio fu interessato da terremoti di intensità variabile dal VII al IX grado Mercalli,

  • nel 1755 fu colpita Acquapendente, con un evento del VII grado Mercalli,

  • nel 1881 Celleno, con un terremoto del VII grado Mercalli,

  • nel 1882 Latera, con una scossa del VII grado Mercalli,

  • nel 1921 un terremoto del VII grado Mercalli colpì Grotte di Castro,

  • nel 1924 Onano fu colpito da un evento tellurico di eguale intensità,

  • nel 1971 si verificò il famoso terremoto di Tuscania, dell’VIII grado Mercalli.

Per quanto riguarda Cellere, si sono registrati due soli eventi avvenuti nell’anno 1349 ed il 19 Settembre 1909. Il primo è stato di grossa intensità, valutabile nel VII grado della scala Mercalli, mentre il secondo ha manifestato un’intensità molto più modesta, pari al III grado.
In entrambi i casi si tratta di terremoti che non sono stati riportati sul Catalogo C.N.R., forse perché ritenuti di scarsa attendibilità: si consideri ad esempio che l’evento del 1909 è stato localizzato dal C.N.R. più a Nord, ma con intensità del V grado.
Come si vede le intensità sono sempre state medio-basse, e ciò spiega perché ci troviamo fortunatamente in una zona relativamente tranquilla dal punto di vista sismico. Per fare un confronto, si tenga conto che gli ultimi grandi terremoti avvenuti in Italia hanno mostrato intensità variabili dall’VIII-IX, nel caso dell’evento del 1997 che ha interessato l’area Umbro-Marchigiana, al X grado Mercalli, per gli eventi del Friuli del 1976 e dell’Irpinia del 1980.
Per gli amanti della rete vi segnalo il sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica, dal quale potete scaricare un opuscolo divulgativo sui terremoti: non è per addetti ai lavori e spiega in maniera molto efficace e chiara parecchie cose interessanti. L’indirizzo è www.ingv.it da lì andate ad “
Elaborazioni e Mappe”, poi su “Materiale divulgativo didattico”, “Materiale divulgativo didattico on-line” e infine cliccate su “Conoscere il terremoto”. Si tratta di un file in formato pdf, per cui occorre il programma Acrobat Reader per poterlo leggere.

 

 
 
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Figura 1
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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