Geologia

HOME RUBRICA

Stampa

03

Rubrica di Geologia a cura di Antonio Menghini

Scrivi all'Autore

Un percorso nel tempo  1^ parte

  A partire da questo mese volevo intraprendere con voi un vero e proprio viaggio nel tempo; non preoccupatevi, non occorrono macchine prodigiose o particolari doti “extrasensoriali”: basta percorrere un semplicissimo itinerario stradale (quindi per i più pigri non ci sarà nemmeno bisogno di scendere dall’auto!) che si snoda lungo la S.P. Castrense, a partire dalla periferia settentrionale di Canino, sino a giungere al mare. Avremo così la possibilità di ripercorrere tutte le principali tappe geo-cronologiche che hanno coinvolto il nostro territorio, a partire per lo meno da circa mezzo milione di anni fa, quando ebbero inizio le principali manifestazioni vulcaniche, connesse all’apparato di Latera.
I terreni più antichi che troviamo all’inizio del nostro itinerario, affiorano poco fuori Canino, poco prima, provenendo da Cellere, del Cimitero. La Foto 1 mostra il tipico paesaggio collinare determinato dalla presenza di questi terreni: abbondano ciottoli biancastri, di dimensioni anche decimetriche, ben arrotondati e di natura varia (calcarea, marnosa). Questi ciottoli sono immersi in una pasta sabbiosa avana-giallastra, come visibile nella Foto 2, scattata qualche curva prima del Cimitero.
Noi geologi chiamiamo questa formazione come Conglomerati poligenici e sappiamo che si tratta di rocce deposte nel Pliocene superiore, vale a dire circa 2 milioni di anni fa. Si tratta quindi del basamento, per lo meno se limitiamo lo sguardo a questo settore della nostra Provincia, di tutte le rocce che si sono deposte successivamente.
Questi materiali si sono formati in ambiente marino, come testimoniato dalla presenza di livelli sabbiosi ricchi di conchiglie fossili. Si trattava del mare Pliocenico che arrivava sino appunto a Canino e a Tuscania, e dal quale emergevano alcune isole: tra le tante la struttura orografica del Monte Canino o i rilievi di Montauto.
E’ possibile capire la conformazione del paesaggio di allora?
Beh, è molto difficile perché, dopo la fase deposizionale, il mare Pliocenico si ritirò, lasciando le terre in preda all’azione erosiva dei corsi d’acqua superficiali. Viene però in nostro aiuto la successiva attività vulcanica, che ha “congelato” il paesaggio di allora, in maniera simile a quello che ha fatto l’eruzione Vesuviana sugli abitati di Pompei ed Ercolano: le imponenti colate piroclastiche che si generarono circa 300.000 anni fa, hanno ricoperto tutto il paesaggio di allora, colmando le valli e lambendo i rilievi, “appianando” in qualche modo la morfologia preesistente. Quindi, se potessimo togliere tutto il materiale vulcanico sino a giungere alla superficie dei Conglomerati poligenici, avremmo ricostruito il paesaggio di allora. La ricostruzione di questa superficie è resa possibile grazie alla conoscenza della stratigrafia dei pozzi della zona, dal momento che, nella maggioranza dei casi, essi hanno attraversato tutto il pacco vulcanico, ricco di acqua, per arrestarsi sui Conglomerati poligenici ovvero sulle Argille ad essi associate. Allora, mettendo insieme un pozzo qui ed uno la’, con la relativa quota di rinvenimento del substrato delle vulcaniti, tramite specifici programmi di calcolo, è possibile ricostruire con un certo dettaglio la superficie topografica di allora.
Sulla base di questi dati, la morfologia esistente poco prima delle eruzioni vulcaniche, era contraddistinta da una superficie abbastanza simile all’attuale, con quote decrescenti da Cellere verso Canino, il tutto però più basso, mediamente, di circa 20-40 metri. Nel dettaglio poi si potevano scorgere alcuni rilievi che probabilmente non sono mai stati ricoperti dalle colate piroclastiche, come quello della Foto 1, ovvero delle valli molto ampie che ricevettero in abbondanza i materiali tufacei. Una di queste correva in corrispondenza dell’attuale rilievo sul quale sorge l’abitato di Canino, visto che il substrato conglomeratico-argilloso affiora ai lati del paese, mentre non si rinviene lungo tutto l’agglomerato urbano.
La prossima volta inizieremo a parlare dell’arrivo delle prime vulcaniti.

 

 
 

Clicca per ingrandire l'immagine

Foto 1

 
 

Clicca per ingrandire l'immagine

Foto 2

 
 
 
 
 
 

TORNA SU