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Proseguiamo il nostro itinerario geologico. Come già detto,
percorreremo la S.P. Castrense, a partire dalla periferia
settentrionale di Canino, sino a giungere al mare.
In Fig.1 ho riportato uno schizzo che vi fa capire meglio il tragitto: si
tratta di una panoramica del territorio, così come la
vedrebbe un ipotetico osservatore che si trovasse in volo al
largo della costa, all’altezza, pressappoco, di Civitavecchia:
voltando lo sguardo verso il nostro amato paesello vedremo
il progressivo addolcirsi dei rilievi, procedendo da monte
verso il mare, passando per Musignano, Montalto di Castro e,
infine Marina di Montalto.
La Prima Tappa, già descritta il mese scorso, cade subito a
monte del Cimitero, mentre la Seconda già coinvolge il centro
abitato: la Foto 3 mostra gli affioramenti tufacei che si
incontrano proprio all’ingresso del paese.
Prima però volevo tornare al momento che ha preceduto le
prime manifestazioni vulcaniche della zona, ovvero su come
era conformato il paesaggio prima che giungessero le varie
colate.
La Fig.2 da un’idea molto sommaria su come poteva presentarsi il
territorio, all’incirca mezzo milione di anni fa.
Il punto
di vista è lo stesso della Fig.1. Ho ritenuto opportuno
mettere in evidenza la valle che correva con ogni
probabilità lungo l’attuale rilievo collinare sul quale
sorge attualmente Canino; essendo una valle antica, viene
denominata dagli studiosi come “paleovalle”. Al
contrario esistevano piccoli rilievi, come quello della Foto
1 del mese scorso, e dove ancora oggi ha modo di affiorare
il substrato conglomeratico, più antico delle eruzioni
vulcaniche. Degna di nota è poi la presenza di una serie di
specchi d’acqua, tipo paludi e acquitrini, che si
estendevano nell’antica piana alluvionale, sino a giungere
alla linea di costa di allora. A fianco vengono riportati i
terreni presenti in sezione: troviamo al momento solo i
conglomerati poligenici e le argille Plioceniche,
contraddistinti dal colore giallo. Questa tonalità non sta
però ad indicare il colore reale dei terreni, che sono
invece prevalentemente grigi, ma è stata arbitrariamente
assegnata dai geologi a tutte le formazioni che presentano
un’età Pliocenica.
Ritorniamo a questo punto al nostro itinerario: la Foto 1 mostra
l’affioramento di terreni tufacei, proprio all’ingresso del
paese: si tratta della formazione del “Tufo grigio
stratificato”, costituita da più livelli pomicei e
cineritici; con il primo termine si indicano gli elementi
vulcanici di dimensioni centimetriche, con il secondo quelli
più minuti, di dimensioni inferiori al millimetro.
La Foto 4, scattata sempre sullo stesso sito, mette meglio
in evidenza la presenza di strati con grosse pomici, bombe e
scorie grigio-nerastre, poste sotto una placca grigiastra
più omogenea e continua.
All’interno di questa formazione si rinvengono poi
frequentemente livelli “pliniani”, costituiti cioè da
pomici, talora schiacciate, di dimensioni centimetriche, che
testimoniano un’intensa attività esplosiva. Il nome deriva
dal fatto che uno dei primi studiosi a rilevare la natura di
queste formazioni fu Plinio il Vecchio, durante la storica
eruzione Vesuviana.
La Foto 5, scattata sempre lungo la S.P. Castrense, ma più a
valle, praticamente di fronte all’Oleificio Sociale, mostra
un dettaglio di un deposito di questo tipo.
In ogni caso è evidente che i depositi vulcanici correlati a
queste prime fasi, sono tipici di episodi esplosivi, con
ricaduta dall’alto di proietti scagliati dai vulcani del
tempo. Si pensa che l’apparato principale dal quale
provengono tutte le vulcaniti dell’area Caninese, fosse
ubicato nei pressi dell’attuale caldera di Latera.
L’attività vulcanica ebbe inizio all’incirca 300-400.000 anni fa e la
Fig.3 mostra come poteva essere il paesaggio a quell’epoca:
i tufi, provenienti da Nord, andarono a colmare le
depressioni (tra le quali la paleovalle di Canino), lambendo
le colline conglomeratiche Plioceniche: la sezione laterale
mostra la sovrapposizione di questi strati tufacei (in
viola) sul basamento conglomeratico-argilloso (in giallo).
Procedendo verso il mare, i tufi andarono a colmare anche
quei bacini lacustro-palustri che si trovavano lungo la
fascia costiera: ciò è testimoniato dalla presenza di “tufiti”,
ovvero di depositi vulcanici deposti in ambiente acqueo.
Questi vengono indicati di solito come Depositi
vulcano-sedimentari”.
Ma siamo solo all’inizio dell’attività vulcanica ... il prossimo mese
approfondiremo alcuni aspetti di questa fase geologica che
ha svolto un ruolo determinante nella formazione del nostro
territorio.
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