Geologia

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Rubrica di Geologia a cura di Antonio Menghini

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Un percorso nel tempo  4^ parte

  Ripartiamo dalla 5° tappa, posta di fronte all’Oleificio Sociale, dove è possibile verificare il contatto tra l’Ignimbrite trachitica inferiore ed il Tufo stratificato grigio (vedi Foto 8); quest’ultimo, trovandosi al di sopra dell’Ignimbrite, testimonia una successiva attività vulcanica a carattere esplosivo, contraddistinta dalla presenza di pomici (Foto 5), come già messo in evidenza in corrispondenza della 1° tappa (vedi Foto 4).
  Il Tufo costituisce la sommità del rilievo vulcanico sul quale sorge l’abitato di Canino e si presenta come un piastrone di diversi metri di spessore, debolmente inclinato verso Nord, cosicché, salendo verso “i Frati” si nota un progressivo incremento di potenza.
  Per vedere la formazione vulcanica successiva al Tufo stratificato grigio dobbiamo tornare un attimo indietro, all’ingresso Nord del paese e deviare verso la località San Francesco (6° tappa), dove affiorano potenti bancate del Tufo giallo litoide. Questa formazione si presenta come una roccia massiva, di colore variabile dal giallo all’avana, cosparsa da pomici grigie, gialle e avana (Foto 9); talora sono presenti inclusi di natura lavica e, subordinatamente, di marne e calcari. Tra l’emissione del Tufo stratificato grigio e quella del Tufo giallo litoide, dovrebbe esser trascorso parecchio tempo, visto che la base della formazione assume una geometria molto articolata, legata alla morfologia esistente al momento dell’emissione: la formazione di avvallamenti presuppone che siano stati attivi per diversi anni corsi d’acqua in fase erosiva.
  L’ultima fase di attività vulcanica è testimoniata dai cosiddetti Depositi vulcano-sedimentari, vale a dire di terreni che si sono prodotti a seguito della ricaduta delle piroclastiti nei bacini lacustro-palustri che esistevano lungo la fascia costiera (vedi Fig.3).
Il risultato è costituito da terreni molto eterogenei, stratificati, dove si riconoscono livelli di “tufiti” (i tufi deposti in ambiente acqueo), limi, marne, sabbie con elementi vulcanici, “diatomiti” (dette “farine fossili” perché ricchissime di ossa di vertebrati). In realtà i Depositi vulcano-sedimentari non affiorano nei pressi dell’abitato di Canino, ma molto più a valle, scendendo verso il mare, praticamente nelle piane che si estendono da Musignano in poi. Avremo modo, nella prossima puntata, di parlare più approfonditamente di questi terreni, in quanto sono intimamente connessi con quelli di origine marina, depositatisi più recentemente.
  Quindi, ricapitolando, la sequenza delle vulcaniti nell’area circostante l’abitato di Canino è rappresentata dalle seguenti formazioni (disposte dalla più antica alla più recente, e quindi dalla più bassa alla più alta):
1) Nenfro (ignimbrite trachitica)
2) Lave tefritico-leucitiche
3) Ignimbrite trachitica inferiore
4) Tufo stratificato grigio
5) Tufo giallo litoide
6) Depositi vulcano-sedimentari.

  Quindi si notano alternanze di episodi ora esplosivi ora effusivi, come tipico della maggioranza dei vulcani. Se riportiamo le varie formazioni sul nostro solito “modellino” (Fig.5), noteremmo come il Nenfro interessi solamente l’area della Cartiera (per motivi di chiarezza è stato omesso nella Figura), mentre la colata lavica (in colore magenta) è limitata all’area della Ferriera.
Il banco dell’Ignimbrite trachitico-inferiore (in marrone) rappresenta invece la formazione più diffusa. La placca del Tufo grigio tende ad ispessirsi, come detto, verso Nord, mentre le colate del Tufo giallo litoide (in arancio) appaiono come lenti talora isolate. A valle di Musignano, infine si iniziano a vedere gli estesi Depositi vulcano-sedimentari (in verde).
  Dopo la messa in posto di questi ultimi, nell’area Caninese non si hanno più manifestazioni di tipo vulcanico. Non si dispone di datazioni precise, ma è lecito ipotizzare che le ultime emissioni piroclastiche esplosive ebbero luogo poche centinaia di migliaia di anni fa. Si tenga conto che le ultime manifestazioni vulcaniche dell’apparato di Latera, testimoniate dall’imponente emissioni laviche della Selva del Lamone, presentano un’età di circa 160.000 anni. Quindi i nostri Depositi vulcano-sedimentari avranno un’età di poco superiore.
  Il prossimo mese .... tutti al mare ! Nel senso che inizieremo a parlare dei depositi terrazzati marini.
 

 
 

 
 

Foto 9
 

 
 

 

Figura 5
 
 
 

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