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Ripartiamo dalla 5° tappa, posta
di fronte all’Oleificio Sociale, dove è possibile verificare
il contatto tra l’Ignimbrite trachitica inferiore ed il
Tufo stratificato grigio (vedi
Foto 8); quest’ultimo, trovandosi al di
sopra dell’Ignimbrite, testimonia una successiva attività
vulcanica a carattere esplosivo, contraddistinta dalla
presenza di pomici (Foto
5), come già messo in evidenza in corrispondenza
della 1° tappa (vedi
Foto 4).
Il Tufo costituisce la sommità del rilievo vulcanico sul quale sorge
l’abitato di Canino e si presenta come un piastrone di
diversi metri di spessore, debolmente inclinato verso Nord,
cosicché, salendo verso “i Frati” si nota un
progressivo incremento di potenza.
Per vedere la formazione vulcanica successiva al Tufo stratificato grigio
dobbiamo tornare un attimo indietro, all’ingresso Nord del
paese e deviare verso la località San Francesco (6° tappa),
dove affiorano potenti bancate del Tufo giallo litoide.
Questa formazione si presenta come una roccia massiva, di
colore variabile dal giallo all’avana, cosparsa da pomici
grigie, gialle e avana (Foto 9);
talora sono presenti inclusi di natura lavica e,
subordinatamente, di marne e calcari. Tra l’emissione del
Tufo stratificato grigio e quella del Tufo giallo litoide,
dovrebbe esser trascorso parecchio tempo, visto che la base
della formazione assume una geometria molto articolata,
legata alla morfologia esistente al momento dell’emissione:
la formazione di avvallamenti presuppone che siano stati
attivi per diversi anni corsi d’acqua in fase erosiva.
L’ultima fase di attività vulcanica è testimoniata dai cosiddetti
Depositi vulcano-sedimentari, vale a dire di terreni che
si sono prodotti a seguito della ricaduta delle piroclastiti
nei bacini lacustro-palustri che esistevano lungo la fascia
costiera (vedi
Fig.3).
Il risultato è costituito da terreni molto eterogenei,
stratificati, dove si riconoscono livelli di “tufiti” (i
tufi deposti in ambiente acqueo), limi, marne, sabbie con
elementi vulcanici, “diatomiti” (dette “farine fossili”
perché ricchissime di ossa di vertebrati). In realtà i
Depositi vulcano-sedimentari non affiorano nei pressi
dell’abitato di Canino, ma molto più a valle, scendendo
verso il mare, praticamente nelle piane che si estendono da
Musignano in poi. Avremo modo, nella prossima puntata, di
parlare più approfonditamente di questi terreni, in quanto
sono intimamente connessi con quelli di origine marina,
depositatisi più recentemente.
Quindi, ricapitolando, la sequenza delle vulcaniti nell’area circostante
l’abitato di Canino è rappresentata dalle seguenti
formazioni (disposte dalla più antica alla più recente, e
quindi dalla più bassa alla più alta):
1) Nenfro (ignimbrite trachitica)
2) Lave tefritico-leucitiche
3) Ignimbrite trachitica inferiore
4) Tufo stratificato grigio
5) Tufo giallo litoide
6) Depositi vulcano-sedimentari.
Quindi si notano alternanze di episodi ora esplosivi ora effusivi, come
tipico della maggioranza dei vulcani. Se riportiamo le varie
formazioni sul nostro solito “modellino” (Fig.5),
noteremmo come il Nenfro interessi solamente l’area della
Cartiera (per motivi di chiarezza è stato omesso nella
Figura), mentre la colata lavica (in colore magenta) è
limitata all’area della Ferriera.
Il banco dell’Ignimbrite trachitico-inferiore (in marrone)
rappresenta invece la formazione più diffusa. La placca del
Tufo grigio tende ad ispessirsi, come detto, verso Nord,
mentre le colate del Tufo giallo litoide (in arancio)
appaiono come lenti talora isolate. A valle di Musignano,
infine si iniziano a vedere gli estesi Depositi
vulcano-sedimentari (in verde).
Dopo la messa in posto di questi ultimi, nell’area Caninese non si hanno
più manifestazioni di tipo vulcanico. Non si dispone di
datazioni precise, ma è lecito ipotizzare che le ultime
emissioni piroclastiche esplosive ebbero luogo poche
centinaia di migliaia di anni fa. Si tenga conto che le
ultime manifestazioni vulcaniche dell’apparato di Latera,
testimoniate dall’imponente emissioni laviche della Selva
del Lamone, presentano un’età di circa 160.000 anni. Quindi
i nostri Depositi vulcano-sedimentari avranno un’età di poco
superiore.
Il prossimo mese .... tutti al mare ! Nel senso che inizieremo a parlare
dei depositi terrazzati marini.
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