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Rubrica di Geologia a cura di Antonio Menghini

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L’Isola del Giglio

  Mi rendo conto che per la maggior parte dei nostri lettori le vacanze sono ormai un vago ricordo e che parlare ora di mare, isole e sole potrebbe essere quantomeno malinconico. Comunque c’è ancora tutto il mese di Settembre e, considerato come sono andate le vicissitudine climatiche (hai visto mai che proprio adesso viene il beltempo ?), unitamente al vantaggio che si va verso la “bassa stagione”, l’itinerario che vi propongo potrebbe essere una valida idea per programmare un bel week-end.
  L’Isola del Giglio, insieme a quelle di Giannutri, d’Elba, Pianosa, Capraia, Gorgona e Montecristo, fa parte dell’Arcipelago Toscano. Tutto sommato però non è che sia molto lontana da Canino: Montalto, Aurelia, Orbetello, Porto Santo Stefano e … vai, si salpa! Dopo un tre quarti d’ora di navigazione ecco che ci imbattiamo in questa fantastica isola di natura granitica.
E’ la prima volta che abbiamo l’opportunità di parlare di questa roccia: il Granito. Si tratta di una formazione di origine vulcanica, ma che, a differenza di tutte quelle che finora abbiamo incontrato, emesse cioè dall’apparato di Latera, si forma in profondità e per questo viene definita “intrusiva”.
  Il tipo di Granito più diffuso sull’Isola è quello “a due miche”, una delle quali, la più frequente, è la Biotite, lo stesso minerale che punteggia il Peperino Cimino (rif. articolo sul Parco dei Mostri di Bomarzo). Grazie a misure radiometriche eseguite mediante il rapporto Potassio/Argon, è stato possibile stimare un’età di circa 5 milioni di anni: si tratta quindi di rocce molto più antiche delle vulcaniti di Latera che abbiamo incontrato nel nostro itinerario geologico da Canino al mare. Per contro si tratta di rocce giovanissime se le confrontiamo con i Graniti della Sardegna: pensate che questi ultimi hanno età di circa 300 milioni di anni !
Proprio il confronto con la Sardegna, soprattutto con la regione della Gallura dove i Graniti abbondano, appare quanto mai attinente e spontaneo: infatti si ritrovano gli stessi splendidi colori del mare, dal turchese allo smeraldo, dal violetto all’indaco, colori favoriti dalla natura dei fondali sabbiosi dalle calde tonalità oro-avana (Foto 1 e 2). Queste sabbie sono il prodotto del disfacimento delle rocce, favorito dalla fitta presenza di fratture e stratificazioni (Foto 3) che rendono più aggredibile, da parte degli agenti atmosferici, l’ammasso granitico.
  Sono da segnalare sull’Isola importanti giacimenti minerari, ormai tutti dimessi: i più importanti sono costituiti da miniere di Pirite, un Solfuro di Ferro, presenti vicino alla spiaggia di Campese ed alla Cala dell’Allume. Pensate che quest’ultimo giacimento era segnalato, sin dal 1781, dagli scienziati del Granducato di Toscana, i quali rilevavano come il Ferro del Giglio fosse di qualità superiore a quello Elbano.
Oltre alla Pirite vanno segnalate manifestazioni minori di Solfuri di Piombo, Zinco e Rame, di Fluorite, Galena, Calcopirite, Malachite e Titanite, nonché di lenti di Gesso e Manganese.
Importantissima, soprattutto ai fini storico-archeologici, l’intensa attività estrattiva che ha interessato il Granito stesso, ottimo come materiale di rivestimento e scultura.
Un’ultima curiosità: l’Isola è poverissima di acqua, in quanto il Granito è pressoché impermeabile (ne sanno qualcosa anche gli amici Sardi). Le uniche sorgenti note, di modesta entità, sono alimentate dai sabbioni granitici che ricoprono l’ammasso integro.
Buona nuotata !
 
 


 

 


Foto 1

 


 


Foto 2


 

 


Foto 3

 
 
 

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