Mi rendo conto che per la maggior parte
dei nostri lettori le vacanze sono ormai
un vago ricordo e che parlare ora di
mare, isole e sole potrebbe essere
quantomeno malinconico. Comunque c’è
ancora tutto il mese di Settembre e,
considerato come sono andate le
vicissitudine climatiche (hai visto mai
che proprio adesso viene il beltempo ?),
unitamente al vantaggio che si va verso
la “bassa stagione”, l’itinerario che vi
propongo potrebbe essere una valida idea
per programmare un bel week-end.
L’Isola del Giglio, insieme a quelle di
Giannutri, d’Elba, Pianosa, Capraia,
Gorgona e Montecristo, fa parte
dell’Arcipelago Toscano. Tutto sommato
però non è che sia molto lontana da
Canino: Montalto, Aurelia, Orbetello,
Porto Santo Stefano e … vai, si salpa!
Dopo un tre quarti d’ora di navigazione
ecco che ci imbattiamo in questa
fantastica isola di natura granitica.
E’ la prima volta che abbiamo
l’opportunità di parlare di questa
roccia: il Granito. Si tratta di una
formazione di origine vulcanica, ma che,
a differenza di tutte quelle che finora
abbiamo incontrato, emesse cioè
dall’apparato di Latera, si forma in
profondità e per questo viene definita
“intrusiva”.
Il tipo di Granito più diffuso
sull’Isola è quello “a due miche”, una
delle quali, la più frequente, è la
Biotite, lo stesso minerale che
punteggia il Peperino Cimino (rif.
articolo sul Parco dei Mostri di Bomarzo).
Grazie a misure radiometriche eseguite
mediante il rapporto Potassio/Argon, è
stato possibile stimare un’età di circa
5 milioni di anni: si tratta quindi di
rocce molto più antiche delle vulcaniti
di Latera che abbiamo incontrato nel
nostro itinerario geologico da Canino al
mare. Per contro si tratta di rocce
giovanissime se le confrontiamo con i
Graniti della Sardegna: pensate che
questi ultimi hanno età di circa 300
milioni di anni !
Proprio il confronto con la Sardegna,
soprattutto con la regione della Gallura
dove i Graniti abbondano, appare quanto
mai attinente e spontaneo: infatti si
ritrovano gli stessi splendidi colori
del mare, dal turchese allo smeraldo,
dal violetto all’indaco, colori favoriti
dalla natura dei fondali sabbiosi dalle
calde tonalità oro-avana (Foto 1 e 2).
Queste sabbie sono il prodotto del
disfacimento delle rocce, favorito dalla
fitta presenza di fratture e
stratificazioni (Foto 3) che rendono più
aggredibile, da parte degli agenti
atmosferici, l’ammasso granitico.
Sono da segnalare sull’Isola importanti
giacimenti minerari, ormai tutti
dimessi: i più importanti sono
costituiti da miniere di Pirite, un
Solfuro di Ferro, presenti vicino alla
spiaggia di Campese ed alla Cala
dell’Allume. Pensate che quest’ultimo
giacimento era segnalato, sin dal 1781,
dagli scienziati del Granducato di
Toscana, i quali rilevavano come il
Ferro del Giglio fosse di qualità
superiore a quello Elbano.
Oltre alla Pirite vanno segnalate
manifestazioni minori di Solfuri di
Piombo, Zinco e Rame, di Fluorite,
Galena, Calcopirite, Malachite e
Titanite, nonché di lenti di Gesso e
Manganese.
Importantissima, soprattutto ai fini
storico-archeologici, l’intensa attività
estrattiva che ha interessato il Granito
stesso, ottimo come materiale di
rivestimento e scultura.
Un’ultima curiosità: l’Isola è
poverissima di acqua, in quanto il
Granito è pressoché impermeabile (ne
sanno qualcosa anche gli amici Sardi).
Le uniche sorgenti note, di modesta
entità, sono alimentate dai sabbioni
granitici che ricoprono l’ammasso
integro.
Buona nuotata !