Iniziamo con questa puntata un
nuovo percorso geologico-naturalistico,
che ha come tema uno dei maggiori corsi
d’acqua della nostra Provincia: il
Fiume Fiora.
Per capire un pò quale sia la sua
importanza nel contesto territoriale, è
sufficiente tener a mente la
ragguardevole lunghezza, che dalle
sorgenti alla foce raggiunge i 60 Km, e
l’estensione del suo bacino imbrifero,
pari a ben 825 Kmq. Con quest’ultimo
termine si indica la porzione di
territorio che alimenta, attraverso le
acque ruscellanti, il Fiume stesso:
praticamente tutte le acque piovane che
cadono all’interno di questa area vanno
a finire, prima o poi, nell’alveo del
corso d’acqua.
In Fig.1 ho
schematizzato gli elementi principali
del bacino imbrifero. Balza subito agli
occhi il fatto che esso si sviluppa
all’incirca per metà in Toscana e per
metà nel Lazio, inglobando importanti
centri abitati, come Santa Fiora,
Sorano, Pitigliano, Latera, Ischia di
Castro, Farnese, Valentano, Cellere,
Montaltodi Castro e,
ovviamente, Canino. Tutti questi
centri avrebbero quindi validissimi
motivi per sentirsi legati, essendo
accomunati da un importante fattore
geografico e concorrendo allo stesso
modo alla vita ed alla salvaguardia di
questa importante risorsa naturale.
Le sorgenti del Fiora scaturiscono presso l’abitato di Santa Fiora (Foto
1), alle pendici del Monte
Amiata. Quest’ultimo è un rilievo di
origine vulcanica, molto più antico
delle manifestazioni sin ora incontrate
nel corso delle nostre escursioni
geologiche: si parla infatti di rocce
che si sono formate nel Pliocene, circa
2 milioni di anni fa. In dettaglio si
tratta di rocce di natura ignimbritica
(sul significato dei termini si rimanda
alla puntata del Maggio 2004)
all’interno delle quali le acque hanno
modo di viaggiare attraverso il fitto
reticolo di fessure che intersecano in
maniera più o meno discontinua il banco
vulcanico.
Grazie ai tempi relativamente brevi di
transito, unitamente alla natura “acida”
delle formazioni acquifere, le acque
assumono caratteri spiccatamente
oligominerali: infatti, come accennato
nel capitolo sulle acque termali di
Musignano, terreni di questa natura
vengono difficilmente aggrediti dalle
acque, le quali non riescono a strappare
molti elementi chimici: è così che alle
sorgenti del Fiora, si registrano valori
di Salinità totale molto bassi, compresi
fra 86 e 90 mg/l. Come termine di
paragone si consideri che una delle più
reclamizzate acque oligominerali
italiane ne ha 75. Anche la Durezza
totale è bassissima, appena 2,5°F. E’
proprio quindi il caso di dire che il
Fiora trae origine da fonti di tutto
rispetto, di ottima qualità,
direttamente alimentate dai circuiti
idrici del Monte Amiata.
Le sorgenti di Santa Fiora in realtà sono quattro: Peschiera,
Carolina, Galleria bassa e
Galleria nuova; solo la prima
alimenta direttamente il Fiora, mentre
le altre tre sono tutte captate per usi
idropotabili. La portata complessiva è
enorme: si tratta di valori compresi fra
900 e 1000 l/s ! La Peschiera
rappresenta solo una parte di questo
deflusso, pari all’incirca a 100-200 l/s
e scaturisce proprio all’interno
dell’abitato di Santa Fiora (Foto
2), ad una quota di circa 645 m
s.l.m., al contatto tra le suddette
rocce ignimbritiche (in arancio nella
Fig.1) ed
il Complesso dei Flysch (praticamente
gli stessi che affiorano alle pendici
del Monte Canino), pressocché
impermeabile (in tonalità verde).
Quest’ultimo è il terreno affiorante
lungo il corso del Fiume, almeno sino
all’altezza di Sorano, fatta eccezione
per una sporadica comparsa di terreni
argillosi Miocenico-Pliocenici (in
giallo); si tratta in ogni caso di
formazioni dotate di bassissima
permeabilità, tanto che si può
senz’altro asserire che lungo tutto
questo tratto, il Fiume non riceve
apporti laterali dalle falde
sotterranee: vive praticamente solo e
unicamente grazie alle copiose portate
sorgive ed alle piogge che cadono sul
bacino imbrifero.
Va segnalata, lungo gran parte di questo tratto impermeabile, la comparsa
delle Alluvioni (in celeste), ovvero di
materiale relativamente più permeabile,
costituito da strati ora ghiaiosi ora
limosi, che il Fiume si è “creato”
da sè, erodendo e smantellando le rocce
affioranti all’interno del suo bacino
idrografico, tant’è che molto spesso la
natura dei ciottoli è facilmente
riconducibile a quella delle rocce
affioranti più a monte.
Ad una distanza di circa 20 Km dalle
sorgenti, grossomodo all’altezza di
Pitigliano, dopo aver percorso un tratto
tutto sommato abbastanza rettilineo,
ecco che il Fiora devia bruscamente,
quasi ad angolo retto, verso Ovest. E
questo dopo aver lambito, per pochi Km,
gli imponenti espandimenti ignimbritici
dell’apparato di Latera (in marrone).
C’è un motivo in tutto questo ? Perché
il Fiume non ha proseguito il suo
percorso in linea retta ?
La risposta alla prossima puntata !