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Viaggio al centro della terra |
Sicuramente tra i sogni che hanno da sempre
affascinato l’Uomo, va annoverato quello di penetrare
all’interno della Terra, per scoprirne i segreti più
reconditi. Fino ad oggi si è riusciti ad entrare per
12.262 m dentro la crosta terrestre, grazie al sondaggio
profondo “Kola”, realizzato tra il 1970 ed il 1989 nella
omonima penisola della Russia nord-occidentale. Pensate
che in quell’occasione furono prelevati campioni di
rocce antichissime, risalienti a quasi 3 miliardi di
anni fa! Si trattava di rocce metamorfiche (gneiss e
graniti).
A prima vista si tratta di una profondità notevole, ma
se la confrontiamo con il raggio medio terrestre, pari a
d oltre 6300 Km, ci rendiamo conto di aver appena
scalfito il nostro pianeta, poiché abbiamo indagato
solamente il 0,2 % del globo ! E’ come se, dal terrazzo
posto alla sommità di un palazzo di 10 piani, avessimo
tolto qualche mattonella ed il sottostante “cretonato”.
Attualmente è in fase di escavazione un altro sondaggio profondo,
chiamato “Chikyu”, che dovrebbe penetrare per 10 Km; a
differenza però del pozzo “Kola”, questo verrà
realizzato in pieno oceano, grazie al fatto che la
trivella è stata installata su di una nave
opportunamente attrezzata (Foto 1),
e penetrerà per 7 Km dentro la crosta oceanica, fino a
raggiungere il mantello terrestre.
Il sito prescelto per la perforazione è collocato a
Nankai Trough, nell’Oceano Pacifico, in prossimità del
punto di contatto tra una placca continentale ed una
oceanica (Fig.1). La prima
è colorata in marrone, mentre la seconda è in verde ed
arancio. Le frecce rosse stanno ad indicare lo
sprofondamento della porzione più pesante e parzialmente
fusa della crosta oceanica, al si sotto della placca
continentale. Tale movimento è all’origine delle
manifestazioni vulcaniche e, soprattutto, dei terremoti
che interessano proprio questi margini tettonici: la
discesa del materiale avviene infatti in modo tutt’altro
che “fluido”, per cui si creano degli attriti, delle
frizioni, che, nel momento in cui si sbloccano
repentinamente, danno luogo ai terremoti. Proprio uno di
questi ha dato vita al maremoto del Dicembre 2004.
Il materiale rosso vivo, posto sotto al crosta oceanica, è il mantello
terrestre, che dovrebbe essere raggiunto dal pozzo “Chikyu”;
si tratta dello strato fuso sottostante la crosta
terrestre, che, grazie al suo incessante movimento, come
fosse un nastro trasportatore, da’ origine alla deriva
dei continenti.
Il mantello è meno profondo nelle zone oceaniche è
questo è il motivo per cui è stato prescelto questo
punto per la perforazione. Essa ha avuto inizio pochi
giorni fa, il 18 Agosto, con il carotaggio del fondo
oceanico, ad un ritmo di prelievo di 1 campione all’ora.
Tutte le carote verranno analizzate su laboratori posti
a bordo della stessa nave. Tenete conto che una carota
ha una lunghezza di tutto rispetto di 9 m.
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Foto 1
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Figura 1
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Per chi volesse tenersi aggiornato sugli sviluppi di questa affascinante
impresa tecnologica, non rimane che cliccare sul sito
www.jamstec.go.jp/chikyu .
Attenti però a selezionare la lingua inglese, se no un bel mal di testa non ve
lo toglie nessuno !
Ma anche noi Italiani mica stiamo a guardare: il C.N.R. infatti ha in progetto
la perforazione di un sondaggio profondo nell’area geotermica di Larderello, in
Toscana meridionale (Foto 2),
quindi non molto lontano da noi (vedi mappa in Fig.2).
Si tratta di un pozzo di 5,5 Km di profondità che dovrebbe far luce su tanti
aspetti geologici, primo fra tutti i meccanismi che regolano la circolazione dei
fluidi e vapori geotermici, una possibile fonte alternativa di energia, ancora
poco utilizzata in Italia. Altre ricadute di rilevante interesse sociale ed
economico saranno rappresentate da una migliore comprensione dei fenomeni
sismici e vulcanici, visto che si andranno ad indagare rocce direttamente
interessate da queste attività geologiche, da un approfondimento delle
conoscenze di tipo giacimentologico per lo sfruttamento delle risorse minerarie
(ci troviamo infatti vicino all’area metallifera Toscana), da una migliore
comprensione del comportamento in profondità delle rocce, in funzione del loro
possibile uso come serbatoio di stoccaggio delle scorie radioattive o dei
gas-serra (come l’Anidride Carbonica); in quest’ultimo caso il confinamento
produrrebbe la definitiva eliminazione dei gas, poiché questi interagirebbero
completamente con le rocce profonde.
Il foro inizierà con diametro di circa 90 cm, per i primi 40 m; si
proseguirà poi, sino a 450 m, con un diametro di circa 75 mm. Da qui e sino a
1000 m si avanzerà con diametro ancora più ridotto (circa 57 cm). In questo
tratto, e precisamente intorno ai 600 m, è previsto il passaggio dai Flysch, che
affiorano sull’area di escavazione, alle “Scaglie tettoniche”: si tratta di
formazioni composite, di natura per lo più calcarea, che dovrebbero essere
presenti sino a 2380 m di profondità. Per raggiungere la base di queste verrà
utilizzato un diametro ancora più piccolo, intorno ai 42 cm. A 2500 m di
profondità si passerà poi a 30 cm, a 4000 m a 20 cm e da 5000 m e sino a fondo
pozzo, circa 5500 m, si utilizzerà un diametro di appena 15 cm. Al di sotto
delle “Scaglie tettoniche” è previsto l’attraversamento del così detto
“basamento”, di natura metamorfica.
Per ora sono stati selezionati 3 possibili siti di escavazione, posti tra le
località Serrazzano, Castelnuovo e Monteverdi, tutte intorno all’area geotermica
di Larderello. |
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Foto
2
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Figura 2
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