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Diritto di passaggio e cancello comune
  
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Sono il proprietario di una strada che funge da accesso sia alla mia abitazione che
all'abitazione del mio vicino, il quale gode di un diritto  di passaggio.
Dal momento che vorrei installare un cancello su questa strada, vi chiedo se:
- oltre alle chiavi del cancello devo fornire al vicino anche un
eventuale telecomando? (il cancello sarà automatico)
- devo dotarlo di un citofono o di un  semplice campanello?
- devo predisporre una cassetta postale in corrispondenza del cancello
anche per il vicino?
- di tutto questo, se necessario, posso chiedere un parziale rimborso al mio Vicino?

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Le norme che vengono in considerazione sono l'art. 1064 c.c. che al secondo comma
recita: "Se il fondo viene chiuso, il proprietario deve lasciarne libero e comodo
l'ingresso a chi ha un diritto di servitù che renda necessario il passaggio per il
fondo stesso"; e l'art. 1067 c.c. che sempre al secondo comma stabilisce: "Il
proprietario del fondo servente non può compiere alcuna cosa che tenda a diminuire
l'esercizio della servitù o a renderlo più incomodo".  Ciò premesso ne deriva che
lei dovrà senz'altro fornire le chiavi del cancello al suo vicino in modo che egli
possa esercitare il diritto di passaggio. Così pure riteniamo che se il vicino ne
farà richiesta lei dovrà fornirgli anche il telecomando: non c'è ragione di
negarglielo visto che già usufruisce delle chiavi. Lei potrà però a nostro avviso
farsi rimborsare dal vicino la spesa relativa all'acquisto del telecomando, in
quanto il diritto di passaggio può essere esercitato comodamente anche disponendo
semplicemente delle chiavi: la disponibilità del telecomando è a nostro giudizio un
"di più" che l'interessato, se vuole, dovrà pagare. Quanto al citofono, se il
vicino attualmente nella sua abitazione non ne dispone, non riteniamo che possa
avanzare una tale pretesa: andrà bene quindi anche un semplice campanello, in quanto
non sminuisce la comodità dell'esercizio della servitù. Più discutibile è la
questione nell'ipotesi che il suo vicino disponga già di un citofono nella sua
abitazione: in questo caso la chiusura del passaggio con il cancello potrebbe
limitare libertà e comodità di comunicazione del vicino con i propri visitatori. Si
potrebbe ugualmente sostenere che l'installazione di un semplice campanello sia
sufficiente allo scopo, in quanto dopo aver aperto il cancello in seguito al
dispositivo  sonoro il vicino potrebbe comunque comunicare agevolmente con il
visitatore tramite il citofono già esistente. In questa ottica, qualora lei decida di
installare per sua comodità un citofono sul cancello e il vicino voglia fare
altrettanto a servizio della propria abitazione, il vicino dovrà a nostro avviso
farlo a proprie spese, in quanto, come si diceva, a conservare libertà e comodità
dell'esercizio della servitù potrebbe essere sufficiente l'installazione (da parte
sua) di un semplice campanello.  Quanto alla cassetta postale non vediamo il motivo
per cui lei debba, a sue spese, predisporne una in corrispondenza del cancello anche
per il vicino: il postino potrà ben utilizzare quella di cui il vicino - immaginiamo
- già usufruisce, dopo aver citofonato o suonato al cancello, come avviene ovunque. 
Il vicino, se vorrà, potrà installare sul cancello una cassetta postale a proprie
spese. E' chiaro peraltro che qualora sorgano comunque contestazioni sarà, nel caso,
il giudice a districare la matassa.