Le Castagne della Tuscia

 


 

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di Giacomo Mazzuoli

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GUARDA IL PROGRAMMA DELLA SAGRA DELLA CASTAGNA DI SORIANO DEL CIMINO 3-14 OTTOBRE 2012

Il castagno Ŕ una delle pi¨ importanti essenze forestali dell'Europa meridionale e fin dall'antichitÓ ha visto molteplici utilizzi da parte dell'uomo. Questa specie Ŕ stata largamente coltivata, fino ad estenderne il territorio di produzione, per realizzarne del legname e del frutto. Quest'ultimo, in passato, Ŕ stata un'importante risorsa alimentare per le popolazioni rurali degli ambienti forestali montani e di collina, in quanto le castagne erano utilizzate soprattutto per la produzione di farina. Sebbene oggi l'importanza strategica del castagno sia fortemente ridimensionata, resistono alcune realtÓ locali in cui il frutto del castagno, assume un'importanza economica rilevante per le comunitÓ interessate. Un dato sopra tutti: nella Tuscia si raccoglie circa l'8-10% della produzione nazionale di castagne. Sono due i sottotipi di castagna in attesa del riconoscimento DOP da parte della ComunitÓ Europea: il marrone dei Monti Cimini e il marrone di Latera.

La destinazione della castagna Ŕ per il consumo diretto, limitato al periodo autunnale e invernale (caldarroste e castagne lessate) oppure per tutto l'anno dopo essiccazione (mosciarelle). Poi c'Ŕ l'uso industriale con la produzione  di marmellate e marron glacÚ.

Uno dei centri produttivi pi¨ significativi del marrone dei monti Cimini Ŕ Canepina, che ha una produzione annua dai 30.000 ai 40.000 quintali di castagne. Per festeggiare questo prodotto, molto legato alla storia del paese, negli ultimi tre fine settimana di Ottobre Canepina celebra una festa che ha per titolo "Le Giornate della Castagna". Si tratta di una festa popolare che  Ŕ anche l'occasione per la degustazione eno-gastronomica degli altri ottimi prodotti tipici locali.  Viene anche organizzata infatti "La strada dei Sapori", un percorso enogastronomico interamente dedicato alla promozione e alla degustazione delle specialitÓ dei Monti Cimini.  L'itinerario, con punti di assaggio e distribuzione dei prodotti, si snoda per le vie del centro storico di Canepina fino ad arrivare alla torre del Castello degli Anguillara (1094 d.C.).   Per l'occasione si riaprono le antiche cantine dove le massaie del paese si mettono all'opera per offrire men¨ all'insegna della genuinitÓ, con ricette semplici fatte con i prodotti tipici della cucina canepinese: fra questi merita segnalare i "ceciliani" e il "fieno canepinese", due paste asciutte tipiche del paese fatte con farina e acqua e condite con un sugo corposo. 

  Castagneto dei Monti Cimini in autunno

Castagneto dei Monti Cimini in autunno

 

 

Servizio di RAI 1 sulla Sagra della Castagna di Canepina del 2008

La Sagra della castagna di Soriano nel Cimino
  Un momento del corteo storico di Soriano   Costumi medievali   Sbandieratori   La Giostra degli Anelli
Un momento del corteo storico di Soriano Costumi medievali Sbandieratori

La Giostra degli Anelli

 
 

Un altro centro dei Monti Cimini dove Ŕ molto forte la tradizione della castagna Ŕ Soriano nel Cimino. Anche in questa localitÓ si tiene, tra il primo e il secondo week-end di ottobre, una festa che rende omaggio alla castagna dei Cimini. Le radici della manifestazione sono lontanissime risalendo alla fine del XV secolo quando fu istituita una festa per ricordare alcuni tragici fatti avvenuti a Soriano il 7 novembre del 1489 (tentativo di conquista del Castello di Soriano da parte del signore di Vignanello Pier Paolo Nardini e sanguinosa battaglia del Fosso del Buon Incontro, dove i sorianesi sconfissero gli invasori).

Per dieci giorni, la Sagra delle Castagne immerge Soriano nell'atmosfera di quei tempi. La cittadina viene divisa in quattro contrade (Papacqua, Rocca, TrinitÓ, San Giorgio) che si contendono premi ed onori confrontandosi negli addobbi delle vie, nell'allestimento delle rievocazioni storiche e soprattutto nella sfida per la conquista dell'ambýto Palio che vede impegnati gli Armigeri nell'abile Prova degli Arcieri e i Cavalieri nella spettacolare Giostra degli Anelli.

Momenti di particolare spettacolaritÓ vengono vissuti durante l'esibizione del Gruppo Storico degli Spadaccini della Contrada Rocca e degli sbandieratori della Contrada TrinitÓ. Suggestive sono le rievocazioni storiche: la Battaglia del Fosso del Buonincontro, l'investitura e le sfide dei Cavalieri medievali, l'inquisizione e la condanna al rogo della strega Giovanna Dabaldi, l'uccisione del Drago da parte del prode San Giorgio, le segrete e la sala delle torture del Castello Orsini, le ricostruzioni di vita medievale rappresentate nei singoli rioni. Grandioso infine il Corteo Storico "Soriano e i suoi Rioni", che vede sfilare nella piazza centrale e per le strade dell'antica cittadina pi¨ di 500 figuranti in ricchi costumi medievali e rinascimentali, abiti artisticamente realizzati in ogni minimo dettaglio da abili e sapienti sarte che traggono spunto, per le loro "opere", da affreschi e stampe dell'epoca. Chiude la manifestazione il tradizionale e gigantesco Riccio di Castagne, simbolo della festa.

GUARDA IL PROGRAMMA DELLA SAGRA DELLA CASTAGNA DI SORIANO DEL CIMINO 24 SETTEMBRE - 16 OTTOBRE 2011

 

La Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino, Ottobre 2007

I marchi della Tuscia viterbese per le castagne e le feste delle castagne nella Tuscia

Altri centri dei Monti Cimini interessati alla produzione del marrone dei Cimini sono: Capranica, Caprarola, Carbognano, Fabrica di Roma, Ronciglione, Vetralla, Vignanello,Viterbo e Vitorchiano.

In un territorio molto diverso della Tuscia, al confine con la Toscana, si produce il marrone di Latera, un frutto pregiato che si Ŕ conquistato la sua tipicitÓ.

Il marrone di Latera presenta un colore marrone tendente al rossiccio, una pezzatura grande, forma circolare-globosa, molto omogenea, una pellicola sottile, di colore giallognolo, facilmente asportabile. Il sapore Ŕ dolciastro pi¨ o meno intenso. Le piante presentano un'altezza variabile tra 20 e 30 metri con chiome che assumono un aspetto molto ampio con un portamento che si sviluppa secondo forme naturali. Il terreno viene mantenuto pulito con l'operazione dello sfalcio eseguita poco prima della raccolta. La forma di allevamento utilizzata in zona Ŕ riconducibile a quella naturale ossia libera. La potatura non viene praticata in quanto si eliminano solamente i rami secchi. 
Elementi di tradizionalitÓ del processo produttivo
Si ritrovano nell’utilizzo di materiali (tini di legno, sacchi di juta) e locali tradizionali (cantine) per lo stoccaggio e la conservazione del prodotto.
La raccolta delle castagne avviene manualmente per tutto il mese di ottobre; tale pratica consiste nella raccolta delle castagne cadute in terra e fuoriuscite dai ricci. Durante la fase di raccolta viene anche eseguita una veloce cernita e selezione dei frutti. Le castagne raccolte vengono poste in cassette di legno o sacchi di plastica o juta e vendute tal quali o sottoposte all'operazione di "Curatura" o "Bagnatura" in acqua a temperatura ambiente per 7-8 giorni senza aggiunta di alcun prodotto chimico. Terminata la "curatura" i frutti vengono scolati e selezionati al fine di eliminare quelli visibilmente guasti. L'asciugatura dei frutti avviene attraverso frequenti paleggiamenti ("trapalature") delle castagne poste su pavimenti puliti e porosi degli stabilimenti. Durante questa fase le castagne subiscono un'ulteriore selezione: i frutti di piccola pezzatura vengono dati come alimentazione ai maiali. La conservazione delle castagne avviene all'interno di cantine o locali freschi, distese sul pavimento o in cassette di legno. Il confezionamento dei marroni avviene in sacchi di rete.
Anche a Latera si tiene, nella seconda metÓ di ottobre, la Sagra del Marrone. Durante la manifestazione Ŕ possibile degustare le caldarroste e il buon vino novello del luogo nonchŔ assistere a spettacoli di strada e riunioni conviviali serali.

Il manifesto della Sagra del marrone di Latera