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Con
circa 18mila ettari di piantagioni e una quantita' annua di 40 mila
tonnellate, pari al 5% di quella mondiale, la provincia di Viterbo, a
partire dagli anni Novanta, ha conquistato il primato nazionale della
produzione di nocciole. La coltivazione nella provincia laziale e' estesa in
30 comuni (in 15 dei quali rappresenta la principale attivita' agricola) e
coinvolge piu' di 8 mila famiglie. Ecco il punto sulla produzione di
nocciole in Italia e nel mondo, fornita dal Cepas e da alcuni relatori
presenti al Congresso mondiale sulla nocciola che si è tenuto nel 2008 a
Viterbo:
ITALIA:
In Italia la superficie destinata alla produzione di nocciole e' concentrata
principalmente in 4 regioni: Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia. Le
province che tradizionalmente si dedicano al settore sono Cuneo, Viterbo,
Roma, Avellino, Napoli e Messina. Dal punto di vista delle varieta', la
''Tonda gentile romana'' è la piu' diffusa in provincia di Viterbo e a
livello nazionale. La varieta' e' molto apprezzata dalle industrie di
trasformazione per le maggiori garanzie di uniformita' del prodotto e per la
buona adattabilita' a diverse condizioni ambientali e climatiche. Le altre
varieta' coltivate nella Tuscia, che rappresentano il 10% degli impianti,
sono il ''Nocchione'' e la ''Tonda di Giffoni'', che assolvono anche la
funzione di impollinatrici. La varieta' ''Tonda gentile romana'' della
Tuscia ha ottenuto la ''Denominazione transitoriamente protetta'', ultima
fase prima del riconoscimento comunitario della Dop. La Camera di commercio
di Viterbo e' stata designata autorita' pubblica di controllo;
NEL
MONDO: La Turchia, con circa 523 mila tonnellate annue, copre il 71% della
produzione mondiale. Seguita dall'Italia con 115 mila, gli Stati Uniti, 30
mila, la Spagna, 21 mila, l'Iran, 12 mila. Il prodotto viene quasi
esclusivamente venduto sgusciato e destinato, per almeno il 70% dell'intera
produzione mondiale, all'esportazione. I principali acquirenti
internazionali sono le industrie dolciarie.
La nocciola tonda gentile
romana Questa varietà di nocciola,
cui è stata recentemente riconosciuta una protezione transitoria in attesa
del definitivo marchio DOP, è di forma subsferoidale con l'apice leggermente
a punta, le dimensioni sono variabili, con calibri da 13 a 22 mm. Il guscio
è di spessore medio, color nocciola, poco lucente, con tomentosità diffuse
all'apice e striature numerose evidenti. Il seme è medio-piccolo,
subsferoidale, di colore simile al guscio, ricoperto di fibre, con la
superficie ricoperta da solchi pi ù o meno evidenti. La tessitura è compatta
e croccante, il sapore è finissimo e l'aroma persistente. Il seme, privato
del suo guscio, viene consumato fresco, essiccato oppure tostato. Può essere
utilizzato sia intero che tritato ed è adatto alla preparazione di torte,
biscotti, gelati, creme e anche liquori.
I noccioleti prediligono terreni sciolti, freschi,
acidi e ricchi di sostanza organica; i sesti d'impianto sono riconducibili
alla coltivazione a cespuglio, vaso cespugliato e monocaule e vengono potati
ogni anno. La densità di piante per ettaro ammessa è di 150 per i vecchi
impianti e 650 nei nuovi. La produzione annuale massima è di 4
tonnellate/ettaro per la coltura irrigua e di 3 tonnellate/ettaro per quella
in asciutto.
La raccolta delle nocciole è sia manuale che
meccanica e si esegue da metà agosto a metà novembre. In seguito si procede
allo stoccaggio in locali idonei ben areati, con umidità massima del 6%. Le
operazioni di cernita, calibratura e condizionamento devono avvenire entro
l'anno successivo a quello della raccolta. La resa alla sgusciatura è
compresa tra il 28 e il 50%.
La nocciola è un frutto molto calorico, ricco
soprattutto di acidi grassi monoinsaturi, vitamina E, vitamina K, colina e
minerali (potassio, calcio e fosforo).
Per capire
l'importanza della nocciola nell'economia del viterbese basta dire che la
superficie agricola destinata alla produzione di nocciole rappresenta oltre
il 14% del totale, ponendosi come terzo tipo di coltivazione più diffusa
dopo il grano duro (41,4%) e olivo (17,4%). I comuni della Tuscia
interessati alla coltivazione del nocciolo e compresi nel dispositivo per il
controllo di conformità della nocciola romana DOP sono:
Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Blera, Bomarzo,
Calcata, Canepina, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel Sant’Elia,
Civita Castellana, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Monterosi,
Nepi, Oriolo Romano, Orte, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Sutri, Vallerano,
Vasanello, Veiano, Vetralla, Vignanello, Villa San Giovanni in Tuscia,
Vitorchiano, Viterbo. C'è una piccola rappresentanza anche nella provincia
di Roma: Bracciano, Canale Monterano, Manziana, Rignano Flaminio, Sant’Oreste,
Trevignano.
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Nocciole |