Vini
Rubrica di Cultura Enologica

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A cura di Giacomo Mazzuoli

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L'Aleatico di Gradoli
 



 

 

 
 
DISCIPLINARE DI PRODUZIONE PER IL VINO A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA “ALEATICO DI GRADOLI”
ART. 1 La denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli», «Aleatico di Gradoli» liquoroso e «Aleatico di Gradoli» liquoroso riserva è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.
ART. 2 I vini di cui all’articolo precedente devono essere ottenuti esclusivamente dal vitigno, «Aleatico».
ART. 3 Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» di cui all’art. 1 devono essere prodotte nell’intero territorio amministrativo dei comuni di: Gradoli, Grotte di Castro e San Lorenzo Nuovo ed in parte del territorio del comune di Latera in provincia di Viterbo. La zona è così delimitata: partendo dalla riva del lago di Bolsena alla confluenza sulla medesima del confine comunale di S. Lorenzo Nuovo e Bolsena in località Renano, la linea di delimitazione segue verso nord tale confine comunale e successivamente verso ovest sino a incontrare quello tra S. Lorenzo Nuovo e Grotte di Castro (q.439). Da quota 439 la linea di delimitazione prosegue verso ovest lungo il confine di grotte di Castro per poi scendere verso sud fino alla confluenza di questo confine con quello di Gradoli e Latera in località La Buca. Da qui prosegue verso ovest lungo il confine di Latera fino al punto in cui questi si allontana da quello provinciale, in prossimità di Poggio Sant’Anna. Da tale punto di delimitazione prosegue in linea retta in direzione sud-est fino a quota 461 da dove, per Madonna della Cava e C. le Coste, raggiunge il confine di Gradoli che segue verso est fino alla sponda del lago di Bolsena. Lungo la sponda, verso nord, la linea di delimitazione torna nuovamente alla località Renano, punto di partenza.
ART. 4 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» devono essere quelle tradizionali della zona o, comunque, atte a conferire alle uve, ai mosti ed ai vini derivati le specifiche caratteristiche tradizionali di qualità. Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare un titolo alcolometrico volumico minimo naturale non inferiore all’11,5% per la tipologia «Aleatico di Gradoli» ed al 12% per le tipologie «Aleatico di Gradoli» liquoroso e «Aleatico di Gradoli» liquoroso riserva. Sono, pertanto, da considerarsi idonei - ai fini dell’iscrizione nell’albo di cui all’art. 15 della legge 10 febbraio 1992, n. 164 - unicamente i vigneti ubicati in terreni di buona esposizione, con esclusione quindi dei fondovalle e dei terreni situati ad un’altitudine superiore ai 600 metri sul livello del mare. I sesti di impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono essere quelli generalmente usati o, comunque, atti a non modificare le caratteristiche delle uve, dei mosti e dei vini. È vietata ogni pratica di forzatura. La resa massima di uva ammessa alla produzione dei vini di cui al presente disciplinare non deve essere superiore a tonn. 9 per ettaro di vigneto a cultura specializzata. Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da destinare, alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» devono essere riportati nei limiti di cui sopra purché la produzione globale non superi del 20% i limiti medesimi, fermo restando i limiti resa uva/vino per i quantitativi di cui trattasi.
ART. 5 Le operazioni di vinificazione, di preparazione e di affinamento dei vini a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» di cui all’art. 1 devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione delimitata dal precedente art. 3. Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è consentito che tali operazioni siano effettuate nell’intero territorio dei comuni anche se soltanto in parte compresi nella zona delimitata. Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche locali, leali e costanti, atte a conferire ai vini le sue peculiari caratteristiche. Per i vini a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» la resa massima dell’uva in vino finito non deve essere superiore al 70%. Qualora la resa uva/vino superi detto limite, ma non oltre il 75%, l’eccedenza non ha diritto ad alcuna denominazione di origine controllata; oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata per tutto il prodotto.

ART. 6 I vini a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» devono rispondere, all’atto dell’immissione al consumo, rispettivamente alle seguenti caratteristiche: «Aleatico di Gradoli»: - colore: rosso granato con tonalità violacee; - odore: finemente aromatico, caratteristico; - sapore: di frutto fresco, morbido, vellutato, dolce; - titolo alcolometrico volumico complessivo: 12% di cui almeno 9,5% svolti; - acidità totale minima: 4,5 per mille; - estratto secco netto minimo: 20 per mille. «Aleatico di Gradoli» liquoroso: - colore: rosso granato più o meno intenso, talvolta con riflessi violacei; - odore: aromatico, delicato, caratteristico; - sapore: pieno, dolce, armonico, gradevole; - titolo alcolometrico volumico minimo complessivo: 17,5% di cui almeno 15% svolti; acidità totale minima: 4 per mille; - estratto secco netto minimo: 20 per mille. «Aleatico di Gradoli» liquoroso riserva: - colore: rosso granato più o meno intenso, tendente talvolta all’arancione con l’invecchiamento; - odore: aromatico, caratteristico dell’invecchiamento in botte di rovere; - sapore: pieno, dolce più o meno tannico, armonico, gradevole; - titolo alcolometrico volumico minimo complessivo: 17,5% di cui almeno 15% svolti; acidità totale minima: 4 per mille; - estratto secco netto minimo: 20 per mille. È facoltà del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali – Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, di modificare i sopraindicati limiti di acidità totale e l’estratto secco netto.
ART. 7 I vini a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» liquoroso e liquoroso riserva devono essere ottenuti mediante alcolizzazione in conformità alle disposizioni delle norme vigenti. Il vino a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» liquoroso deve aver subito un periodo minimo di affinamento di sei mesi a decorrere dalla data di alcolizzazione. Il vino a denominazione di origine controllata «Aleatico di Gradoli» liquoroso riserva deve aver subito un periodo di invecchiamento di almeno due anni dalla data di alcolizzazione in botti di rovere di capacità non superiore a 250 litri ed un ulteriore affinamento in bottiglia di almeno un anno.
ART. 8 Alle denominazioni di cui all’art. 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione ivi compresi gli aggettivi: «extra», «superiore», «fine», «scelto», «selezionato» e similari. È tuttavia consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, non aventi significato laudativo e non idonei a trarre in inganno l’acquirente. È consentito altresì l’uso di indicazioni geografiche e toponomastiche che facciano riferimento a unità amministrative, frazioni, aree, fattorie, zone e località comprese nella zona delimitata dal precedente art. 3 e dai quali effettivamente provengono le uve da cui il vino così qualificato è stato ottenuto. Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino «Aleatico di Gradoli», «Aleatico di Gradoli» liquoroso e «Aleatico di Gradoli» liquoroso riserva è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve.
 

Vino unico nel panorama enologico laziale, esclusivamente da uve Aleatico

100%, se ne produce poco ed è prezioso. L'ambiente di coltivazione è quello particolarissimo dei territori dei comuni di Gradoli, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Latera, affacciati sul lago di Bolsena. Il vitigno, la natura dei terreni, ma soprattutto il microclima per­mettono al vino di acquisire carat­teri di singolarità. Di colore rosso granato con tonalità violacee, ha odore finemente aromatico, pieno, armonico. Prodotto nelle tipologie dolce, liquoroso e liquoroso riserva, si abbina a pasticceria secca e a dolci alle nocciole tipici del viter­bese. Anche da meditazione. Riconoscimento D.P.R. del 21.6.1972

 Il vitigno dell'aleatico, l'unico con cui il disciplinare consentite di produrre tale vino, sembra sia stato introdotto nei Monti Volsini dagli Etruschi, che lo avrebbero acquisito dai Greci.
Una leggenda narra che in una grotta poco fuori il paese di Gradoli (chiamata ancora oggi Poggio del Diavolo) vivesse un demonio; questo era solito terrorizzare con brutti scherzi gli abitanti di Gradoli. Molti giovani valorosi avevano tentato di ucciderlo ma erano stati tutti sconfitti. Un giorno il demonio, tornando a casa, trovò un leone che dormiva nella sua grotta. Tentò di svegliarlo e di cacciarlo, ma il leone riuscì a sconfiggerlo e il povero demonio dovette sprofondare nell'Inferno. Il suo bastone però rimase conficcato nel terreno. Il leone casualmente vi dormì sopra e l'indomani sul bastone era cresciuta una vite: la vite dell'Aleatico. Per riconoscenza gli abitanti di Gradoli misero nel loro stemma proprio il leone e il bastone con la vite.


 

 

La zona di produzione dell'Aleatico di Gradoli

 

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