Paolo Campidori intervista il celebre linguista sul suo ultimo libro
La copertina del libro

 Dobbiamo ringraziare il Prof. Massimo Pittau, linguista emerito, per averci (specialmente a noi toscani e laziali) “donato” il suo nuovissimo *DIZIONARIO COMPARATIVO LATINO-ETRUSCO*, Editrice Democratica Sarda, Sassari 2010, che sarebbe il coronamento, o, se vogliamo definirlo in parole semplici una interessantissima e necessaria Appendice al suo precedente DIZIONARIO DELLA LINGUA ETRUSCA (Edizioni Dessì, 2005)
Il Prof. Pittau nasce a Nuoro in Sardegna. Si laurea in Lettere all’Università di Torino e in seguito ottiene la laurea in filosofia all’Università di Cagliari. E’ stato, nella sua lunga carriera Professore Ordinario alla Facoltà di Lettere dell’Università di Sassari, poi Preside di quella di Magistero dell’Università della stessa città, ha dato alle stampe più di cinquanta libri specialistici sulle lingue classiche, oltre a quelli sulla storia della lingue sarda e sardiana (antico sardo) e sull’origine e parentela di queste con la lingua Etrusca. Notevole figura di studioso per impegno, serietà, precisione, affidabilità, nonché onestà, il Prof. Pittau è ormai conosciuto e apprezzato dai linguisti ed etruscologi non solo italiani, ma di tutto il mondo. E’ vincitore di vari premi letterari prestigiosi.

Approfittiamo per rivolgere qualche domanda al Prof. Pittau che è scaturita dalla lettura del suo nuovo libro, riguardo al nostro territorio:
*Prof. Pittau, nel territorio della Val di Sieve, presso Firenze vi è un paese chiamato Acone. Ho visto sul suo “Dizionario Comparativo Latino-Etrusco che tale nome potrebbe derivare da Aconis (lat.), Axu (etr.), oppure da Agonius (lat.), Axuni (etr.). Quale dei due antroponimi citati è più vicino al toponimo Acone?
 * *EVIDENTEMENTE L’ETRUSCO AXUNI E IL LATINO ACONIUS.
* *Amurca, secondo quanto scritto nel suo Dizionario significa “morchia delle olive” e deriverebbe dal greco, per il tramite dell’etrusco. Questo vocabolo mi fa venire in mente una varietà di mele “anurca”, che curiosamente hanno sulla buccia delle macchie colorate olivastre, che appunto farebbero pensare alla morchia delle olive. C’è un nesso fra le due cose?
* *SI, SE IL VOCABOLO SUONA «AMURCA» E NON «ANURCA», COME SCRIVE LEI.
* *Borgo san Lorenzo, in Mugello, pare derivi da Annejanum. Nel suo Dizionario Lei riporta l’antroponimlo Annius. Tale nome è confrontabile con gli antroponimi etruschi Anne, Annie. La tesi che Borgo San Lorenzo abbia origini etrusche potrebbe quindi consolidarsi?
* *DAL PUNTO DI VISTA LINGUISTICO IL TOPONIMO «BORGO SAN LORENZO» NON DERIVA AFFATTO DALL’ETRUSCO. NON SO NULLA DI ANNEJANUM.
* *Arcumenna è un antroponimo da confrontare con quello femminile etrusco Arcmnal, Arcu(m)nal. Argomenna è il fiume che proprio nel Comune di Fiesole, dove io abito, scorre nell’omonima valle e si getta nell’Arno dopo aver attraversato il paese di Compiobbi (da Compluvium?). Tutta questa zona ovviamente ha origini etrusche, e mi sembra che questo toponimo-antroponimo rafforzi questa tesi.
* *E’ MOLTO PROBABILE CHE IL FIUME Argomenna SIGNIFICASSE «ARCUATO, TORTUOSO»
* *Una curiosità. ‘Aurora’ in latino sta per “sorgere del sole” e, come etimologia, sarebbe da confrontare con il sabino ‘ausel’ e con l’etrusco ‘ausélos’. Ho sentito pronunciare tale parola in due modi diversi: Auròra (con la ‘o’ aperta) e la stessa con la ‘o’ chiusa. Qual è l’esatta pronuncia, secondo Lei?
* *ANCHE IL LESSICOGRAFO ANGELICO PRATI PRESENTA UGUALMENTE LE DUE PRONUNZIE. LA QUAL COSA FA INTENDERE CHE SONO UGUALMENTE VALIDE LE DUE PRONUNZIE.* *‘Baccanae’ sarebbe da connettere con ‘paxana’, vale a dire ‘bacchico’, ‘baccanale’ e che sarebbe (Vedi Diz. Comp.) da riportare all’etrusco ‘Paxie’ (Bacco). Mi sembra che ci sia una certa somiglianza fra ‘paxana’ e l’italiano ‘pagana’ (religione idolatrica). Esiste una parentela fra queste due parole?
* *NO, NON ESISTE ALCUNA CONNESSIONE. L’AGGETTIVO LAT. PAGANUS SIGNIFICAVA «PAESANO», DATO CHE DERIVAVA DA PAGUS «VILLAGGIO, PAESE».
* *Bergamun (lat.), Percums (etr.), sarebbero i toponimi della città di Bergamo. Pergamum, in latino significherebbe altura, edificio elevato, ecc.). Gli Etruschi sarebbero stati cacciati dalla Lombardia dai Galli (Giustino). Secondo Lei quanto resta di etrusco nella ‘lingua’ bergamasca?
* *IO NON HO MAI SCRITTO CHE BERGAMO E’ STATO FONDATO DAGLI ETRUSCHI, MA HO SEMPLICEMENTE DETTO CHE PROBABILMENTE IL TOPONIMO E’ LA “TRADUZIONE ETRUSCA” DI UN PRECEDENTE TOPONIMO PRECELTICO E PRELATINO.
* *‘Cachinnus’ in latino significherebbe una risata “smodata” e, secondo il Suo “Diz. Comp., ecc.” sarebbe da confrontare con l’antroponimo etrusco ‘Cacni’. Nel libro del Prof. Francesco Niccolai, Descrizione del Mugello, del 1914, viene citata proprio questa parola ‘cachinni’ a proposito degli abitanti di Londa (toponimo etrusco),in Mugello, i quali in una determinata festa popolare si abbandonavano alla spensieratezza, a mangiare, a bere intervallando sonori ‘cachinni’ (risate). Questa parola etrusca è quindi rimasta nel gergo popolare di questo popolo. Non trova ciò interessante?
* *NO, PERCHE’ SI DEVE SEMPRE PRIVILEGIARE LA SOLUZIONE PIU’ SEMPLICE: IL TOSC. CACHINNO DERIVA DAL LAT.CACHINNUS
* *A proposito del vocabolo ‘celthis’ a pag. 63 del Suo Dizionario, esso viene confrontato con ‘Celthei’, Celta, antroponimi di origine etrusca. Mentre lo stesso viene tradotto con “bagolaro”. A me risulta che con “bagolaro” (emiliano “bagoler”), i miei genitori, emiliano-romagnoli, che parlavano quel dialetto intendevano un posto disordinato (un ‘casino’ si direbbe oggi). ‘Bagolaro’ è inoltre un albero che ha la caratteristica di rimuovere e portare alla superficie per mezzo delle sue radici, sassi e terra, creando un posto inospitale attorno al suo fusto. Questo albero, guarda caso, si trova anche nel parco archeologico di Vulci. Tutto ciò, secondo Lei, è una fortunata coincidenza?
* *NO, IL FITONIMO ETRUSCO CELTHIS NON HA NULLA A CHE FARE COL FITONIMO ITAL. BAGOLARO, NONOSTANTE IL LORO COMUNE SIGNIFICATO
* *‘Sagina’ (lat.) equivarrebbe a “cibo, cibo per ingrasso, ecc” e sarebbe da con frontare con l’etr. ‘zacinai’. Dalle cime della saggina, private dei loro semi, in Toscana, da sempre si sono fatte le comuni granate per spazzare. Conosciamo l’equivalente etrusco di spazzare?
* *NO, NON LO CONOSCIAMO.*

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