| Una corrispondenza inviataci da Accademia Kronos ci fa riflettere sul futuro dell’energia nel nostro paese |
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Una corrispondenza inviataci da Akkademia Kronos ci fa riflettere sul futuro dell’energia nel nostro paese. Da qualche tempo si è tornato a parlare di nuove centrali nucleari e uno dei siti prescelti sembra essere Montalto di Castro.
Il fotovoltaico sembrerebbe essere la migliore energia alternativa ma soffre anch’esso di alcune controindicazioni.
Ma vediamo i pro e i contro:
I
punti pro del fotovoltaico
- Energia gratuita e inesauribile;
- Mitigazione climatica ottimale;
- Realizzazione di un grande impianto fotovoltaico in un paio di anni ( punto di paragone la recente centrale fotovoltaica di 30 MWh di Montalto di Castro realizzata in meno di 2 anni);
- Costi di esercizio molto contenuti.
I
punti sfavorevoli del fotovoltaico
- Necessità di estensioni di territorio ragguardevoli;
- Sottrazione di terreno agricolo ( solo pascolo per capi piccoli: pecore e capre);
- Non produce energia di notte;
- Determina fenomeni di microclima, alterando le temperature del terreno e di tutto l’ambiente circostante, soprattutto nei mesi estivi.
I pro delle centrali nucleari
- Nessuna emissione di CO2 nell’atmosfera – riduzione effetto serra;
- Nessun inquinamento nell’atmosfera soprattutto da particolato, SO2 e NOx;
- Occupazione di terreni in maniera contenuta, qualche ettaro;
- Riduzione drastica (quasi eliminazione) del trasporto via mare e terrestre dei combustibili per alimentare la centrale;
- Produzione di grande energia ( 1.600 MWh) in maniera continuativa senza rischi Black Out.
I punti sfavorevoli delle centrali nucleari
- Produzione di scorie radioattive;
- Area contaminata radioattivamente per secoli;
- Tempi di realizzazione ( dalla progettazione, alla costruzione fino alla messa in rete di energia elettrica) lunghissimi: dai 10 ai 12 anni;
- Costi di costruzione e di manutenzione altissimi.
Né l’una né l’altra ipotesi sembra possa offrire la soluzione del problema energetico; tantomeno è sostenibile la situazione attuale con mega centrali a olio combustibile, a gas o a carbone che inquinano fortemente e determinano un costo elevato per l’energia al consumatore finale, spesso lontano anche centinaia di chilometri dalla produzione.
La soluzione potrebbe
essere il decentramento della produzione elettrica, una sorta di federalismo
energetico. Se si vuole valorizzare il territorio nel campo dell’efficienza
energetica e dell’uso razionale dell’energia, diventano di fondamentale
importanza le risorse energetiche locali (generazione distribuita) e le filiere
corte (reti energetiche intelligenti). Di conseguenza, il sistema a reti
decentrate ed interconnesse (smart grid), dovrebbe essere non solo la
soluzione, ma anche la priorità, in un paese come il nostro. Se, poi, le
piccole e medie imprese si collegano in rete fra loro per azzerare anche i loro
rifiuti (solidi, liquidi e gassosi), allora il problema energetico e dell’uso
razionale delle risorse ambientali, sarebbe molto più facilmente risolvibile,
sia in termini di massima efficienza, sia in termini di minimo impatto
sull’ambiente, senza alcuna necessità di ricorrere ai mega impianti ad olio
combustibile, carbone e nucleari. Servirebbe solo un numero minimo di tali
grandi impianti nazionali, per motivi di sicurezza anche sulle reti
internazionali e per motivi di compensazione, nei momenti di minore
disponibilità di energia, sulle varie reti territoriali. Tra l’altro, solo nel
contesto della generazione distribuita e delle smart grids, le energie
rinnovabili hanno una reale possibilità di svilupparsi rapidamente e diventare
competitive.

























