Ritorna in libreria in una nuova edizione il saggio sui costumi sessuali degli Etruschi scritto da Giuseppe Moscatelli
La copertina del libro

 Il volume, un piccolo classico su un aspetto tanto particolare di questa antica civiltà, sfata radicati luoghi comuni e propone inedite interpretazioni su temi da sempre al centro della discussione. Abbiamo intervistato l'Autore.

Domanda: Come è nata questa nuova edizione del libro?

Risposta: La prima edizione è da tempo esaurita e c’era la necessità di aggiornare il saggio alle ultime scoperte archeologiche. Resta poi la considerazione che un libro del genere mancava: la bibliografia sugli etruschi è vastissima, ma non c’ era niente di specifico sull'eros.

Domanda: Di cosa tratta il libro in particolare?

Risposta: Il libro raccoglie le testimonianze storiche e iconografiche sui costumi sessuali degli etruschi. Ogni reperto viene analizzato, descritto e interpretato. E naturalmente illustrato con immagini tratte dagli affreschi delle tombe, dalle decorazioni delle ceramiche e da altri reperti, come ad es. gli specchi.

Domanda: Le immagini sono esplicite? è un libro per tutti?

Risposta: Le immagini sono esplicite e i testi molto specifici: si tratta comunque di reperti che sono liberamente esposti nei musei e visibili da chiunque, compresi i minori; così pure per quel che riguarda gli affreschi delle necropoli. Io ritengo tuttavia che il loro incontrovertibile valore di testimonianza storica e culturale si imponga sulla loro natura sostanzialmente pornografica.

Domanda: ci sono reperti che provengono dal nostro territorio?

Risposta: noi viviamo nel cuore dell'Etruria storica e la gran parte dei ritrovamenti archeologici considerati trova qui la sua origine. Per quanto riguarda Vulci, ad esempio, un intero capitolo è dedicato alla Tomba dei Tetnies. Sono pure considerate alcune ceramiche con soggetto erotico provenienti da Vulci e da Tarquinia. La parte più rilevante è naturalmente riservata alle tombe dipinte di Tarquinia: la tomba dei tori, la tomba della fustigazione, la tomba delle bighe…

Domanda: è un libro per "addetti ai lavori"?

Risposta: Assolutamente no. Non si tratta di un libro per cultori di storia o di archeologia. Il libro si rivolge semplicemente a chi ama la lettura. Non si tratta solamente di un saggio, ma di un racconto: il racconto dell'eros degli etruschi. Lo stile è volutamente antiaccademico, a tratti ironico, insomma godibile. Senza naturalmente rinunciare al rigore storico-scientifico.

Domanda: c'è qualche reperto inedito?

Risposta: Tutti i reperti sono noti e pubblicati anche se spesso pressoché sconosciuti ai più. Non si può negare che su questo tema molti autori, anche importanti, si sono autocensurati: talvolta minimizzando, altre volte trascurando, se non addirittura omettendo. E’ pressoché la prima volta che le emergenze archeologiche etrusche con soggetto erotico vengono così singolarmente descritte, e analizzate. Ho comunque sempre cercato di non limitarmi alla descrizione del reperto e all'analisi del suo contesto storico. Ho cercato di fornire una interpretazione e una chiave di lettura originali, talvolta con esiti che mi sembrano interessanti. 

Domanda: ad esempio?

Risposta: gli antichi consideravano gli etruschi come un popolo lascivo e corrotto dalla libidine, dedito ai vizi e cultore di ogni genere di piacere. Molti moderni, pur attenuando questo giudizio, lo hanno sostanzialmente avallato. In realtà si tratta di una sorta di leggenda metropolitana che non trova a mio giudizio riscontro nella oggettività delle testimonianze archeologiche. Chi ne ha fatto maggiormente le spese è stata la donna…

Domanda: in che senso?

Risposta: nel senso che la donna etrusca è stata sistematicamente diffamata dai contemporanei: troppo moderna per quei reazionari dei romani e troppo avanzata per quei misogini dei greci. Non così presso gli etruschi, dove tra i sessi vi era un rapporto di sostanziale parità giuridica.

Domanda: questo libro è nato sulle pagine di www.canino.info…

Risposta: è vero, ed è proprio il grande interesse che il tema ha suscitato che mi ha spinto ad ampliare, approfondire e organizzare la materia in un lavoro organico e, per quanto possibile, completo.

 


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