| Annunciata la scoperta della più antica tomba dipinta di Tarquinia (però non si conosce ancora la data certa e i dipinti sono solo macchie di colore) |
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L’ultima notizia comparsa sulla stampa, anche quella nazionale, titola: “Scoperta a Tarquinia la più antica tomba etrusca dipinta conosciuta”. Chi ha visitato la necropoli di Monterozzi a Tarquinia non può fare a meno di rievocare i maestosi affreschi della tomba dei Leopardi, della Caccia e della Pesca e di quella che finora si fregiava di essere la più antica, ovvero quella delle Pantere. La mente del lettore già immagina la scoperta di un vasto e significativo dipinto magari sul tipo di quello delle Anatre di Veio, il più antico affresco etrusco finora conosciuto. Leggendo il servizio, che è il classico comunicato stampa del direttore degli scavi, si comprende che le cose sono un po’ diverse. Durante la nuova campagna di scavi alla Doganaccia, nei pressi del tumulo della Regina, è stata scavata una tomba, datata (sembra) intorno al VII secolo a.C. (e quindi coeva alla tomba delle Pantere) che mostra tracce di intonaco bianco con labili macchie di colore rosso (vedi foto). ![]() Sinceramente non capiamo perché si debba fare del sensazionalismo su una scoperta di tale entità e di ancora dubbia datazione, mentre in quell’area si sta facendo un meritorio lavoro di scavo che sta portando alla luce un pregevole e originale complesso funerario. La ricerca archeologica non ha bisogno di sensazionalismi, deve andare avanti a piccoli passi, con il lavoro paziente di coloro che con passione non cercano la gloria ma vogliono solo capire il significato delle vestigia del passato. |


























