Imperdonabili sottovalutazioni, inqualificabili omissioni e la solita tentazione di risolvere “all’italiana” un problema importante e già noto da anni
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  che si poteva affrontare e risolvere definitivamente con interventi per certi versi banali di potabilizzazione. Così Legambiente commenta la questione dell’Arsenico nell’acqua di 128 comuni italiani, tra cui quasi tutti quelli del viterbese, che supera la soglia consentita di 20 μg/litro stabilita dalla Comunità Europea e derogata per anni fino a 50 μg/litro con un probabile danno alla salute dei cittadini e senza che la maggior parte delle Amministrazioni locali abbiano fatto altro se non chiedere ulteriori proroghe. Ora, nei 128 comuni interessati, e Canino è fra questi, una volta che la direttiva europea sarà recepita dalle Regioni, si dovrà procedere con un’ordinanza che vieti l’uso potabile dell’acqua del rubinetto. Nel frattempo, nel minor tempo possibile, i Comuni dovranno mettere a norma gli impianti, con filtri e depuratori appositi che garantiranno il ritorno dell’acqua potabile nelle case dei cittadini. Se non si interverrà per ridurre le concentrazioni di arsenico nell’acqua potabile in quei 128 comuni, la Commissione europea non potrà che avviare una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la mancata applicazione della normativa vigente relativa alle deroghe ai valori limite stabiliti per l’acqua destinata al consumo umano.  

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