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Siamo ormai in
prossimità delle feste di Natale e prendiamo l’occasione
dell’invio delle nostre notizie per augurare a tutti di cuore ogni
bene e pace. La nascita di Gesù ogni anno ci richiama alla pace,
alla bontà, all’amore per i piccoli, i poveri, gli emarginati, i
malati e piagati dalla vita nel corpo e nello spirito. Ci invita a
pensare a quella moltitudine immensa di persone che vive in nazioni
povere e quindi sono poveri loro, la loro famiglia, i loro bambini,
a cui non possono, con dolore, assicurare quel minimo che è
diritto della dignità di ogni persona: il pane quotidiano,una casa
confortevole, la scuola, le cure mediche se sono malati, un
ambiente sicuro. Non lasciamoci prendere dall’egoismo, dalla
tristezza, dalla paura che bloccano la generosità e la gioia. Il
gene del dono è dentro ciascuno di noi, seminato nei luoghi più
profondi del nostro spirito e del nostro essere e quando riesce a
germogliare produce frutti meravigliosi di amore e di gioia che
rendono più vera e felice la vita. Cosa possiamo fare di fronte a
questo oceano di necessita’? Non rifiutare il nostro piccolo
contributo. Goccia dopo goccia nasce un fiume , un lago, una
civilta’ nuova : quella dell’amore. Don Orione amava ripetere: “C’è
più gioia nel dare che nel ricevere” e “Solo la Carità salverà il
mondo”. Seminiamo a larga mano nei solchi della vita semi di carità
e d’amore. “Chi dona al povero, dona a Dio”.
La cronaca del
mese di novembre è un po’ particolare. 1 e 2 festa dei santi e
ricordo dei defunti. Le celebrazioni si sono svolte nei vari
cimiteri con grande partecipazione di popolo. C’è verso i defunti
un ricordo e una devozione particolare. Il 3 a Bardhaj sono
iniziati i primi corsi professionali: meccanica, intarsio,
sartoria, computer e corso completamente nuovo, parruccheria, molto
ricercato dalle ragazze. Si cerca di dare le basi per un mestiere a
tanti giovani e ragazze perché possano affrontare la vita,
provvedere al loro sostentamento e sviluppare le loro attitudini e
capacità. Ad Oblike inizia un piccolo corso di doposcuola per 10
ragazzi che hanno qualche difficolta’ nell’apprendimento. Cerchiamo
di aiutarli a mettersi al passo con gli altri.
Don Dorian parte
per il corso di formazione permanente a Montebello della Battaglia
(PV), qualche giorno dopo il 6 anche don Giuseppe va per l’incontro
dei segretariati e per il consiglio provinciale a Roma. Don Rolando
rimane a custodia delle postazioni.
Per fortuna
quando si verificano situazioni come questa ci sono sempre altri
missionari della diocesi pronti a dare una mano a chi si trova in
difficoltà. E’ una bella collaborazione che ci rende attenti gli
uni agli altri e che rafforza l’amicizia sacerdotale e mostra segni
concreti di collaborazione e unità. Il 16, come ormai da tradizione
abbiamo avuto l’incontro di preghiera nel ricordo di san Rocco e
san Luigi Orione con una folta partecipazione di fedeli e devoti
provenienti dalla città.
Il 17
approfittando della giornata mite abbiamo raccolto le olive. Quegli
alberelli piantati 7 anni fa, sono cresciuti e quest’anno ci hanno
donato frutti abbondanti: 239 Kg trasformatisi poi al frantoio in
35 litri di olio dal profumo delicato..
Il 20 abbiamo
voluto festeggiare solennemente la Madonna della Divina Provvidenza
patrona principale della nostra congregazione insieme ai
confratelli di Elbasan.
C’è un po’ di
fatica perché tra andata e ritorno sono 6 ore di viaggio, ma la
gioia dell’incontro cancella ogni stanchezza.
Il 22 mattina
abbiamo celebrato in cattedrale il funerale di don Luigi Kçira,
sacerdote anziano albanese, 83 anni, che durante il comunismo ha
fatto 10 anni di prigione e altri 10 di campo di lavoro forzato.
Tre vescovi, 40 sacerdoti e la cattedrale stracolma di fedeli
erano presenti alle sue esequie per l’ultimo saluto. Testimone
della persecuzione comunista fu accusato ancora ventenne di
attività anticomuniste insieme a padre Daniel Dajani, padre
Giovanni Fausti, il seminarista Mark Ciuni, don Gjon Shlaku ed
altri( Sono i padri gesuiti di cui i nostri giovani di Bardhaj
hanno rappresentato il dramma). Tutti furono condannati a morte e
fucilati nel 1946, lui fu assolto per la sua giovane età dicevano
traviato dai condannati.
Avendo vissuto in prima persona il
processo farsa, con accuse inventate, avendo visto i
maltrattamenti, le torture, le offese ricevute, avendo ascoltato
l’ultimo grido “ Viva Cristo Re” prima della scarica delle
pallottole da quei sacerdoti martiri per la fede di cui è in atto
il processo di beatificazione, decise in cuor suo di prendere il
loro posto e nonostante le difficoltà, le minacce e il pericolo,
studiò di nascosto e fu ordinato sacerdote. Mite di natura ma forte
di fronte ai persecutori è stato un testimone vivente fino ad oggi
quando il Signore lo ha chiamato a ricevere il premio per la sua
fedeltà.
Il tempo in
questa settimana è peggiorato molto, sono cadute piogge
abbondanti come non succedeva da anni e il livello del lago si è
innalzato di 2 metri allagando molte zone che da tempo non erano
invase dalle acque e su cui incautamente diverse persone hanno
costruito case e capannoni ora sommersi. Il 28 e 29 novembre qui
in Albania è festa nazionale. La festa della bandiera e della
liberazione. Due avvenimenti storici avvenuti il primo il 28 / 11 /
1912 verso la fine della prima guerra balcanica, quando gli stati
europei ( Inghilterra, Francia e Italia ) più Grecia , Serbia,
Montenegro e Bulgaria attaccarono l’impero Ottomano ormai in
sfacelo per strappargli dei territori. I turchi furono sconfitti,
ne approfittarono allora i patrioti albanesi per dichiarare
l’indipendenza con il gesto di innalzare a Valona la bandiera
nazionale: La cosa non fu accolta dagli stati vincitori che si
spartirono il territorio albanese fino alla fine della 1° guerra
mondiale quando nella conferenza di Londra 1920, furono sanciti i
confini attuali con grande dispiacere degli albanesi perché metà
della etnia rimase fuori, negli stati confinanti fino ai giorni
nostri.
Il 29 invece
ricorda la liberazione dell’Albania dai tedeschi subentrati agli
italiani dopo l’8 settembre del 1943 nei balcani. Nel 1944
incalzati dalle armate anglo-americane si ritirarono lasciando
purtroppo l’Albania e la Iugoslavia nelle mani dei partigiani
comunisti di Tito e di Enver Oxha cadendo cosi’ sotto un’altra
oppressione ancora piu’ dura terminata solo dopo la caduta del
comunismo. I segni di questi fatti li stiamo vivendo ancora oggi
perché proprio il 29 è stata inaugurata e consacrata a Scutari la
chiesa di san Nicola, molto venerato in tutto il nord dell’Albania.
La chiesa al contrario di altre trasformate fu interamente
distrutta, rasa al suolo. Sul terreno sgombrato dalle macerie è
stata costruita una scuola e un campo sportivo con palestra. La
scuola è rimasta ma ora al suo fianco è risorta la chiesa di san
Nicola. Per questa consacrazione dal valore altamente simbolico( i
potenti, i persecutori cadono e scompaiono, la Chiesa risorge), è
venuto il cardinal Salvatore De Giorgi, emerito di Palermo,
circondato dai vescovi Albanesi, da molti sacerdoti e da numeroso
popolo, che nonostante il tempo pessimo - ha piovuto a dirotto per
tutta la mattinata - ha preso parte alla solenne liturgia.
La sorpresa per
noi è stata la sera quando l’arcivescovo ci ha chiesto se per la
cena potevamo ospitare a Shiroka il cardinale e altri sacerdoti.
Con molta gioia abbiamo pregato insieme e il cardinale ci ha
espresso il suo amore e la sua devozione per il nostro fondatore
san Luigi Orione e l’ammirazione per molti nostri confratelli che
ha conosciuto personalmente quando era vescovo di Foggia e poi i
nostri di Palermo, da ultimo durante la cena ha voluto che
chiamassimo al telefono il superiore generale don Flavio Peloso,
che conosce personalmente, per un amichevole saluto dall’Albania.
E’ stata una serata fraterna, anche l’arcivescovo è rimasto molto
contento per l’ accoglienza semplice e famigliare riservata al
cardinale, a lui, al vicario generale al parroco della cattedrale e
padre Leonardo e fra Vincenzo postulatori della causa dei martiri
albanesi.
Il 30 domenica
il tempo è migliorato e ci ha visti impegnati nei vari villaggi
come consueto: All’inizio del nuovo anno liturgico a Bardhaj al
mattino, poi nel pomeriggio anche ad Oblike abbiamo avuto la
promessa di fedeltà e impegno per Gesù e per il servizio all’altare
dei nuovi ministranti. 27 sono quelli di Oblike, più di 50 quelli
Bardhaj. Il lavoro pastorale è grande, ma ora più ripartito per la
presenza giovanile in comunità di don Dorian che dopo gli studi
alla università Gregoriana, il corso di formatore all’UPS,dai
salesiani e l’esperienza nella nostra parrocchia romana di
Ognissanti, con entusiasmo ha preso contatto con la realtà di
Bardhaj, Bardhanjor e della zona Ana e Malit a noi affidate. Deo
gratias. Ringraziamo il Signore per il suo arrivo.
Auguriamo a
tutti ogni bene. Ricordiamoci a vicenda nella preghiera e buona
fine di avvento in preparazione alla festa della nascita di Gesù.
Il Signore vi benedica.
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Madonna della
Divina Provvidenza ad Elbasan
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