Notizie da Shiroka del mese di Novembre 2008

 


 

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di Don Rolando Reda

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Siamo ormai in prossimità delle feste di Natale e  prendiamo l’occasione dell’invio delle nostre notizie per augurare a tutti di cuore ogni bene e pace. La nascita di Gesù ogni anno ci richiama alla pace, alla bontà, all’amore per i piccoli, i poveri, gli emarginati, i malati e piagati dalla vita nel corpo e nello spirito. Ci invita a pensare a quella moltitudine immensa di persone che vive in nazioni povere e quindi sono poveri loro, la loro famiglia, i loro bambini, a cui non possono, con  dolore, assicurare quel minimo che è diritto della dignità di ogni persona: il pane quotidiano,una casa confortevole, la scuola, le cure mediche se sono malati, un ambiente sicuro. Non lasciamoci prendere dall’egoismo, dalla tristezza, dalla paura che bloccano la generosità e la gioia. Il gene del dono è dentro ciascuno di noi, seminato nei luoghi più profondi del nostro spirito e del nostro essere e quando riesce a germogliare produce frutti meravigliosi di amore e di gioia che rendono più vera e felice la vita.  Cosa possiamo fare di fronte a questo oceano di necessita’? Non rifiutare il nostro piccolo contributo. Goccia dopo goccia nasce un fiume , un lago, una civilta’ nuova : quella dell’amore. Don Orione amava ripetere: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere” e “Solo la Carità salverà il mondo”. Seminiamo a larga mano nei solchi della vita semi di carità e d’amore. “Chi dona al povero, dona a Dio”.

La cronaca del mese di novembre è un po’ particolare. 1 e 2 festa dei santi e ricordo dei defunti. Le celebrazioni si sono svolte nei vari cimiteri con grande partecipazione di popolo. C’è verso i defunti un ricordo e una devozione particolare. Il 3 a Bardhaj sono iniziati i primi corsi professionali: meccanica, intarsio, sartoria, computer e corso completamente nuovo, parruccheria, molto ricercato dalle ragazze. Si cerca di dare le basi per un mestiere a tanti giovani e ragazze perché possano affrontare la vita, provvedere al loro sostentamento e sviluppare le loro attitudini e capacità. Ad Oblike inizia un piccolo corso di doposcuola per 10 ragazzi che hanno qualche difficolta’ nell’apprendimento. Cerchiamo di aiutarli a mettersi al passo con gli altri.

Don Dorian parte per il corso di formazione permanente a Montebello della Battaglia (PV), qualche giorno dopo il 6 anche don Giuseppe va per l’incontro dei segretariati e per il consiglio provinciale a Roma. Don Rolando rimane a custodia delle postazioni.

Per fortuna quando si verificano situazioni come questa ci sono sempre altri missionari della diocesi pronti a dare una mano a chi si trova in difficoltà. E’ una bella collaborazione che ci rende attenti gli uni agli altri e che rafforza l’amicizia sacerdotale e mostra segni concreti di collaborazione e unità. Il 16, come ormai da tradizione abbiamo avuto l’incontro di preghiera nel ricordo di san Rocco e san Luigi Orione con una folta partecipazione di fedeli e devoti provenienti dalla città.

Il 17 approfittando della giornata mite abbiamo raccolto le olive. Quegli alberelli piantati 7 anni fa, sono cresciuti e quest’anno ci hanno donato frutti abbondanti: 239 Kg  trasformatisi poi al frantoio in 35 litri di olio dal profumo delicato..

Il 20 abbiamo voluto festeggiare solennemente la Madonna della Divina Provvidenza  patrona principale della nostra congregazione  insieme ai confratelli di Elbasan.

C’è un po’ di fatica perché tra andata e ritorno sono 6 ore di viaggio, ma la gioia dell’incontro cancella ogni stanchezza.

Il 22 mattina abbiamo celebrato in cattedrale il funerale di don Luigi Kçira, sacerdote anziano albanese, 83 anni, che durante il comunismo ha fatto 10 anni di prigione e altri 10 di campo di lavoro forzato. Tre vescovi,  40 sacerdoti e la cattedrale stracolma di fedeli erano presenti alle sue esequie per l’ultimo saluto.  Testimone della persecuzione comunista fu accusato ancora ventenne di attività anticomuniste insieme a padre Daniel Dajani, padre Giovanni Fausti, il seminarista Mark Ciuni, don Gjon Shlaku ed altri( Sono i padri gesuiti di cui i nostri giovani di Bardhaj hanno rappresentato il dramma). Tutti furono condannati a morte e fucilati nel 1946, lui fu assolto per la sua giovane età dicevano traviato dai condannati.

Avendo vissuto in prima persona il processo farsa, con accuse inventate, avendo visto i maltrattamenti, le torture, le offese ricevute, avendo ascoltato l’ultimo grido “ Viva Cristo Re” prima della scarica delle pallottole da quei sacerdoti martiri per la fede di cui è in atto il processo di beatificazione, decise in cuor suo di prendere il loro posto e nonostante le difficoltà, le minacce e il pericolo, studiò di nascosto e fu ordinato sacerdote. Mite di natura ma forte di fronte ai persecutori è stato un testimone vivente fino ad oggi quando il Signore lo ha chiamato a ricevere il premio per la sua fedeltà.

 Il tempo in questa settimana  è peggiorato molto, sono cadute piogge  abbondanti come non succedeva da anni e il livello del lago si è innalzato di 2 metri allagando molte zone che da tempo non erano invase dalle acque e su cui incautamente diverse persone hanno costruito case e  capannoni ora sommersi. Il 28 e 29 novembre qui in Albania è festa nazionale. La festa della bandiera e della liberazione. Due avvenimenti storici avvenuti il primo il 28 / 11 / 1912 verso la fine della prima guerra balcanica, quando gli stati europei ( Inghilterra, Francia e Italia ) più Grecia , Serbia, Montenegro e Bulgaria attaccarono l’impero Ottomano ormai in sfacelo per strappargli dei territori. I turchi furono sconfitti, ne approfittarono allora i patrioti albanesi per dichiarare l’indipendenza con il gesto di innalzare a Valona la bandiera nazionale: La cosa non fu accolta dagli stati vincitori che si spartirono il territorio albanese fino alla fine della 1° guerra mondiale quando nella conferenza di Londra 1920, furono sanciti i confini attuali con grande dispiacere degli albanesi perché metà della etnia rimase fuori, negli stati confinanti fino ai giorni nostri.

Il 29  invece ricorda la liberazione dell’Albania dai tedeschi subentrati agli italiani dopo l’8 settembre del 1943 nei balcani. Nel 1944 incalzati dalle armate anglo-americane si ritirarono lasciando purtroppo l’Albania e la Iugoslavia nelle mani dei partigiani comunisti di Tito e di Enver Oxha cadendo cosi’ sotto un’altra oppressione ancora piu’ dura terminata solo dopo la caduta del comunismo. I segni di questi fatti li stiamo vivendo ancora oggi perché proprio il 29 è stata inaugurata e consacrata a Scutari la chiesa di san Nicola, molto venerato in tutto il nord dell’Albania. La chiesa al contrario di altre trasformate fu interamente distrutta, rasa al suolo. Sul terreno sgombrato dalle macerie è stata costruita una scuola e un campo sportivo con palestra. La scuola è rimasta ma ora al suo fianco è risorta la chiesa di san Nicola. Per questa consacrazione dal valore altamente simbolico( i potenti, i persecutori cadono e scompaiono, la Chiesa risorge), è venuto il cardinal Salvatore De Giorgi, emerito di Palermo, circondato dai vescovi Albanesi, da molti sacerdoti e da numeroso popolo, che nonostante il tempo pessimo - ha piovuto a dirotto per tutta la mattinata - ha preso parte alla solenne liturgia.

La sorpresa per noi è stata la sera quando l’arcivescovo ci ha chiesto se per la cena potevamo ospitare a Shiroka il cardinale e altri sacerdoti.  Con molta gioia abbiamo pregato insieme e il cardinale ci ha espresso il suo amore e la sua devozione per il nostro fondatore san Luigi Orione e l’ammirazione per molti nostri confratelli che ha conosciuto personalmente quando era vescovo di Foggia e poi i nostri di Palermo, da ultimo durante la cena ha voluto che chiamassimo al telefono il superiore generale don Flavio Peloso, che conosce personalmente, per un amichevole saluto dall’Albania. E’ stata una serata fraterna, anche l’arcivescovo è rimasto molto contento per l’ accoglienza semplice e famigliare riservata al cardinale, a lui, al vicario generale al parroco della cattedrale e padre Leonardo e fra Vincenzo postulatori  della causa dei martiri albanesi.

Il 30 domenica il tempo è migliorato e ci ha visti impegnati nei vari villaggi come consueto: All’inizio del nuovo anno liturgico a Bardhaj al mattino, poi nel pomeriggio anche ad Oblike abbiamo avuto la promessa di fedeltà e impegno per Gesù e per il servizio all’altare dei nuovi ministranti. 27 sono quelli di Oblike, più di 50 quelli Bardhaj. Il lavoro pastorale è grande, ma ora più ripartito per la presenza giovanile in comunità di don Dorian che dopo gli studi alla università Gregoriana, il corso di formatore all’UPS,dai salesiani e l’esperienza nella nostra parrocchia romana di Ognissanti, con entusiasmo ha preso contatto con la realtà di Bardhaj, Bardhanjor e della zona Ana e Malit a noi affidate. Deo gratias. Ringraziamo il Signore per il suo arrivo.

Auguriamo a tutti ogni bene. Ricordiamoci a vicenda nella preghiera e buona fine di avvento in preparazione alla festa della nascita di Gesù. Il Signore vi benedica.

 

 

 

 

 

 


Don Rolando ed il nunzio Ramiro Moliner Ingles

Don Rolando il card. D Giorgi, Il nunzio, don Gjovalin e don Martin
Noi, il cardinale, il vescovo e gli amici
Ministranti ad Oblike

Madonna della Divina Provvidenza ad Elbasan

 


 

 
 
 

 

 
                             

                                                                                 

 

 
  
 

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