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Il mese di
dicembre ultimo mese dell’anno è caratterizzato dalle feste di
Natale e di fine anno. L’attesa, la preparazione, i presepi,
l’albero di Natale per i cristiani, ma anche per tutti gli altri,
mussulmani compresi, le luminarie e gli addobbi in città e nei
negozi hanno creato un’atmosfera di festa gioiosa. Qui, nel nord
dell’ Albania, è concentrato il numero più alto di cattolici e le
manifestazioni sono state ancora più visibili. C’è il pericolo,
come è successo in diversi stati dell’occidente che diventino solo
feste commerciali, consumistiche, ma per il momento ringraziamo il
Signore della situazione, perché tutte le tv hanno parlato del
Natale spiegando chi è nato e l’origine storica di questa festa,
molti non sanno niente sul Natale e su Gesù.
Il mese lo
abbiamo iniziato con una visita ai nostri confratelli di Elbasan.
Il 2 ha avuto
inizio a Oblike un corso di sartoria. 12 le donne del villaggio
con entusiasmo hanno intrapreso questa scuola. E’ un segno di
speranza che può dare inizio ad un cambiamento virtuoso che dia la
possibilità di intraprendere anche una serie di piccoli lavori in
casa e fuori per il miglioramento della loro situazione economica,
ma soprattutto per lo sviluppo delle loro capacità, della loro
autostima e del loro valore come persone. La comunità è molto
povera ha bisogno di evangelizzazione e promozione umana. Il 3
abbiamo iniziato a Muriqan il triduo in preparazione della festa di
san Nicola patrono del villaggio. Caratteristica particolare di due
santi qui in Albania, san Nicola e santo Antonio da Padova, è che
sono venerati anche da molti mussulmani. Il giorno 6 la
celebrazione solenne è stata presieduta da don Dorian, poi siamo
stati invitati tutti e tre a pranzo dal responsabile della Chiesa.
Alla sera don Giuseppe è partito per l’Italia per partecipare
all’incontro dei segretariati e poi al consiglio provinciale.
Il giorno 8,
festa dell’Immacolata, qui non è giornata festiva ma quest’anno
abbiamo potuto celebrarla in modo solenne perché nello stesso
giorno è capitata la festa mussulmana del “Bajram Kurban” o piccolo
Bajram che cade 60 giorni dopo la fine del Ramadam, il mese del
digiuno per i mussulmani. E’ festa nazionale ! Ricorda il
sacrificio di Abramo, messo alla prova dal Signore, sul monte Moria
dove sorgerà poi il tempio è pronto a sacrificare il figlio
Isacco, ma viene fermato dall’angelo del Signore nel momento
cruciale dell’offerta e al posto del figlio sacrifica un’ariete. In
questo giorno vengono uccisi, con un rituale particolare, tanti
agnelli e capretti e l’invito che fanno è di donare una parte della
carne per i poveri e questo molti mussulmani lo fanno, solo però a
favore di altri mussulmani. Ma grazie a questa festa riconosciuta
dallo stato anche noi abbiamo festeggiato l’Immacolata con
particolare solennità e partecipazione dei fedeli.
Per tutta la
settimana il tempo è stato perturbato, ci sono state
abbondantissime piogge e il livello del lago si è alzato di quasi 2
metri. Ci sono stati allagamenti. Parecchie persone hanno costruito
abusivamente vicino al lago e ai fiumi, e ora piangono la loro
imprudenza. Anche don Giuseppe ha trovato difficoltà nel ritorno,
la nave a causa del mare mosso, è arrivata con 4 ore di ritardo.
Nel porto di Durazzo un traghetto ha rotto gli ormeggi e ha
affondato alcuni pescherecci.
Il 16, inizio
della novena di Natale, abbiamo ricordato a Shiroka, san Rocco e
san Luigi Orione, i partecipanti non erano numerosi, il freddo e la
pioggia ha frenato molti. Abbiamo organizzato liturgie penitenziali
nei vari villaggi e la gente è venuta per le confessioni.
Ringraziamo il Signore perché sono venuti molti..
Sabato 20, in
preparazione al Natale, don Dorian ha incontrato i giovani di
Elbasan, don Giuseppe ha tenuto un ritiro spirituale con i
catechisti e animatori di Bardhaj, nel convento delle suore
Clarisse di Scutari e don Rolando è andato a Beltoja, un villaggio
fuori Scutari con i giovani e i bambini dell’asilo di Oblike per
una festa sul Natale in collaborazione con altri 4 centri. Ognuno
ha presentato, scenette, poesie, dialoghi, balli e canti. E’ stato
molto bello. E’ stata la prima vota che i nostri escono dal
villaggio per proporre qualcosa di bello ad altri. Passata la prima
emozione ne sono rimasti molto contenti. Il 22 i bambini
dell’asilo di Bardhaj hanno presentato uno spettacolo per i
genitori per la chiusura dell’asilo. Il 23 la festa si è fatta ad
Oblike per tutto il villaggio. E’ molto bello quando il messaggio
del Natale: speranza , amore, solidarietà, pace, viene presentato
dai bambini. Lo comprendono tutti.
La sera del 24
abbiamo avuto la celebrazione notturna in quattro villaggi: Bardhaj
alle 19, Obot alle 21,30, Shiroka alle 22. Oblike alle 23.Nel
giorno di Natale le celebrazioni in tutti i villaggi. La
partecipazione dei fedeli è stata molto grande, le chiese erano
stracolme. Speriamo che anche quelli che vengono raramente abbiano
accolto l’annuncio gioioso ma impegnativo di questo bimbo nato per
noi.
Il 26 nella
nostra diocesi di Scutari è la festa della cattedrale, dedicata a
santo Stefano. Alle 10 la concelebrazione solenne con il vescovo,
alle 12 una messa speciale sulla collina di Rozafa dove ci sono i
resti della prima cattedrale di Scutari risalente all’XI° secolo e
poi dopo la caduta della città in mano ai turchi alla fine del 1400
fu trasformata in moschea e per circa 350 anni Scutari non ha più
avuto una cattedrale fino al 1858 quando si cominciò a costruire
l’attuale. Un manipolo di volenterosi e 5 sacerdoti hanno celebrato
tra le rovine. Era molto freddo, soffiava la tramontana. Il 27 i
giovani della diocesi, tra cui i nostri di Bardhaj e Oblike, hanno
preso parte all’ultimo incontro di formazione di fine anno, al
villaggio della pace. Negli ultimi giorni del 2008 si è diffusa
ovunque, come una febbre da preparativi che ha contagiato tutti.
Sono tornati molti emigranti con molti regali e un po’ di soldi
risparmiati e la festa è stata più gioiosa. La veglia per l’ultimo
dell’anno è l’unica vissuta con gioia da tutti gli albanesi senza
distinzione di fede, di colore e di età. Tutti, grandi e piccoli,
si preparano e aspettano per scambiarsi gli auguri e fare un po’ di
confusione con bombette, fuochi d’artificio e qualsiasi cosa che
scoppi. Per fortuna che l’uso delle armi è andato scemando molto
anche perché dopo 12 anni dalla rivoluzione del ‘97, le riserve
gratuite sono finite e chi vuole pallottole le deve comprare a
borsa nera e sono care.
Un grazie di
cuore a tutti voi che ci avete seguito durante questo 2008.
Continuate a sostenere la missione e le sue attività con la
preghiera e le vostre offerte anche in questo nuovo anno da poco
iniziato e il Signore vi doni gioia e pace.
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