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Il mese di
febbraio è il più corto dell’anno ma è stato ricco di avvenimenti.
Il proverbio
romano riguardante febbraio dice “ Per la Candelora ( 2 febbraio)
dell’inverno semo fora, ma se piove e tira vento dell’inverno semo
drento”. Così è andata. Al mattino abbiamo fatto l’incontro di
tutti i religiosi, una bella celebrazione, ed il tempo si è
mantenuto buono. Nel pomeriggio ha cominciato a piovere e poi è
stato un crescendo di perturbazioni una dietro l’altra.
Alla sera del 2
don Dorian ha raggiunto don Giuseppe Testa a Durazzo e insieme sono
andati fino a Palermo per l’incontro dei sacerdoti giovani che
sotto la guida di don Achille vicario generale e di don Franco
Galizia direttore del villaggio del fanciullo si svolto là con
soddisfazione di tutti i partecipanti. A causa del mare agitato la
nave ha fatto quasi 3 ore di ritardo. Il 3 ricordo di san Biagio
abbiamo avuto un grande afflusso di fedeli alle celebrazioni nei
villaggi perchè c’è una grande devozione verso questo santo
protettore della gola. L’influenza anche qui in Albania ha colpito
tantissime persone compreso don Rolando che ha passato diversi
giorni al letto con la febbre..
Il giorno 7
anche don Giuseppe è partito per Roma per l’incontro dei
segretariati e poi il consiglio provinciale. Il tempo è stato
sempre molto piovoso ma la notte del 12 c’è stata la prima nevicata
che ha imbiancato anche Il Tarabosh, la montagna di 700 metri che
abbiamo alle spalle di Shiroka, poi però ha piovuto e tutto si è
sciolto.
La sorpresa è
venuta qualche giorno dopo, la notte del 18. Il mattino dopo ci
siamo svegliati con uno strano silenzio, tutto era bianco ricoperto
di neve, la luce non c’era e nessuno si muoveva. Quasi mezzo metro
di neve aveva ricoperto tutto anche in città. Il panorama era
bellissimo ma i disagi notevoli. Scuole chiuse, autobus fermi,
difficoltà a muoversi, i negozi senza rifornimenti, tutti a spalare
neve. Poi hanno inviato una ruspa che ha aperto la strada di
Shiroka, per la città. Don Giuseppe è arrivato fino a Bardhaj e
purtroppo il peso della neve ha fatto crollare la recinzione del
campo di calcetto, molti alberi in città e nel bosco sono stati
spezzati o divelti. In diversi luoghi sono caduti i fili della luce
o addirittura come da noi un palo. Siamo rimasti 48 ore senza luce
prima del ripristino. Insomma un’avventura. Per fortuna poi abbiamo
avuto diversi giorni di sole e la situazione è ritornata lentamente
alla normalità.
Alla sera del 21
ci è giunta la notizia della morte di mons. Zef Simoni, vescovo
ausiliare emerito di Scutari. 81 anni di età, 12 anni passati in
carcere durante il comunismo, primo parroco della cattedrale di
Scutari dopo la caduta del regime. Fu consacrato vescovo insieme a
padre Robert Ashta, don Frano Ilia e don Rrok Mirdita, unico ancora
vivente arcivescovo di Tirana, il 25 aprile del 1993 da Giovanni
Paolo II° durante la storica visita che fece in Albania. Ha scritto
diversi libri di ricordi sulla persecuzione del comunismo contro la
Chiesa Cattolica e sulla sua prigionia. Uno dei testimoni di quel
periodo buio che ha parlato e raccontato qualcosa.
Il 22 è arrivata
da Paternò ( CT ) una coppia: Antonio e Patrizia. Due stilisti.
Hanno tenuto uno stage intensivo di una settimana alle nostre
ragazze del corso di parruccheria. L’entusiasmo è stato grande
anche perché sono molto bravi sia tecnicamente e molto ricchi
umanamente. Fanno parte del gruppo di famiglie che frequentano il
nostro santuario della Madonna della Consolazione di Paternò e
collaborano con i nostri confratelli. Si sono adattati senza
problemi all’ambiente e ci hanno portato una ventata di entusiasmo
anche perché sono del gruppo che anima con il canto le
celebrazioni. Li ringraziamo di cuore per la disponibilità e la
gioia.
Il 23 in
cattedrale a Scutari ci sono stati i funerali di mon. Zef Simoni.
C’è stata una grande partecipazione dei vescovi non solo
dell’Albania ma anche del Kosovo e del Montenegro, tanti sacerdoti
concelebranti e tanta gente. Hanno partecipato al funerale anche il
primo ministro Sali Berisha e la presidente del parlamento albanese
Josefina Topalli . Mons Zef è stato tumulato nella cripta della
cattedrale dove sono sepolti altri vescovi e il cardinale Michele
Kolici. Molti fedeli sono poi passati a rendere omaggio alla tomba
e a confortare il fratello sacerdote don Giorgio e la sorella
Cilietta, anche loro molto anziani.
Il 24 ultimo
giorno di carnevale, il tempo era brutto, faceva freddo, non si è
fatto proprio nulla, anche perché qui non esiste la tradizione del
carnevale, ma non ne abbiamo sentito la mancanza. Cosa importante
invece è che c’è una fabbrica qui a Scutari che confeziona le
maschere e poi le spedisce in Italia. Vi lavorano 300 operai e per
loro il carnevale è molto importante perché è il posto di lavoro e
un salario per vivere, allora evviva il carnevale.
Il 25 è iniziata
la quaresima. Ovunque c’è stata una affluenza di fedeli grande per
le ceneri benedette, che non solo ricevono sulla testa ma poi in
piccole quantità portano a casa per gli ammalati o disperdono nei
campi da seminare in segno di benedizione.
Il 28 Patrizia e
Antonio dopo una settimana di lavoro intenso sono ripartiti per la
Sicilia contenti dell’esperienza fatta e con il desiderio di
ripeterla anche per controllare se le nostre ragazze progrediscono
nell’arte del taglio, dell’acconciatura dei capelli e nel trucco.
Li ringraziamo di cuore e li aspettiamo con gioia.
Auguriamo a
tutti una santa quaresima di preghiera e solidarietà. La crisi sta
facendo sentire il suo peso su molti, ma qui nei paesi più deboli
economicamente gli effetti sono ancora più negativi, non esistono e
non sono previsti ammortizzatori sociali, molti sperano e pregano
che i figli che lavorano in Italia, in Germania o in Grecia non
perdano il posto di lavoro perché sarebbe una catastrofe anche per
loro che sono sostenuti dalle loro rimesse.
Il Signore ci
benedica tutti, auguri di ogni bene,
Don Giuseppe,
don Rolando e don Dorian
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