Notizie del mese di Dicembre 2009 da Shiroka

 


 

Stampa

di Don Rolando Reda

Clicca sull'immagine per corrispondere con l'autore


 

Carissimi confratelli amici e benefattori vicini e lontani,

eccoci a voi per le notizie mensili con un po’ di ritardo a causa della emergenza inondazione che abbiamo vissuto fino alla domenica  24 gennaio giorno in cui le acque si sono ritirate e tutti son potuti ritornare alle proprie case, specialmente quelli di Obot, per cominciare a valutare i danni e ripulire abitazioni e cortili per riprendere una vita speriamo normale.

Il 2, dopo una settimana di vacanze per feste varie si è ripresa la scuola e le normali attività. Il 3 abbiamo iniziato il triduo di preparazione alla festa di san Nicola a Muriqan, con la benedizione delle case, l’incontro con le famiglie e le confessioni per tutti. Quest’anno la festa il 6 dicembre è caduto di domenica allora si è potuto fare una celebrazione più solenne e la partecipazione è stata più numerosa.

Il 7 sono arrivati i nostri confratelli di Elbasan e insieme abbiamo fatto un incontro di formazione e programmazione per l’anno 2010.

Il 12 i nostri ministranti di Bardhaj si sono incontrati con quelli delle altre parrocchie della zona pastorale nr. 3, di cui facciamo parte, in preparazione al Natale. Il 16 abbiamo avuto il ricordo di san Rocco e san Luigi Orione e  la visita della madre generale e dell’economa delle suore cappuccine che collaborano con noi a Obot. Ci sono state in questi giorni delle piogge intense , soprattutto la notte e una temperatura stranamente calda provocata dallo scirocco proveniente dall’Africa che ha fatto sciogliere la neve caduta sui monti. Nella settimana prima di Natale in tutte e 6 i nostri villaggi c’è stata una grande attività per le confessioni e la preparazione dei presepi nelle chiese. A Bardhaj  la preparazione del  presepe vivente guidata da don Dorian con l’aiuto delle suore Oblate ha entusiasmato  e così anche ad Oblike la festa di Natale. Molti sono stati i ragazzi, i giovani e anche adulti coinvolti in queste attività. In un paese a prevalenza mussulmana  questo è un modo per far vivere e coinvolgere tutti nel clima del Natale. I segni esterni sono pochi. Per la maggioranza mussulmana il giorno di Natale è un giorno qualsiasi di lavoro quindi viviamo in questa situazione di minoranza numerica e anche culturale. Il 23 sera ad Oblike, in una serata senza pioggia, in un clima sereno la comunità si è stretta intorno ai ragazzi e ai bimbi dell’asilo che hanno presentato poesie, scenette canti e balli per Gesù bambino. Il 24 sera prima della messa della notte a Bardhaj i 70 figuranti con costumi secondo la tradizione e animali veri,( pecore, asino cavallo…) hanno presentato il presepe vivente. C’è stata una grande partecipazione gioiosa di gente, piccoli e grandi. Non dovete pensare che questo sia un fatto semplice come in Italia. Le strade del villaggio sono senza illuminazione, non sono asfaltate e quindi piene di buche e di fango, sono molto pochi quelli che hanno una macchina, il villaggio è abbastanza esteso quindi per arrivare alla chiesa parecchi devono fare 20-30 minuti a piedi, andare di notte in chiesa con il freddo, richiede quindi una buona dose di coraggio. Nella notte le altre celebrazioni si sono svolte a Shiroka, Obot , Oblike e quest’anno anche a Muriqan. Celebrazioni continuate nella mattinata del 25 per dare a tutti la possibilità di vivere nella fede, il Natale. Sono tornati anche tanti emigranti dall’Italia e dalla Grecia. La crisi ha fatto chiudere molte attività e quindi tutti hanno avuto giorni di ferie o cassa integrazione e sono tornati a casa. Il 26 festa di santo Stefano a Scutari è ancora festa grande perché la cattedrale è dedicata a questo protomartire con in più un ricordo storico. Nel parco archeologico del castello sulla collina di Rozafa ci sono le rovine dell’antica cattedrale del sec. XII° che era dedicata a santo Stefano. I turchi dopo l’occupazione della città nel 1497 la trasformarono in moschea e fino al 1858 Scutari non ha più avuto cattedrale ed i vescovi della città  sono rimasti sempre  itineranti, senza fissa dimora per sfuggire alle persecuzioni,   Dal 1993 dopo la caduta del comunismo si è iniziata la tradizione di celebrare alle 12 tra le rovine di questa antica sede e vi partecipa anche un buon numero di fedeli. Il 27 nella festa della santa Famiglia abbiamo avuto tre matrimoni e molta pioggia. Così anche nei giorni successivi alternandosi a schiarite, hanno cominciato ad aprire le porte di scarico delle dighe ormai al livello limite di sicurezza, il fiume ed il lago hanno cominciato a salire giorno per giorno.

Il 31 è stato un giorno di tregua tutti hanno festeggiato il capodanno in pace. Con fuochi d’artificio, mortaretti balli e canti cene, tutti hanno aspettato il nuovo anno augurandosi che fosse migliore di quello passato. Il giorno 1° gennaio 2010 giornata mondiale della Pace e solennità della Madre di Dio non abbiamo avuto molti fedeli, al pomeriggio ha cominciato a piovere di nuovo e il 2 è iniziata l’inondazione che ha sommerso per 20 giorni tutta la valle del Buna, con i villaggi di Obot, Berdiza, Taragiat, Maliusc, Velipoja, Trush, Shirqi, Pentar e altri piccoli centri e  centinaia di ettari di terra, poi è stata la volta di  Shiroka e i villaggi vicini per la esondazione del lago ed ha preso anche alcuni quartieri della città di Scutari. Ma queste sono notizie che sono già state inviate tramite alcuni comunicati speciali per l’emergenza di cui ora stiamo cercando di valutare le conseguenze e i danni sulla gente. Auguriamo a tutti ogni benedizione e pace, per tutto l’anno e “ non stancatevi di fare il bene”.

Don Giuseppe, don Rolando e don Dorian

  Donna a mezz'acqua con il pane per la famiglia
 
  Anche la chiesa è allagata
 
  Don Rolando in barca porta soccorsi ai parrocchiani
 
Le suore raggiungono in barca la chiesa
 
Shiroka è completamente allagata  
 
  Le villette isolate sono le più disagiate
 
 


 

 
 
 

 

 
                             

                                                                                 

 

 
  
 

TORNA SU