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Carissimi confratelli amici e
benefattori vicini e lontani,
eccoci a voi per le notizie
mensili con un po’ di ritardo a causa della emergenza
inondazione che abbiamo vissuto fino alla domenica 24 gennaio
giorno in cui le acque si sono ritirate e tutti son potuti
ritornare alle proprie case, specialmente quelli di Obot, per
cominciare a valutare i danni e ripulire abitazioni e cortili
per riprendere una vita speriamo normale.
Il 2, dopo una settimana di
vacanze per feste varie si è ripresa la scuola e le normali
attività. Il 3 abbiamo iniziato il triduo di preparazione alla
festa di san Nicola a Muriqan, con la benedizione delle case,
l’incontro con le famiglie e le confessioni per tutti.
Quest’anno la festa il 6 dicembre è caduto di domenica allora si
è potuto fare una celebrazione più solenne e la partecipazione è
stata più numerosa.
Il 7 sono arrivati i nostri
confratelli di Elbasan e insieme abbiamo fatto un incontro di
formazione e programmazione per l’anno 2010.
Il 12 i nostri ministranti di
Bardhaj si sono incontrati con quelli delle altre parrocchie
della zona pastorale nr. 3, di cui facciamo parte, in
preparazione al Natale. Il 16 abbiamo avuto il ricordo di san
Rocco e san Luigi Orione e la visita della madre generale e
dell’economa delle suore cappuccine che collaborano con noi a
Obot. Ci sono state in questi giorni delle piogge intense ,
soprattutto la notte e una temperatura stranamente calda
provocata dallo scirocco proveniente dall’Africa che ha fatto
sciogliere la neve caduta sui monti. Nella settimana prima di
Natale in tutte e 6 i nostri villaggi c’è stata una grande
attività per le confessioni e la preparazione dei presepi nelle
chiese. A Bardhaj la preparazione del presepe vivente guidata
da don Dorian con l’aiuto delle suore Oblate ha entusiasmato e
così anche ad Oblike la festa di Natale. Molti sono stati i
ragazzi, i giovani e anche adulti coinvolti in queste attività.
In un paese a prevalenza mussulmana questo è un modo per far
vivere e coinvolgere tutti nel clima del Natale. I segni esterni
sono pochi. Per la maggioranza mussulmana il giorno di Natale è
un giorno qualsiasi di lavoro quindi viviamo in questa
situazione di minoranza numerica e anche culturale. Il 23 sera
ad Oblike, in una serata senza pioggia, in un clima sereno la
comunità si è stretta intorno ai ragazzi e ai bimbi dell’asilo
che hanno presentato poesie, scenette canti e balli per Gesù
bambino. Il 24 sera prima della messa della notte a Bardhaj i 70
figuranti con costumi secondo la tradizione e animali veri,(
pecore, asino cavallo…) hanno presentato il presepe vivente. C’è
stata una grande partecipazione gioiosa di gente, piccoli e
grandi. Non dovete pensare che questo sia un fatto semplice come
in Italia. Le strade del villaggio sono senza illuminazione, non
sono asfaltate e quindi piene di buche e di fango, sono molto
pochi quelli che hanno una macchina, il villaggio è abbastanza
esteso quindi per arrivare alla chiesa parecchi devono fare
20-30 minuti a piedi, andare di notte in chiesa con il freddo,
richiede quindi una buona dose di coraggio. Nella notte le altre
celebrazioni si sono svolte a Shiroka, Obot , Oblike e
quest’anno anche a Muriqan. Celebrazioni continuate nella
mattinata del 25 per dare a tutti la possibilità di vivere nella
fede, il Natale. Sono tornati anche tanti emigranti dall’Italia
e dalla Grecia. La crisi ha fatto chiudere molte attività e
quindi tutti hanno avuto giorni di ferie o cassa integrazione e
sono tornati a casa. Il 26 festa di santo Stefano a Scutari è
ancora festa grande perché la cattedrale è dedicata a questo
protomartire con in più un ricordo storico. Nel parco
archeologico del castello sulla collina di Rozafa ci sono le
rovine dell’antica cattedrale del sec. XII° che era dedicata a
santo Stefano. I turchi dopo l’occupazione della città nel 1497
la trasformarono in moschea e fino al 1858 Scutari non ha più
avuto cattedrale ed i vescovi della città sono rimasti sempre
itineranti, senza fissa dimora per sfuggire alle persecuzioni,
Dal 1993 dopo la caduta del comunismo si è iniziata la
tradizione di celebrare alle 12 tra le rovine di questa antica
sede e vi partecipa anche un buon numero di fedeli. Il 27 nella
festa della santa Famiglia abbiamo avuto tre matrimoni e molta
pioggia. Così anche nei giorni successivi alternandosi a
schiarite, hanno cominciato ad aprire le porte di scarico delle
dighe ormai al livello limite di sicurezza, il fiume ed il lago
hanno cominciato a salire giorno per giorno.
Il 31 è stato un giorno di tregua
tutti hanno festeggiato il capodanno in pace. Con fuochi
d’artificio, mortaretti balli e canti cene, tutti hanno
aspettato il nuovo anno augurandosi che fosse migliore di quello
passato. Il giorno 1° gennaio 2010 giornata mondiale della Pace
e solennità della Madre di Dio non abbiamo avuto molti fedeli,
al pomeriggio ha cominciato a piovere di nuovo e il 2 è iniziata
l’inondazione che ha sommerso per 20 giorni tutta la valle del
Buna, con i villaggi di Obot, Berdiza, Taragiat, Maliusc,
Velipoja, Trush, Shirqi, Pentar e altri piccoli centri e
centinaia di ettari di terra, poi è stata la volta di Shiroka e
i villaggi vicini per la esondazione del lago ed ha preso anche
alcuni quartieri della città di Scutari. Ma queste sono notizie
che sono già state inviate tramite alcuni comunicati speciali
per l’emergenza di cui ora stiamo cercando di valutare le
conseguenze e i danni sulla gente. Auguriamo a tutti ogni
benedizione e pace, per tutto l’anno e “ non stancatevi di fare
il bene”.
Don Giuseppe, don Rolando e don
Dorian |
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