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Questi primi due mesi del nuovo
anno 2010 sono stati molto intensi a causa dell’alluvione che ha
colpito uno dei nostri villaggi, Obot, che sta vicino a fiume
Buna. Per 20 giorni è stato sommerso dalle acque cominciando
subito dopo capodanno, proprio dal 2 gennaio. Le intense piogge,
la strana alta temperatura causata dallo scirocco che ha fatto
sciogliere tutta la neve dei monti, la battigia del mare mosso
che ha bloccato il normale deflusso delle acque del fiume,
questa serie di situazione sfavorevoli unite alla imprevidenza
sulla gestione delle dighe ha costretto poi ha scaricare di
emergenza una grande massa d’ acqua perché era stato raggiunto
il livello massimo di capacità delle dighe e così per la zona
del distretto di Scutari è iniziata l’inondazione. Dopo qualche
giorno quando l’acqua si è alzata di livello è iniziata anche
l’evacuazione delle famiglie, soprattutto gli anziani ed i
bambini, anche noi abbiamo accolto nella nostra casa a Shiroka,
prima le suore e quando queste si sono trasferite nel convento
dei cappuccini di Tarabosh, una famiglia, quella di Zef Brungaj
anziano del villaggio. In tutto questo trambusto per le visite
continue che abbiamo fatto in barca ad Obot per aiutare e
confortare quelli che erano rimasti, sono continuate le attività
normali negli altri villaggi. Il 2 era prevista la replica del
presepe vivente a Bardhaj con più di 60 figuranti ma non si è
potuta fare a causa della pioggia che ha spento anche il forno a
legna nel quale dovevano essere cotte le pizze per tutti.
Il 10 al teatro Migjeni, il
principale della città è stato presentato ufficialmente il
messaggio del papa per la giornata mondiale della pace “ Se vuoi
la pace difendi il creato” e i nostri ragazzi di Oblike sono
stati scelti per il primo intermezzo di ballo popolare con
grande emozione e gioia. Purtroppo ad Obot questo è il giorno
dove l’acqua ha raggiunto il livello più alto anche tutti gli
animali vengono evacuati. Si è mobilitato anche l’esercito, i
villaggi inondati sono 15 e anche la periferia ovest di Scutari
quella vicina al lago è inondata dalle acque che hanno bloccato
anche la strada per Shiroka in diversi punti. Dal giorno 11
ringraziando il Signore ha smesso di piovere. Il 12 succede
anche l’incidente in cui perde la vita una signore di Obot che
era stata accolta al villaggio della pace. Don Giuseppe e don
Dorian sono presenti all’incidente. Il giorno dopo don Rolando
insieme a tutti i parenti ed amici celebra il funerale
raggiungendo con la barca il cimitero. Il 15 riaprono le scuole
in tutto il distretto di Scutari e primi rifugiati cominciano a
rientrare nelle case anche se l’acqua ancora non è rientrata nel
fiume. Il 17 ancora non si può celebrare ad Obot l’acqua è fino
al ginocchio nel cortile della chiesa. Il 18 inizia la settimana
di preghiera per l’unità dei cristiani. Il 21 i nostri ospiti
rientrano nella loro casa. Sulla strada c’è ancora un po’ di
acqua ma con il fuoristrada si passa. Si cominciano a valutare i
danni dell’inondazione. Il 22 c’è una partita di calcio
particolare. Una squadra di giovani sacerdoti contro una di
studenti islamici. Scontro amichevole e di reciproca conoscenza.
Partecipa anche il nostro don Dorian mettendo a segno diverse
reti. Che sia la strada giusta per cercare la via della
comprensione e collaborazione. Il 24 dopo tre settimane
finalmente si può celebrare la santa messa ad Obot dopo tre
settimane. La gente ringrazia il Signore e poi si sono
rimboccate le maniche per rimettere ordine nelle case e nel
villaggio. Il 25 il vescovo raduna tutti i sacerdoti e i
religiosi delle zone alluvionate per sapere come è la situazione
delle persone dopo questa catastrofe, cosa è stato fatto da ogni
sacerdote e suora e come possiamo aiutare chi ha avuto molti
danni. La zona colpita dall’alluvione è molto vasta più di 30
mila persone , 15 villaggi e migliaia di ettari di terra ancora
sott’acqua. In questa occasione monsignor Massafra annuncia
anche la nomina di don Rolando come vicario per la zona
pastorale nr. 2, che in pratica è quella colpita
dall’alluvione. Il 27 il vescovo stesso viene
ad Obot per dare coraggio e visitare le persone e il villaggio.
Gli ultimi giorni di gennaio o giorni della merla nevica, piove
e fa freddo. Il 31 festa di san Giovanni Bosco andiamo a pranzo
dai salesiani con i quali siamo in ottimi rapporti e non poteva
essere diversamente visto che don Orione era ex allievo
salesiano . Il mese di febbraio comincia con due giorni di bel
tempo anche il 2 “ La Candelora giornata della vita religiosa “
ma forse qui in Albania quel proverbio che dice “ Per la
Candelora dell’inverno semo fora, Ma se piove e tira vento
dell’inverno semo drento” (alla viterbese). Perché dopo alcuni
giorni ha ricominciato a piovere e a fare freddo come prima e
più di prima. Il 17 mercoledì delle ceneri, abbiamo cominciato
la quaresima con celebrazioni molto partecipate in ogni
villaggio. La pioggia ha continuato a cadere intensa, tanto
che domenica 21 don Rolando è andato ad Obot per la s. Messa,
con difficoltà passando in mezzo alle acque (50 cm ) ma il
giorno dopo la strada era un fiume impetuoso che non si poteva
attraversare e il villaggio era di nuovo isolato. Le dighe
erano di nuovo al livello di massima, sono stati aperti i tunnel
di scarico, i fiumi già colmi sono usciti di nuovo dall’alveo ed
cominciata una nuova inondazione. Le acque hanno di nuovo
ricoperto il villaggio, con grande sconforto degli abitanti che
avevano appena ricominciato a sistemare le case ed i terreni.
Nel frattempo eravamo riusciti a distribuire ad ogni famiglia
gli aiuti che avevamo raccolto dai benefattori,: legna, viveri,
vestiti, detersivi ed una somma di denaro per fronteggiare le
spese di riordino. Domenica 28 don Rolando con suor Riccarda
hanno di nuovo visitato il villaggio in barca e le immagini
sembravano quelle di un film già visto: acqua che circondava le
case, strade come canali e cortili dove alcuni hanno pescato
dei bei cefali. Ci scherzano sopra molti e dicono: siamo come
una piccola Venezia.
Ringraziamo a nome degli
abitanti, tutti quelli che hanno mandato il loro contributo per
questa emergenza, vi invitiamo ad essere generosi anche se
capiamo che le tragedie che ci interpellano in questo tempo sono
molte: Haiti, Cile e altri …
A tutti auguriamo ogni bene e
assicuriamo la nostra preghiera in questo tempo santo di
quaresima.
Don Giuseppe, don Rolando e don
Dorian |
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Le autorità a teatro |
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Al teatro Mijeni |
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Al teatro Mijeni |
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Oblike i bimbi
scrivono |
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Obot, di nuovo in
barca |
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Obot, gli aiuti |
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Obot, la chiesa |
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