Notizie del mese di Gennaio e Febbraio 2009 dall'Albania

 


 

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di Don Rolando Reda

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Questi primi due mesi del nuovo anno 2010 sono stati molto intensi a causa dell’alluvione che ha colpito uno dei nostri villaggi, Obot, che sta vicino a fiume Buna. Per 20 giorni è stato sommerso dalle acque cominciando subito dopo capodanno, proprio dal 2 gennaio. Le intense piogge, la strana alta temperatura causata dallo scirocco che ha fatto sciogliere tutta la neve dei monti, la battigia del mare mosso che ha bloccato il normale deflusso delle acque del fiume, questa serie di situazione sfavorevoli unite alla imprevidenza sulla gestione delle dighe ha costretto poi ha scaricare di emergenza una grande massa d’ acqua perché era stato raggiunto il livello massimo di capacità delle dighe e così per la zona del distretto di Scutari è iniziata l’inondazione. Dopo qualche giorno quando l’acqua si è alzata di livello è iniziata anche l’evacuazione delle famiglie, soprattutto gli anziani ed i bambini, anche noi abbiamo accolto nella nostra casa a Shiroka, prima le suore e quando queste si sono trasferite nel convento dei cappuccini di Tarabosh, una famiglia, quella di Zef Brungaj anziano del villaggio. In tutto questo trambusto per le visite continue che abbiamo fatto in barca ad Obot per aiutare e confortare quelli che erano rimasti, sono continuate le attività normali negli altri villaggi. Il 2 era prevista la replica del presepe vivente a Bardhaj con più di 60 figuranti ma non si è potuta fare a causa della pioggia che ha spento anche il forno a legna nel quale dovevano essere cotte le pizze per tutti.

Il 10 al teatro Migjeni, il principale della città è stato presentato ufficialmente il messaggio del papa per la giornata mondiale della pace “ Se vuoi la pace difendi il creato”  e i nostri ragazzi di Oblike sono stati scelti per il primo intermezzo di ballo popolare con grande emozione e gioia. Purtroppo ad Obot  questo è il giorno dove l’acqua ha raggiunto il livello più alto anche tutti gli animali vengono evacuati. Si è mobilitato anche l’esercito, i villaggi inondati sono 15 e anche la periferia ovest di Scutari quella vicina al lago è inondata dalle acque che hanno bloccato anche la strada per Shiroka in diversi punti. Dal giorno 11 ringraziando il Signore ha smesso di piovere. Il 12 succede anche l’incidente in cui perde la vita una signore di Obot che era stata accolta al villaggio della pace. Don Giuseppe e don Dorian sono presenti all’incidente. Il giorno dopo don Rolando insieme a tutti i parenti ed amici celebra il funerale raggiungendo con la barca il cimitero. Il 15 riaprono le scuole in tutto il distretto di Scutari e primi rifugiati cominciano a rientrare nelle case anche se l’acqua ancora non è rientrata nel fiume. Il 17 ancora non si può celebrare ad Obot l’acqua è fino al ginocchio nel cortile della chiesa. Il 18 inizia la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Il 21 i nostri ospiti rientrano nella loro casa. Sulla strada c’è ancora un po’ di acqua ma con il fuoristrada si passa. Si cominciano a valutare i danni dell’inondazione. Il 22 c’è una partita di calcio particolare. Una squadra di giovani sacerdoti contro una di studenti islamici. Scontro amichevole e di reciproca conoscenza. Partecipa anche il nostro don Dorian mettendo a segno diverse reti. Che sia la strada giusta per cercare la via della comprensione e collaborazione.  Il 24 dopo tre settimane finalmente si può celebrare la santa messa ad Obot  dopo tre settimane. La gente ringrazia il Signore e poi si sono rimboccate le maniche per rimettere ordine  nelle case e nel villaggio.  Il 25 il  vescovo raduna tutti i sacerdoti e i religiosi delle zone alluvionate per sapere come è la situazione delle persone dopo questa catastrofe, cosa è stato fatto da ogni sacerdote e suora e come possiamo aiutare chi ha avuto molti danni. La zona colpita dall’alluvione è molto vasta più di 30 mila persone , 15 villaggi e migliaia di ettari di terra ancora sott’acqua. In questa occasione monsignor Massafra annuncia anche la nomina di don Rolando come vicario per la zona pastorale nr. 2, che in pratica è quella colpita dall’alluvione.                  Il 27 il vescovo stesso viene ad Obot per dare coraggio e visitare le persone e il villaggio. Gli ultimi giorni di gennaio o giorni della merla nevica, piove e fa freddo. Il 31 festa di san Giovanni Bosco andiamo a pranzo dai salesiani con i quali siamo in ottimi rapporti e non poteva essere diversamente visto che don Orione era ex allievo salesiano .  Il mese di febbraio comincia con due giorni di bel tempo anche il 2 “ La Candelora giornata della vita religiosa “ ma forse qui in Albania quel proverbio che dice “ Per la Candelora dell’inverno semo fora, Ma se piove e tira vento dell’inverno semo drento” (alla viterbese). Perché dopo alcuni giorni ha ricominciato a piovere e a fare freddo come prima e più di prima. Il 17  mercoledì delle ceneri, abbiamo cominciato la quaresima con celebrazioni molto partecipate in ogni villaggio.  La pioggia ha continuato a cadere intensa,  tanto che  domenica 21  don Rolando è andato ad Obot per la s. Messa, con difficoltà passando in mezzo alle acque (50 cm ) ma il giorno dopo la strada era un fiume impetuoso che non si poteva attraversare e  il villaggio era di nuovo isolato. Le dighe erano di nuovo al livello di massima, sono stati aperti i tunnel di scarico, i fiumi già colmi sono usciti di nuovo dall’alveo ed cominciata una nuova inondazione. Le acque hanno di nuovo ricoperto il villaggio, con grande sconforto degli abitanti che avevano appena ricominciato a sistemare le case ed i terreni. Nel frattempo eravamo riusciti a distribuire ad ogni famiglia gli aiuti che avevamo raccolto dai benefattori,: legna, viveri, vestiti, detersivi ed una somma di denaro per fronteggiare le spese di riordino. Domenica 28 don Rolando con suor Riccarda hanno di nuovo visitato il villaggio in barca e le immagini sembravano quelle di un film già visto: acqua che circondava le case,   strade come canali e cortili dove alcuni hanno pescato dei bei cefali. Ci scherzano sopra molti e dicono: siamo come una piccola Venezia.

   Ringraziamo a nome degli abitanti, tutti quelli che hanno mandato il loro contributo per questa emergenza, vi invitiamo ad essere generosi anche se capiamo che le tragedie che ci interpellano in questo tempo sono molte: Haiti, Cile e altri …

A tutti auguriamo ogni bene e assicuriamo la nostra preghiera in questo tempo santo di quaresima.

Don Giuseppe, don Rolando e don Dorian

  Le autorità a teatro
Le autorità a teatro
  Al teatro Mijeni
Al teatro Mijeni
  Don Rolando in barca porta soccorsi ai parrocchiani
Al teatro Mijeni
Le suore raggiungono in barca la chiesa
Oblike i bimbi scrivono
Obot, di nuovo in barca  
Obot, di nuovo in barca
  Obot, gli aiuti
Obot, gli aiuti
  Obot, la chiesa
Obot, la chiesa
 


 

 
 
 

 

 
                             

                                                                                 

 

 
  
 

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