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L’inizio del mese di aprile questo anno è
coinciso con i tre ultimi giorni della settimana santa, che ha
le sue celebrazioni particolari che ci fanno rivivere gli ultimi
giorni della passione e morte di Gesù. Qui in Albania, anche nel
nord non ci sono tradizioni particolari per giovedì e venerdì
santo. 400 anni sotto il dominio dei turchi con relative
persecuzioni contro i cristiani e poi gli ultimi 50 anni di
comunismo che non permetteva nessuna manifestazione pubblica di
fede non hanno permesso lo svilupparsi di rappresentazioni
sacre pubbliche. Noi da pochi anni abbiamo iniziato al mattino
del venerdì santo la via Crucis da Bardhaj a Bardhanjor. 4 Km
di strada sterrata che ci porta all’altro nostro villaggio in
cui si sta costruendo la chiesa. E’ giorno normale di lavoro e
di scuola, molti ragazzi per poter venire a questa preghiera
particolare, che speriamo diventi sempre più partecipata, hanno
dovuto chiedere un permesso speciale dalla scuola. Il fatto
caratteristico, invece, è al mattino del sabato santo: la
benedizione dei cibi e dei primi frutti della terra. Tutti
vengono in chiesa con quello che hanno preparato: dolci,
cipolle, porri e agli freschi, formaggi, pane fatto in casa,
uova fresche o sode, colorate con disegni o semplici ecc.. Dopo
una preghiera particolare, il sacerdote benedice questi
alimenti e tutti tornano a casa contenti. Sono i cibi che
mangeranno l’indomani, il giorno di Pasqua, cibi benedetti.
Anche la veglia pasquale notturna non è
molto frequentata. Il motivo è che ancora oggi, soprattutto nei
villaggi non c’è illuminazione pubblica, le strade non asfaltate
sono piene di buche e quest’anno a causa delle piogge incessanti
anche piene di fango, insomma tutte situazioni che non
facilitano gli spostamenti a piedi, di notte.
Il giorno di Pasqua invece è il giorno
della festa. Una massa enorme di gente, anche quelli che
raramente vengono, si riversa in tutte le chiese, sono vestiti
con gli abiti migliori, è la Pasqua del Signore. Qui in Albania
questo anno abbiamo celebrato la Pasqua insieme agli ortodossi
il 4 aprile, è capitato così ma speriamo che sia uno dei passi
che ci avvicinano sempre più per ricostituire quell’unità per la
quale Cristo ha pregato che è il segno richiesto “perché il
mondo creda che Tu mi hai mandato” .
Il 5 pasquetta, abbiamo avuto un’altra
sorpresa, il giorno di festa è stato abolito per giunta ha
piovuto tutta la mattinata. Nel pomeriggio c’è stata nella zona
ovest di Bardhaj, vicino al mondezzaio l’inaugurazione di una
struttura polivalente che serve da centro pastorale anche per
tutte quelle famiglie del nostro territorio che sono però molto
più vicine a questa nuova realtà. L’arcivescovo ha presieduto la
santa Messa ed ha benedetto questo piccolo prefabbricato dono di
una associazione irlandese. Il 9 grande incontro di formazione
con le donne di Oblike e la dott.ssa Vitore Deda, pediatra. 40
donne quasi tutte le mamme giovani del villaggio hanno seguito
consigli utili, formativi, per prevenire molte malattie dei
bambini. Il 10 grande festa per l’ordinazione sacerdotale a
Scutari di 2 giovani salesiani da parte di mons. Zef Gashi
arcivescovo di Antivari, già salesiano e un giovane vincenziano
a Rreshen da mons. Cristoforo Palmieri anche lui già vincenziano.
L’11 dopo le celebrazioni nei villaggi alla sera don Rolando è
partito per l’Italia con la Hayndai perché aveva molti problemi
all’accensione. Gli iniettori non funzionavano e le cifre
richieste quà per aggiustarla erano altissime. Si è fatta la
riparazione a Foggia e così don Rolando ha potuto partecipare
alla festa della Madonna Incoronata e dare una mano ai
confratelli della comunità nelle confessioni e nell’accoglienza
dei pellegrini. In questa occasione ha incontrato anche mons.
Giovanni D’Ercole, vescovo orionino, ausiliare dell’Aquila, il
direttore generale don Flavio Peloso, e il cardinale sua
eccellenza mons. Salvatore De Giorgi invitati alla festa dal
rettore del santuario don Francesco Mazzitelli. Il 24 don Dorian,
che sta lavorando molto all’oratorio di Bardhaj con i giovani,
ha portato i ragazzi della cresima al ritiro spirituale in un
villaggio vicino. Il 26, qui è festa grande: la festa della
Madonna del BUON CONSIGLIO, patrona d’Albania. E’ l’unico
santuario dedicato alla Madonna che esiste in Albania.
L’immagine originale si trova a Genazzano, vicino Roma. La
storia racconta che la sera prima che arrivassero i turchi ad
assediare Scutari per la prima volta, nel 25 aprile del 1479,
non riuscirono a prendere la città, ma distrussero il santuario
che era fuori delle mura, l’immagine della Madonna portata dagli
angeli e seguita da due fedeli che erano nel santuario a
pregare, passò il mare ed arrivò a Genazzano dove gli
agostiniani avevano cominciato a costruire una chiesa in onore
della Madonna ma erano rimasti a metà per la poca collaborazione
della gente. L’arrivo miracoloso dell’immagine e i segni
straordinari che ne seguirono spinsero i fedeli ha donare molte
offerte e il tempio fu ben presto terminato. Don Orione era
devotissimo della Madonna del buon Consiglio e in tutte le
nostre case ne volle sempre una immagine. Spesso quando stava a
Roma ed aveva qualche problema difficile andava fino a Genazzano
e sostava a lungo in preghiera nel santuario, poi i problemi si
risolvevano. Quest’anno c’è stato anche un altro avvenimento i
150 anni della fondazione del seminario di Scutari, l’unico
dell’Albania dedicato anche questo alla Madonna del buon
Consiglio. Il tempo è stato ottimo per metà mese, poi ha
ricominciato a piovere tanto che il fiume Buna ha straripato di
nuovo. Per fortuna la piena è durata solo pochi giorni, ma ha
fatto rivivere le paure passate nel mese di gennaio. Le famiglie
di Obot e Muriqan sono molto stressate da questa situazione e
non sanno come saranno i raccolti quest’anno a causa della terra
troppo inzuppata di acqua. Il Signore vi benedica tutti e la
santa Madonna ci copra con il suo manto e ci protegga da ogni
male. |
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Bardhaj, i meccanici |
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Borgo Incoronata i bimbi del
catechismo |
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Festa all'Incoronata - carro con i
fiori |
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Incoronata - con il direttore
Genenrale |
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Incoronata con mons. Giovanni
d'Ercole |
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Oblike, i bimbi dell'asilo |
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