|
Il mese di novembre è il mese dei
morti, della preghiera per i nostri cari che terminata la loro
missione qui sulla terra ci hanno preceduto nel regno dei cieli.
Questo è uno dei fondamenti della nostra fede: la morte non è
l’ultima parola su di noi ma dopo questo passaggio sulla terra
ci attende una vita nuova nella gioia, con Cristo, nella sua
abitazione eterna.
I primi giorni di questo mese
abbiamo avuto la gioia di avere tra noi il nuovo vicario
generale Joao Inacio, don Achille, consigliere generale ,Mimma
La Porta e Emanuela di Lascio del MLO. Il 2 abbiamo
celebrato nei vari cimiteri con la partecipazione di molti
fedeli. Il tempo è stato buono e ne ringraziamo il Signore
perché le celebrazioni avvengono all’aperto. Nel tempo del
comunismo hanno distrutto anche le cappelle dei cimiteri. Il 3
con gli amici abbiamo visitato i luoghi più importanti della
città e dintorni. Alla sera insieme ai giovani della comunità
papa Gv. XXIII° abbiamo ricordato don Oreste Benzi nel secondo
anniversario della morte. Tante volte è venuto in Albania a
incoraggiare le sue comunità e fu insignito della medaglia
dell’ordine di Madre Teresa, la più alta onorificenza albanese,
per il grande lavoro svolto per la salvezza di tante ragazze
albanesi, portate in Italia e avviate con l’inganno alla
prostituzione . La sera abbiamo invitato ancora l’arcivescovo
mons. Angelo Massafra e fra Vincenzo Focà vice postulatore della
causa dei 40 martiri albanesi, per la cena. Sono venuti
volentieri ed abbiamo passato una serata veramente festosa. Il
giorno dopo i confratelli e le amiche del Mlo sono ripartiti per
l’Italia con un bel ricordo dei giorni passati in Albania. Noi
alle 10 abbiamo avuto una solenne celebrazione al cimitero
cattolico di Scutari nel ricordo del XX° anniversario dalla
celebrazione della prima messa. Dal 1967 in Albania, era stata
proibita qualsiasi forma di manifestazione religiosa, pubblica
o privata. La fede, dichiarata oppio del popolo, combattuta e
proibita. Le chiese e tutti i luoghi di culto, conventi e scuole
sequestrati dallo stato, distrutti o trasformati. Per 25 anni
nessuno aveva potuto più celebrare una santa Messa per il
popolo. Il 4 novembre 1990, sfidando la polizia e il divieto, un
sacerdote don Simon Jubani, dopo 25 anni di carcere, ancora
vivente, seguito da circa 400 fedeli ha celebrato nel cimitero
cattolico di Scutari la santa Messa. Nascosto e sostenuto dalla
gente dopo si è subito allontanato. La polizia non è intervenuta
ed è stato il segnale dell’inizio di una nuova era e della fine
del regime che cadde definitivamente l’anno dopo nell’aprile del
1992 quando a Tirana la gente abbattè la grande statua del
dittatore Enver Oxha. Alcuni giorni dopo l’11 novembre don Simon
celebrò la seconda messa e a questa vi parteciparono più di 5
mila persone. In un paese dove era proibito, senza permesso,
riunirsi più di 5 persone che venivano subito disperse e portate
in questura per sedizione contro lo stato, la celebrazione di
quella santa Messa fu l’inizio della fine di un’era. L’inizio
della libertà e la fine della dittatura comunista. Il 5 abbiamo
iniziato i corsi da sartoria ad Oblike con 15 nuove alunne.
Tutte mamme che impareranno a cucire i vestiti per i loro figli
e vista la povertà di molte famiglie non sarà un risparmio di
poco conto. In questi giorni abbiamo incontrato i nostri giovani
e li abbiamo invitati a partecipare alla GMG ( giornata mondiale
della gioventù) di Madrid il prossimo anno. C’è un grande
entusiasmo perché finalmente dopo vari accordi politici verranno
tolti i visti e tutte le garanzie e procedure lunghissime per
poter viaggiare per l’Unione Europea. Gli albanesi sono un po’
più liberi di andare a trovare i parenti che hanno sparsi in
ogni angolo di Europa. Ora è più facile anche per noi
partecipare alle attività dei giovani della congregazione e
della Chiesa. Il 7 don Rolando è partito per l’Italia per la
morte di un suo carissimo zio, ma a Roma si è trovato con i
funerali di tre confratelli: don Amedeo Mangino, don Luigi
Caione e don Giancarlo Gramolazzi. Il ricordo delle molte
attività svolte insieme e dell’amicizia vissuta ha volto il
cuore ad una preghiera più intensa nell’accettazione della
volontà del Signore. Il 16 non solo abbiamo ricordato san Rocco
e san Luigi Orione ma qui è stata festa nazionale per il Bajram
Kurban. Dopo la fine del Ramadan è la festa più importante per i
mussulmani. Ricorda il sacrificio di Abramo che invitato ad
offrire il figlio unigenito Isacco era pronto ha ubbidire alla
volontà del Signore ma nel momento culminante l’angelo lo fermò
e invece del figlio offrì un ariete. Così il Signore spiegava
che non accettava i sacrifici umani ma l’obbedienza del cuore ai
suoi comandi era il sacrificio più gradito. In questo giorno, i
fedeli mussulmani uccidono molti agnelli e una parte della carne
la danno anche per i poveri, il che è una cosa molto buona. Nel
frattempo sono cominciate le piogge che non avevano mai cessato
del tutto e il livello del lago e dei fiumi è cresciuto in modo
preoccupante.
Il 19 sotto la pioggia ci sono
arrivati 2 TIR dal Friuli. Hanno trasportato un prefabbricato
che monteremo nel nostro centro di Bardhaj e diventerà il centro
pastorale. Era una scuola di 500 mq. Servirà un basamento in
cemento poi verranno i volontari dal Friuli a darci una mano per
rimontarla e suddividerla secondo i nostri bisogni in aule per
il catechismo e laboratori per l’oratorio. Per fare tutto questo
e rimetterla in funzione ci vorranno un po’ di fondi ma contiamo
sulla generosità di voi, nostri amici e benefattori per
realizzare questo centro che completerà l’opera a Bardhaj, Dopo
la scuola professionale, l’oratorio e la chiesa, la Divina
Provvidenza,grazie a don Gianni Fuccaro parroco di Sedegliano
(UD) ci ha fatto arrivare anche il centro pastorale. Il Signore
è veramente buono con noi. Il giorno dopo abbiamo festeggiato la
Madonna della Divina Provvidenza patrona principale della nostra
congregazione e don Dorian ha fatto il primo incontro di
formazione per i giovani che verranno a Madrid. Il 21 a Oblike
durante la s. Messa, c’è stata la presentazione e la promessa di
fedeltà di 20 nuovi ministranti davanti alla comunità. Sono
entusiasti e altri sono in lista di attesa per essere accolti
nel gruppo.
Il 22 insieme a don Emilio
arrivato da Elbasan facciamo la giornata della comunità e la I°
scheda di formazione. Il 24 ha piovuto a dirotto, Obot è rimasto
isolato dalle acque alte. Alla sera è arrivato proprio don
Gianni Fuccaro con un volontario, il signor Giovanni Ademi, e si
son fermati con noi 3 giorni. Si è valutato insieme il modo e il
posto dove andrà il prefabbricato che ci ha fatto arrivare. Ci
ha promesso il suo sostegno quando sarà il momento di
ricostruirlo. Il 27 al villaggio della pace c’è stato l’
incontro di formazione con i giovani della diocesi. Il 28 dopo
la messa a Muriqan don Rolando con suor Riccarda sono andati a
visitare gli alluvionati di Obot. Con La barca hanno incontrato
varie famiglie e sentito le loro lamentele e preoccupazioni. La
situazione è grave e cominciano a scarseggiare i viveri.
Il 28 è la “ Festa della bandiera
” il 29 festa della “ Liberazione ” . La prima ricorda quando il
28 novembre 1912 per la prima volta a Valona fu innalzata la
bandiera albanese e dichiarata l’indipendenza dall’impero
Ottomano. La seconda la liberazione definitiva dell’Albania, dai
tedeschi, il 29 novembre del 1944. Mentre si festeggiava un
po’ ovunque la situazione al nord precipitava. Il 29 don
Giuseppe e don Rolando approfittando anche della giornata di
sole, hanno portato i primi aiuti al villaggio alluvionato di
Obot, con grande gioia della gente, pane, acqua potabile e
benedizioni. Poi è arrivato anche un camion della croce rossa
con la farina e le coperte. Il 30 ha piovuto ancora tutto il
giorno e la notte e il lago è esondato creando problemi a molte
famiglie anche nella periferia di Scutari. Il fiume ha
cominciato a sommergere anche altri villaggi, altre zone, allora
finalmente è scattata l’emergenza. Il giorno dopo il fiume Buna
ha rotto gli argini ed è iniziato il disastro per molte
famiglie.
Salutiamo tutti con affetto e
auguriamo ogni bene per questo tempo di Avvento, anche se noi
siamo in apprensione perché le previsioni meteorologiche ci
preannunciano altri giorni di pioggia. Speriamo che non
succedano catastrofi. Un grazie grande a quanti vorranno
aiutarci in questa nuova emergenza. Il Signore vi benedica.
Don Giuseppe, don Rolando e don
Dorian
Ps : Chi vuole mandare un’offerta
la può inviare a CCP nr. 74550005 intestato a “Provincia
Religiosa SS. Apostoli Pietro e Paolo- pro missioni – per Don
Rolando
|
 |
 |
|
Obot- la festa di san Sergio e Bacco a
Obot |
Pranzo della festa e saluto a suor Elisa |
|
|
|
Con il Vicario a Obot |
 |
|
Il corso di Italiano |
 |
|
Il vicario e gli amici alla partenza |
 |
|
Oblike- Il gruppo del corso di taglio e cucito |
 |
|
Oblike- visita del vicario all'asilo |
 |
|
Il luogo dove hanno fucilato molti martiri |
|