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La zona intorno all'antica Bisenzio è
ricca di storia e di necropoli etrusche che hanno restituito oggetti
di grande bellezza e in grande quantità. I siti più interessanti
sono Olmo Bello, Polledrara, Bucacce e, per l'appunto Mereo (o
Grotte del Mereo). Quest'ultimo, poco conosciuto, è stato oggetto di
ricerche archeologiche probabilmente già a partire dal 1885, ad
opera degli stessi proprietari dell'area, i Brenciaglia. Una
sintetica relazione di quell'epoca riporta che furono indagate una
ventina di tombe a camera, nessuna delle quali era inviolata e in
cui comunque furono rinvenuti materiali ceramici risalenti al VII –
VI secolo a.C. Nel 1972, su segnalazione del GAR locale, la
Soprintendenza autorizzò una campagna di scavi che condusse a
scoperte piuttosto interessanti, concernenti in particolar modo due
tombe dipinte. Dopo gli scavi, i relativi rinvenimenti e le
pubblicazioni in merito, le tombe furono reinterrate e sul sito calò
di nuovo l'oblìo della comunità scientifica. Qualche mese fa colpì
la nostra attenzione la foto, pubblicata recentemente su Facebook,
di una tomba con soffitto e pareti dipinte in rosso che sembrava
proprio quella del Mereo. La conferma è venuta dalla lettura di uno
studio di A. Naso
del 1997 che si focalizza sui reperti rinvenuti nelle campagne di
scavo e sulle due tombe dipinte della necropoli, denominate GM1 e
GM2. A questo punto abbiamo iniziato le ricerche sul campo, quelle
che più ci appassionano, alla riscoperta delle tombe del Mereo.
La necropoli è disseminata in una
collina che si trova a pochi metri dalle rive del lago. Il terreno è
piuttosto scosceso e la vegetazione è talvolta inestricabile. Nel
lato rivolto a nord, a livello più basso, abbiamo fatto le scoperte
più interessanti: innanzi tutto le due tombe dipinte già documentate
in letteratura, più una terza, inedita, con le pareti affrescate di
rosso, un columen in rilievo e due camere laterali. Poi tombe più
antiche, alcune con soffitto a botte, una con un complesso piuttosto
articolato di banchine per la deposizione e una sorta di letto a
baldacchino, un'altra con delle spalliere sopra le banchine nella
parete di fondo. Più in alto è visibile il lavoro, piuttosto
recente, di scavi clandestini: una tomba con loculi parietali,
probabilmente di epoca tarda, conserva ancora le tegole di
terracotta che chiudevano il loculo dell'inumato.
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La Tomba dipinta GM1 (1)
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