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di Giacomo Mazzuoli

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Eroi e miti greci nella ceramica etrusca

Cassandra


 

Aiace e Cassandra. Anfora attica a figure nere da Vulci. 540 a.C. (Antikensammlungen Berlino)

Aiace e Cassandra nel Palladio. Ceramica attica a figure rosse. 370 a.C.


Cassandra offre una libagione a Ettore che si prepara per la battaglia. Kantharos attico a figure rosse. 425 a.C.

Cassandra è ricordata da Omero come una delle figlie del re di Troia Priamo e di Ecuba. Ebbe da Apollo il dono della preveggenza perciò prevedeva terribili sventure ed era invisa a molti. Ancora oggi il suo nome è associato a persone che preconizzano eventi pessimistici.
Ancora bambina, alla nascita del fratello Paride, predisse che sarebbe stato la causa della distruzione di Troia, solo Esaco, interprete di sogni, credette alla profezia e consigliò ai sovrani di abbandonare il piccolo sul monte Ida. Paride però si salvò e, quando divenne adulto, tornò a Troia per partecipare ai giochi. Durante la competizione fu riconosciuto dalla sorella che chiese al padre e ai fratelli di ucciderlo, scatenando però la reazione contraria e facendo ritornare il giovane Paride al suo rango originale di principe.

Cassandra profetizzò sciagure anche quando il fratello partì per raggiungere Sparta, predicendo il rapimento di Elena e la successiva caduta di Troia. Ritenuta una delle più belle fra le figlie di Priamo ebbe diversi pretendenti fra cui si ricordano Otrioneo di Cabeso e il principe frigio Corebo, morti entrambi durante la guerra di Troia, il primo ucciso da Idomeneo l’altro da Neottolemo (o Pirro, figlio di Achille). Quando il cavallo di legno fu introdotto in città, rivelò che al suo interno vi fossero soldati greci, ma rimase inascoltata. Solo Laocoonte credette alle sue parole e si unì alla sua protesta, venendo per questo punito dal dio Poseidone, che lo fece uccidere da due serpenti marini.
 

La città fu così conquistata dai greci, che la distrussero e massacrarono i cittadini. I membri della famiglia reale si rinchiusero nei templi troiani ma tutto ciò valse a poco. Priamo morì sull’altare del santuario ucciso da Neottolemo, mentre Cassandra, rifugiatasi nel tempio di Atena, fu trovata da Aiace di Locride e stuprata. Trascinata via dall’altare, si aggrappò alla statua della dea che Aiace, miscredente e spregiatore degli dei, fece cadere dal piedistallo. A causa del suo comportamento furono puniti tutti i principi greci, che non ebbero felice ritorno a casa. Lo stesso Aiace fu punito da Atena e Poseidone con la morte. Cassandra divenne quindi ostaggio di Agamennone e fu portata da lui a Micene. Giunta in città, profetizzò all’Atride la sua rovina ma quest’ultimo non volle credere alle sue parole, cadendo così nella congiura organizzata contro di lui dalla moglie Clitemnestra e da Egisto, nella quale morì la stessa Cassandra
 

Elena, Clitennestra, Cassandra, Ifigenia, Danae. Pyxis attiac a figure rosse. 460 a.C. (British Museum Londra)

Cassandra fugge dalla strage. Coppa attica a figure rosse. 480 a.C.

death Morte di Priamo,  Aiace e Cassandra; Donne troiane attaccano un guerriero greco; Enea e Anchise. Idria aattica a figure rosse.480 a.C. (Museo Archeologico di Napoli)

 

 

 

 
 

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