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di Giacomo Mazzuoli

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Eroi e miti greci nella ceramica etrusca

Perseo


 

Perseo ha appena tagliato la testa di Medusa e l'ha messa nella bisaccia. Dietro di lui Athena che l'ha assistito nella pericolosa azione. ceramica attica a figure rosse proveniente da Capua ( ca 640 a.C.)

Perseo sta decapitando Medusa. Vaso attico a figure nere proveniente da Vulci (ca. 550 a.C.)

 


Zeus, trasformato in polvere d'oro, feconda Danae. Cratere attico a figure rosse

  Perseo è l'eroe che uccise la Medusa. Figlio di Zeus, nacque da una delle innumerevoli relazioni extra coniugali del re degli dèi dell'Olimpo. Il mito narra che Danae figlia di Acrisio, Re di Argo, a cui l'oracolo di Delfi predisse che non avrebbe mai avuto altri figli oltre Danae, e che il figlio di questa lo avrebbe ucciso, visse segregata in una stanza di bronzo sotterranea costruita per volere del padre nel cortile del suo palazzo, affinchè non potesse generare.
Zeus desiderò fortemente la donna che riuscì a penetrare in lei sottoforma di pioggia d'oro, fecondandola. La camera diventò camera nuziale e dalla loro unione nacque Perseo.

Acrisio, saputo della nascita del nipote, decise di liberarsene affidandolo al mare insieme a sua madre. la loro barca fu sospinta dai flutti sulle rive dell'isola di Serifo, nelle Cicladi, dove i naufraghi furono salvati e ospitati da Ditti, fratello del re Polidette. Quest'ultimo ordinò a Perseo quando divenne adulto, di tagliare la testa di Medusa e di consegnargliela in modo da farne dono di nozze per Ippodamia, sua promessa sposa. Medusa, insieme alle altre due Gorgoni, viveva su una alta rupe e con il sul sguardo pietrificava chiunque la guardasse. Perseo si innalzò nel cielo grazie ai calzari alati e, con l'aiuto di Atena, che teneva al disopra di Medusa uno scudo di bronzo levigato, che permetteva a Perseo di vedere Medusa di riflesso e non direttamente, decapitò il mostro.

  Mentre volteggiava sul territorio della Filistia, vide incatenata a uno scoglio una fanciulla, nuda e bellissima: Andromeda, figlia del re di Etiopia Cefeo e di Cassiopea. Era condannata a essere divorata da un mostro marino perché sua madre, orgogliosa dell'avvenenza di sua figlia, aveva affermato che superava in bellezza tutte le Nereidi: le ninfe del mare si erano offese e Poseidone, oltre ad avere mandato sulle coste una forte mareggiata che aveva spazzato via l'abitato, aveva inviato un orribile mostro che faceva stragi e terrorizzava gli abitanti: l'integerrimo Cefeo, per salvare il suo popolo, consultato l'oracolo, fu costretto a offrirgli la propria figlia per placarne l'ira. E quando Perseo giunse, Andromeda era ormai rassegnata alla sua terribile sorte. Perseo si offrì di liberare la fanciulla e il luogo da quella calamità purché il re gli consentisse di sposare Andromeda. Cefeo e Cassiopea acconsentirono.

  Perseo uccise il mostro marino che doveva divorare Andromeda, e riportò la giovane dai genitori. Ma già durante i festeggiamenti di nozze sorsero altri gravi problemi. Agenore, un ex pretendente alla mano di Andromeda, giunse alla reggia accompagnato da uomini armati, pronto a tutto pur di averla. Fu Cassiopea, che non gradiva Perseo come genero, a dare il segnale della battaglia. Perseo, per difendersi, estrasse ancora una volta la testa di Medusa ottenendo l'effetto voluto: Cassiopea divenne una statua inerte come tutti quelli che lo avevano assalito per ucciderlo.

Perseo riceve dalle ninfe del mare l'equipaggiamento per uccidere Medusa. Idria a figure nere proveniente da Cerveteri ( ca. 520 a.C.)

 

Acrisio abbandona su una barca Danae e il piccolo Perseo. Cratere attico a figure rosse proveniente da Siracusa (460-450 a.C.)

  Ritornato dalla madre nell'isola di Serifo, Perseo trovò la situazione profondamente cambiata. Qui seppe che la madre era stata insidiata da Polidette e perciò fu preso da un'ira incontenibile, e dopo aver nascosto Andromeda, si avviò alla reggia: giunto al palazzo e portando il dono di nozze, Perseo venne deriso ed insultato da tutti, e per vendicarsi dei torti subiti, tirò fuoridalla sacca magica la testa della Gorgone e pietrificò tutti.

  Poi Perseo, insieme alla moglie Andromeda e alla madre Danae ritornò ad Argo, volendo rivedere suo nonno Acrisio. Ma questi, venendo a sapere le intenzioni dell'eroe e temendo sempre l'oracolo che gli aveva predetto la morte per mano di un figlio di Danae, partì per Larissa, nel paese dei Pelasgi, all'altra estremità della Grecia. Perseo, raggiuntolo, lo rassicurò perché non gli portava rancore e riuscì a farlo tornare ad Argo. Ora, a Larissa il re Teutamide dava giochi in onore di suo padre, e Perseo vi giunse come competitore. Al momento di lanciare il disco, s'innalzò un vento violento, e il disco lanciato da Perseo, deviato malauguratamente, colpì Acrisio, che assisteva allo spettacolo, alla testa e lo uccise. Cosicché il verdetto dell'oracolo si era compiuto.
 


Perseo uccide il mostro marino e salva Andromeda.

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