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La Città: Il Sacello di Ercole e la Porta Est

  Superato questo edificio si notano, sulla destra, i resti di altre strutture, forse pertinenti ad un'abitazione, al momento non ancora indagata in maniera esaustiva; sono visibili i resti di basi di colonne o di pilastri.
Seguendo l'andamento in forte discesa del decumano si incontra, sulla destra, il Sacello di Ercole.
 

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Il Sacello di Ercole

Il Sacello di Ercole 
 

  Questo piccolo edificio si compone di una struttura a pianta regolare delimitata su tre lati da blocchi squadrati di tufo. Fra i materiali ritrovati al suo interno, datati al II secolo d.C, vi era una statuetta in terracotta con la raffigurazione di Ercole in trono, conservata al Museo di Vulci. Una serie di bronzetti votivi, con la raffigurazione dell'eroe, rinvenuti in uno strato più profondo dell'edificio, sembra confermare la pertinenza del sacello al culto di Ercole anche in epoca ellenistica. 

  Poco più avanti si giunge alla Porta Est, costituita da grandi blocchi squadrati di tufo dislocati su entrambi i lati della strada. Oltrepassata la porta il basolato continua per un breve tratto e si nota, a sinistra, una struttura semiellittica in opera quadrata di tufo e travertino. Potrebbe trattarsi di una vasca con funzione sacra, dato il gran numero di ex voto anatomici ritrovati nelle sue vicinanze.
L'asse viario principale continuava in direzione delle necropoli orientali. La via doveva così giungere al fiume Fiora che poteva essere superato attraversando un ponte oggi noto come Ponte Rotto, datato genericamente all'epoca imperiale. È stato accertato che il ponte poggiava su quattro piloni sostenenti cinque arcate di 12 metri ciascuna. Sono ancora visibili, nel letto del fiume, i resti del conglomerato cementizio e dei blocchi squadrati di travertino che lo rivestivano.
 

 

La Porta Est

La Porta Est

Il laghetto del Pellicone

Il laghetto del Pellicone

  Risalendo la sponda destra del fiume Fiora si attraversa una pianura dove è possibile osservare due diversi ecosistemi: da una parte un ambiente arido e sfruttato, adibito a pascolo, dall'altra un bosco tipico delle zone umide.
Attraverso una breve salita si raggiunge l'apice dell'acropoli. Si prosegue fiancheggiando il costone orientale e, dopo una breve discesa, si raggiunge una radura in cui è visibile un allineamento di pietre squadrate. Da questa altezza si ammira il laghetto del Pellicone, incorniciato in un incantevole scenario di rocce vulcaniche e calcaree.


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