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Oltrepassato l’arco posto a fianco di
Palazzo Bonaparte, dopo pochi metri ci troviamo all’interno
dell’antica Piazza Rocca (oggi Piazza Mazzini).
Questa è la zona dove, attorno al IX secolo, sorse il Castello
di Canino (Castrum Canini),
chiamato Castelvecchio, luogo fortificato con un impianto
estremamente semplice: un cortile munito di torri, una delle
quali, più massiccia, costituiva la residenza padronale.
All’interno della piazza sorgeva l’antica Chiesa di S.Andrea
costruita sotto Eugenio II (824-827) e dedicata ai SS. Daniele,
Antonio e Luca contenente la vasca per il battesimo ad
immersione, una sagrestia ed un campanile. La chiesa fu
restaurata nel 1630, poi però cadde in abbandono. Nel 1808,
Luciano Bonaparte, durante i lavori di ristrutturazione
dell’antica Rocca Farnesiana decise di aprire una piazza
demolendo i fabbricati preesistenti, e conferendo al luogo
l’aspetto attuale.
Nel 2002, durante i lavori per la
costruzione di un parcheggio sotterraneo, sono ritornati alla
luce i resti degli antichi edifici, ma anche una notevole
quantità di reperti che possono aiutarci a ricostruire la vita
quotidiana degli abitanti di Canino tra il XIV e il XIX secolo.
Sono state individuate 11 fosse scavate nel tufo, con
imboccatura circolare e profilo a fiasca, profonde tra 1,20 e
3,00 m circa; alcune erano intonacate internamente, e avevano
probabilmente, nel basso medioevo, la funzione di silos
sotterranei per la conservazione delle granaglie. In seguito,
tra il XIV e il XVII secolo, tutte le fosse furono riempite con
materiali di scarico. Lo scavo di questi "butti"
ha restituito diverse migliaia di frammenti ceramici, molti dei
quali riconducibili a forme intere, moltissimi oggetti metallici
di uso quotidiano (lucerne, coltelli, attrezzi agricoli,
finimenti di bardatura, serrature) numerose monete (tra cui
almeno tre attribuibili alla zecca farnesiana della vicina città
di Castro) e frammenti vitrei, alcuni oggetti identificati come
giocattoli (fischietti in ceramica, micro-vasetti), oltre a
centinaia di frammenti ossei animali, resti dei pasti consumati
dai caninesi di qualche centinaio di anni fa. Di grande
suggestione è la visita dei vicoli di Castelvecchio, che offre
anche l’occasione di ammirare la sottostante Valle del Timone.
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