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La Fontana Grande è la più antica fontana di
Viterbo. Fu costruita a spese del comune nel 1212 e ne furono
artefici i maestri scalpellini Bertoldo e Pietro Di Giovanni,
come riportato nell'epigrafe incisa sul secondo ciglio della
tazza inferiore della fonte. E' formata da una vasca a croce
greca con al centro una colonna con capitello corinzio che
sorregge due tazze sovrapposte e sovrastate da un pinnacolo. E'
rialzata rispetto al piano della piazza da una gradinata che la
circonda. Fin dal 1272 fu detta fontana del Sepale, dal termine
sepes, ossia ripari, che si riferiva alle colonnine
unite da barre di ferro orizzontali che anticamente cingevano la
fontana a mò di siepe. L'acqua che alimenta la fonte proviene
ancora oggi da un acquedotto romano tutt'ora esistente a monte
dell'ex penitenziario di Santa Maria in Gradi. L'acquedotto fu
costruito nel IX secolo dal console Mummio Vigro Valerio Vigeto
per condurre le acque alla sua villa Calvisiana situata a circa
due chilometri dalla città, in località Bagnaccio.
La chiesa dei Santi Giuseppe e Teresa fu
costruita a partire dal 1634 grazie a donazioni di privati e del
comune. La facciata presenta paraste, cornici, ornamenti e
decorazioni in peperino e termina con un timpano delimitato da
due ali laterali. All'interno vi furono approntate numerose e
pregevoli cappelle gentilizie che però furono spogliate dopo la
sconsacrazione della chiesa avvenuta nel 1874. La struttura
venne adibita a biblioteca e pinacoteca e fu adibita nel 1876 ad
aula di Corte d'Assise nel processo contro il bandito Rufolone.
Attualmente l'interno, adibito a magazzino, è inagibile.
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