Viterbo, piazza delle Erbe a 360°

 

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di Giacomo Mazzuoli

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La fontana di piazza delle Erbe

La piazza deve il suo nome al fatto che nell’Ottocento vi si svolgeva il mercato degli ortaggi. In origine prendeva il nome dalla chiesa di Santo Stefano che è stata distrutta da due terremoti, nel 1349 e 1655. Il nome della piazza cambiò ancora in Platea Nova Alessandrina quando fu riprogettata nel 1496 da papa Alessandro VI. Tale ampliamento determinò probabilmente la collocazione di una fontana, forse del tipo a fuso, che fu sostituita nel 1621 da quella attuale, disegnata da Filippo Caparozzi e fu completata nel 1625 e decorata con due teste di leone, lo stemma della città, quello di Odoardo Cybo, governatore di Viterbo e quello di Odoardo Farnese, all’epoca Legato al Patrimonio. Nel 1877 la fontana fu restaurata e fu cinta da una ringhiera in ferro e i leoni furono sostituiti da due nuovi in marmo.

Sulla piazza si affaccia il palazzo Gatti, un edificio del XIV secolo che fu di proprietà della famiglia che fu protagonista delle vicende politiche viterbesi per oltre un secolo. Di fronte a palazzo Gatti si trova la cosiddetta casa della Pace, edificata negli anni del papato di Alessandro VI come si evince dall’iscrizione sull’architrave di una finestra: “CONCORDIA CIVIUM INSTAURATA” che porta la data del 15 gennaio 1503. Per tutto l’Ottocento la piazza cambiò nome: delle Erbe, di Vittorio Emanuele, dei Leoni e poi di nuovo delle Erbe. In quel periodo si affacciava sulla piazza il prestigioso albergo degli Angeli che ebbe l’onore di ospitare la regina d’Inghilterra e il re di Napoli Ferdinando I.

 

Il palazzo Gatti

La fontana di piazza delle Erbe

Il palazzo Gatti

  Scorcio della piazza

  La fontana nel 1877

Scorcio della piazza La fontana nel 1877  
La piazza nel XIX secolo    
La piazza nel XIX secolo    
     
     
 

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