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Nella storia dell’umanità c’è stato sempre nel
cuore dell’uomo il grande anelito e sogno, spesso irrealizzabile, che
potesse arrivare un giorno un Salvatore. Il popolo ebreo aveva
identificato questo atteso e sospirato Salvatore nella figura del
Messia. Tardava a venire nel corso dei secoli, ma la speranza, l’attesa
era sempre considerata unica àncora di salvezza. Seicentocinquanta anni
prima di Cristo, Geremia, nato in Anatot a circa cinque chilometri a
nord di Gerusalemme, rimasto celibe per ordine di Dio, annunciava alla
sua gente, senza specificare il tempo, la venuta di un discendente di
Davide, che avrebbe portato la gioia e la speranza all’umanità intera. E
la liturgia ci invita a percorrere questo cammino che ci porterà a
rafforzare la nostra fede in Cristo, fatto uomo, nostra salvezza.
Ripeteremo insieme, per entrare nello spirito dell’Avvento, il bellissimo
salmo 24: “Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi
sentieri. Guidami nella tua verità e istruiscimi, perché sei tu il Dio
della mia salvezza. Buono e retto è il Signore, la via giusta addita ai
peccatori; guida gli umili secondo giustizia, insegna ai poveri le sue
vie. Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia per chi osserva
il suo patto e i suoi precetti. Il Signore si rivela a chi lo teme, gli
fa conoscere la sua alleanza”.
Forse ti domandi: ma cosa devo fare, in particolare, per prepararmi al
Natale ? Io direi che per prima cosa dovremmo mettere un po’ di ordine a
tutto quello che trova alloggio nel nostro cuore. Lo paragono spesso ad
un magazzino, un ripostiglio dove si ammassano i più disparati oggetti.
Il mio Avvento vorrebbe essere riordinare i sentimenti, i possibili
risentimenti, i continui mutevoli stati d’animo, di fiducia e sfiducia,
di speranza e scoraggiamento, di insoddisfazione, del mio ostinato
atteggiamento nell’essere sempre dalla parte della ragione, , della mia
insofferenza verso chi è a capo nel mio lavoro, del non accettare
l’umiliazione nel non venirmi riconosciuti i miei presunti meriti, del
disagio che provo addirittura anche nei rapporti con i familiari, della
mia mancanza completa, insomma, di serenità e di un po’ di pace…
Signore mio, ci riuscirò a mettere un po’ di ordine dentro di me? Vorrei
riuscire almeno a lasciare un piccolo spazio pulito, sgombro, per farti
nascere per Natale nel mio cuore! Questo lo devo fare cominciando
subito, perché poi, quando arrivano le feste anche io verrò
inevitabilmente attratto dal folclore, dai regali, dalla ricorrenza, che
prevalentemente sarà di cose esteriori, dal consumismo. Se riuscissi,
per Natale, ad essere felice non per le cose che passano e terminato il
periodo natalizio, risprofondare nella mia solitudine, con i miei
problemi insoluti.
Vorrei, nello scambio di auguri, trasmettere un sorriso, espressione di
un cuore in pace con te.
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