Siamo già alla VI domenica di Pasqua; si avvicina ormai la partenza definitiva di Gesù che ritorna al Padre ( 4 Maggio p.v) e questi ultimi giorni vengono impiegati dal Maestro per confermare nella fede i suoi amici, gli apostoli.
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 Ora sono convinti che Lui non è un fantasma. Lo hanno toccato, hanno mangiato insieme. Gesù dà loro tutte le garanzia: “ Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani; verrò da voi”. Aveva finora raccomandato di credere il Lui. Ma l’adesione non deve ridursi ad illusoria sentimentalità, ma esprimere sincera unione dell’anima; deve cioè essere provata dall’adempimento dei comandamenti. Tale adempimento dei precetti fu la sua brama suprema, da quando “ entrando nel mondo” disse:” eccomi..a fare il tuo volere” ( Ebr.10,5-7), fino al supremo “fiat” del Getsemani (Mt.26,39-41) e al “ tutto è compiuto” della croce(Giov. 19,30). Il mondo guarda soltanto all’aspetto esteriore,e nel suo aspetto visibile, terreno, non lo vedrà più. “ Voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete..” . “ Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama”. In questi dialoghi con i suoi amici, Gesù è pieno di premure e vuole rassicurarli che non li lascia orfani. Gli apostoli, come bambini, rimangono incantati a guardarlo. Credono alle sue parole, ma hanno tanta paura di non avere forza sufficiente. Non esiste una vita cristiana senza una totale comunione con Cristo. Per avere frutti, nella nostra vita spirituale, è condizione indispensabile, attingere linfa vitale da Lui il Redentore. Spesso nella nostra vita quotidiana pretendiamo di fare di testa nostra e non ci accorgiamo che gradualmente diventiamo aridi e secchi: assurdo pretendere frutti.. l’anima senza linfa vitale, muore. Quante volte anche io mi sono posto la stessa domanda che fece quel giovane a Gesù: “ Maestro che devo fare per ottenere la vita eterna?” E la risposta di Gesù per ognuno di noi è sempre la stessa: “ Ama Dio con tutto il cuore e la mente… e il prossimo tuo come te stesso..” . Mia sembra, e forse mi illudo, che per il primo punto sono a posto. Ma quando mi dice Gesù: “ devi sempre ed in ogni evenienza, amare il tuo prossimo”.. rimango perplesso, rimando, perché non ho coraggio e non riesco a sbloccarmi. E mentre mi sembra di essere sicuramente ancorato, da sempre, a Lui, il mio Signore, non ho il coraggio di drastiche soluzioni. E se entriamo nella aridità dell’anima, la nostra sorte sarebbe ben triste. Con quanto amore Gesù dice agli apostoli e ad ognuno di noi: “ rimanete in me ed io in voi..” Signore, aiutaci a essere sempre uniti a Te. Questo sia il nostro desiderio: saper vivere da fratelli, per realizzare una comunione vera. Fonte: www.viedellospirito.it  

 

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