Nella liturgia di questa domenica ci viene proposta di nuovo una parabola di Gesù. La lezione di oggi è sull’invidia, il tarlo che corrode il cuore dell’uomo.

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Gli uomini di raffrontano e si confrontano quotidianamente tra loro e spesso crescono, maturano, si arricchiscono interiormente. Ma su questo terreno con facilità attecchisce l’invidia, che spesso si esprime con osservazioni malevole critica e giudizi negativi. Dice la parabola: ”un padrone usci di casa all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna”.
Uscì ancora alle nove del mattino, a mezzogiorno e alle cinque del pomeriggio, trovò gente senza lavoro e li mandò ugualmente a lavorare. Quando fu sera chiamò gli operai e a tutti diede la stessa paga. Ma quelli che avevano lavorato un giorno intero cominciarono a mormorare: ”questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li ha trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone rispondendo a uno di loro disse: “amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te. Non posso fare delle mie cose quello che voglio?
Quante volte anche noi giustifichiamo i nostri istinti di invidia con le motivazioni più disparate! Gesù a ciascuno di noi dice: sei invidioso perché io sono buono? Eppure ricordati che anche tu sei un privilegiato, quando il Cristo dice: Si fa una grande festa in paradiso per un peccatore convertitosi anche all’ultimo momento!
 



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