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Nei vangeli si fa spesso riferimento alla
città di Cafarnao. In questa cittadina della Galilea, vi era una
guarnigione romana, guidata da un pio centurione e un posto di dogana il
cui funzionario era Levi -Matteo.
Gesù, lasciata la sua Nazareth va ad abitare a Cafarnao, in casa di
Pietro, e da buon ebreo il sabato entra nella sinagoga “…e si mise ad
insegnare. Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava come
uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo, che era nella
sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: Che
c’entri con noi, Gesù Nazareno? sei venuto a rovinarci! Io so chi tu
sei: il santo di Dio”. E Gesù lo sgridò “TACI ESCI DA QUELL’UOMO”.
E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui…(Mc1,
21-28)
Ai tempi del Cristo nella Palestina era abbastanza comune che il demonio
prendesse possesso fisico di una persona. Tutti i fenomeni negativi
venivano considerati come punizione da parte di Dio e quindi anche
l’indemoniato era considerato tale, come castigo per i suoi peccati.
Il Messia con la sua autorità impone al demonio di uscire da quell’uomo
e lo reintegra nella piena dignità e libertà. Nella nostra mentalità
contemporanea sentire parlare di demonio fa quasi ridere…Chiamalo come
vuoi, satana, demonio, forza del male, tentazione, desiderio di
percorrere una strada sbagliata, curiosità morbosa, libertà di scelta… è
proprio qui. Il poeta latino Publio Ovidio Nasone (anno 43 ac. )
sintetizzava il tutto così: “video bona proboque, deteriora sequor”
(vedo il bene e l’approvo ma poi seguo la via del male). E’ la storia
della realtà quotidiana. Con la nostra libertà possiamo scegliere quello
che vogliamo e come vogliamo e troppo spesso perdiamo la nostra libertà.
Ogni giorno dobbiamo convivere con le attrattive della forza del male, ci
illudiamo e gradualmente ci troviamo prigionieri delle nostre scelte.
Visto così, anche se non mi interessa la qualifica di satana, demonio,
devo essere onesto con me stesso e riconoscere che qualcuno mi tenta in
ogni momento verso il male, con l’illusione di poter possedere la
felicità. E allora?
“FA CHE ASCOLTIAMO SIGNORE LA TUA VOCE…”
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