Avviciniamoci in modo più diretto alla figura del Salvatore, come personaggio della nostra storia. Vogliamo, in altre parole, tentare di produrre di lui una specie di Carta d'Identità, come se si trattasse di uno di noi, di un cittadino comune.
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  Certo, il nostro tentativo avrebbe fatto sorridere i primi illuministi del sec. XVIII, convinti com' erano che si trattasse di una delle solite figure mitiche, poste alla base di qualsiasi religione del mondo. Avrebbe, al contrario, irritato teologi e liturgisti di epoche recenti, ritenendolo una curiosità irriguardosa, nei confronti del Figlio di Dio. Da alcuni decenni a questa parte, hanno invaso l'area della pubblicistica mondiale, anche quella cattolica, opere esegetiche per ogni gusto, dal titolo accattivante, Gesù ebreo, Gesù ebreo della Galilea, Gesù un ebreo marginale e giù con una nomenclatura di questo taglio, sfornata per solleticare una curiosità tutt’ altro che da storici seri. . A noi interessa quello che gli antichi chiamavano albero genealogico e che, nell'area ebraica generalmente non si spingeva più indietro di una o due generazioni: Jehuda ben Simon, Simon ben Jonha, Jonha ben Zakkai. ecc. Punto e basta. A meno che non si trattasse di notabili del popolo, o teste coronate. Schematicamente, dunque, potremmo ricostruire la scheda anagrafica di Gesù Cristo in questo modo, riservandoci di dare, subito appresso le dilucidazioni indispensabili per una comprensione meno approssimativa:

Nome: Yeshu.

Patronimico: barYosiph.

Maternità: Myriam

Luogo di nascita: Bethlemm.

Anno di nascita: anno 748 (?) a.c Urbe condita.

Cittadinanza: giudeo.

Luogo di residenza: Galilea.

Stato civile: celibe.

Condizione sociale: carpentiere.

Statura: cm 180(?).

Costituzione fisica: robusta.

Capelli: scuri (?).

Occhi: chiari(?).

Segni particolari: nessuno.

Esamineremo più attentamente almeno quei dati che riteniamo interessino più da vicino, anche se, diciamo così, tutto di Gesù, interessa, sia lo studioso credente per restituire alle sue dimensioni umane la sua presenza in mezzo a noi, sia il devoto e il contemplativo, per innamorarsi più consapevolmente di lui. Fonte. www.viedellospirito.it

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